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Serie A

Juve, De Ligt catapultato in Serie A: ecco il rendimento dei nuovi arrivati

17.11.2019 21:00 di Giovanni Albanese  Twitter:    articolo letto 9200 volte
Fonte: inviato a Torino
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Sei gli acquisti della Juventus la scorsa estate, in un mercato che ha regalato diversi elementi di prospettiva e qualche vecchia conoscenza di sicuro affidamento. A questi si aggiunge Gonzalo Higuain: un ritorno il suo convinto, dopo il doppio prestito al Milan e al Chelsea. Paratici e i suoi collaboratori hanno operato come sempre con grande astuzia, battendo la concorrenza sul tempo. La metà degli acquisti sono arrivati a parametro zero. Di seguito analizziamo il loro rendimento.

GIGI BUFFON – Partiamo male. Nel senso che ritenerlo un nuovo arrivo pare quasi una mancanza di rispetto nei confronti dei suoi diciassette anni da numero uno bianconero. Si presenta con l’entusiasmo di un ragazzino, prende la maglia numero 77 per rimembrare i suoi inizi di Parma e si mette a disposizione del suo nuovo capitano Giorgio Chiellini, che ha ereditato la fascia proprio da lui. La cosa più straordinaria della sua seconda vita juventina resta ancora il campo: quando viene chiamato in causa, si conferma il numero uno dei numeri uno al mondo.

MATTHIJS DE LIGT – Giunto all’ombra della Mole con l’etichetta del colpo dell’estate 2019, si ritrova catapultato sin da subito nella nuova realtà bianconera da titolare inamovibile, complice il grave infortunio di Giorgio Chiellini. Qualche errore di troppo in Serie A, decisamente più a suo agio in Champions League: prosegue il suo percorso di crescita accanto a Leonardo Bonucci, che nel frattempo prova a sostenerlo e proteggerlo quando necessario. La sensazione è che sia tra quelli con più margini di crescita in questa stagione.

MERIH DEMIRAL – Oggetto del desiderio di molti club la scorsa estate, la Juve crede fermamente in lui e respinge al mittente ogni offerta. In realtà trova poco spazio, anche a causa di una precisa scelta di Sarri di puntare con continuità sulla stessa linea difensiva al fine di dare identità al reparto. Nell’unica occasione concessa, contro l’Hellas Verona, appare ruvido e a tratti ingenuo: tutto preventivabile in tal senso. In Nazionale gioca e convince: la nota vicenda relativa al saluto militare lo porta a colloquio con il vice presidente Pavel Nedved. Tutto chiarito.

DANILO – Avvio sprint per il laterale brasiliano, che poi crolla per noie fisiche. Dopo un anno di quasi inattività, l’ampio minutaggio di inizio stagione probabilmente lo penalizza. Rientra comunque nel momento più delicato per sopperire alla squalifica in Champions League di Cuadrado e mettere in ghiaccio la qualificazione agli Ottavi con un successo al fotofinish contro la Lokomotiv Mosca. Trasmette la sua esperienza al gruppo, anche quando in campo appare a volte macchinoso, un pizzico lontano dai suoi migliori standard di rendimento.

AARON RAMSEY – Trascorre quasi tutta l’estate al J Medical per recuperare dall’infortunio e farsi trovare al meglio già a inizio stagione. Effettivamente si mette a disposizione in tempi utili per offrire a Sarri la soluzione alternativa all’assenza di Douglas Costa: ovvero il trequartista. A ridosso delle punte gioca a buon livello, aggiunge qualità e non si risparmia. Qualche problemino fisico giunge col passare delle settimane, lui non si sottrae al sacrificio del lavoro personalizzato per far rientrare l’emergenza. A sprazzi anche da mezz’ala.

ADRIEN RABIOT – Il lungo periodo fuori dai giochi pesa sulle prime apparizioni. Un preciso lavoro dello staff di Sarri gli consente di non rimanere indietro rispetto al gruppo e riproporsi con maggiore convinzione qualche settimana dopo. Bravo e sfortunato col Genoa: gioca bene ma si becca si becca due gialli (severi) nel giro di poco. In allenamento prove tecniche da trequartista che non convincono, col tempo meglio davanti alla difesa. Intanto c’è da prendere al volo l’occasione che arriva direttamente dal suo ruolo naturale di mezz’ala sinistra, causa infortunio di Matuidi.


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