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Serie A

Juventus, in bacheca la decima Coppa Italia! Lazio freddata da mitra Matri

20.05.2015 23:18 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 22241 volte
© foto di www.imagephotoagency.it

Dopo 20 anni è di nuovo Juventus. La squadra di Allegri battendo 2-1 la Lazio ha conquistato la decima Coppa Italia della sua storia. Sono serviti 120 minuti per avere la meglio degli avversari, una rimonta messa in piedi da Chiellini e definita da Matri al 97esimo.
Gara equilibrata decisa da un paio di episodi. Djordjevic al 94' colpisce un clamoroso doppio palo, l'attaccante della Juventus tre minuti dopo con un tiro meno potente e preciso batte un disattento Berisha. Un gol pesantissimo nella storia del club bianconero, il primo a conquistare la doppia cifra nell'albo d'oro del trofeo e a meritarsi la conseguente Stella d'Argento.

Si parte subito forte, è la Lazio a dare il via alle danze. Una manciata di minuti e Candreva pennella al centro un assist perfetto per capitan Radu che si inserisce coi tempi giusti tra Pirlo e Pogba e stacca di testa: Storari tocca il pallone ma non evita il gol. Esplode la Curva Nord, ma la risposta degli ospiti non tarda ad arrivare. Anche in questo caso decisiva una punizione dalla trequarti, ancora protagonista un difensore: Giorgio Chiellini. Bravo il difensore bianconero ad anticipare Gentiletti sulla sponda di Evra e a ristabilire la parità già all'undicesimo. E' il secondo episodio di un primo tempo che da quel momento in poi scorrerà via tra tanto agonismo e qualche errore. La Juventus in fase di impostazione è troppo imprecisa, ma il centrocampo della Lazio - in inferiorità numerica a causa del modulo adottato da Pioli - è in costante difficoltà.
Llorente, in evidenza solo un colpo di testa al 25esimo, è braccato dalla difesa biancoceleste, mentre dall'altro lato Felipe Anderson e Candreva sono in forma ma non riescono a incidere. Si va negli spogliatoi con un paio di errori che mettono i brividi a entrambe le tifoserie. Prima Pogba sistema il pallone a Parolo che calcia dal limite dell'area e non trova la porta, poi Berisha su un retropassaggio si prende qualche licenza di troppo e rinvia il pallone su Tevez senza conseguenze per la porta biancoceleste.

Il canovaccio della gara non cambia a inizio ripresa, anche se le due squadre scendono sul terreno di gioco visibilmente allungate. I giocatori non sono più racchiusi in 30 metri, ma lo spettacolo non ne guadagna causa attaccanti non troppo ispirati.
Bisogna aspettare un po' prima di vedere qualche occasione degna di nota perché la Juventus fa la partita ma in fase offensiva è troppo lenta. I biancocelesti si affidano solo alle ripartenze, alla velocità dei suoi esterni offensivi ma il risultato sono un paio di ammonizioni per i difensori avversari che rimediano con le cattive quando non riescono a fermare regolarmente Felipe Anderson e Candreva.
Al 71' Pioli è costretto a richiamare in panchina Radu per un problema al polpaccio. Sette minuti dopo Allegri, per nulla soddisfatto della ripresa dei suoi, lancia in campo Pereyra per dare maggior smalto alle ripartenze.
Al minuti numero 82 entra Djordjevic e pochi secondi dopo è proprio sua la prima vera palla gol della ripresa: su un lancio dalla trequarti il serbo si fionda sul pallone ma a tu per tu con Storari non riesce ad angolare la conclusione. E' l'episodio che accende la ripresa, Allegri inserisce Matri e all'ex Fiorentina viene annullato un gol per una millimetrica posizione di fuorigioco.
Si va ai supplementari, ma non prima del primo spunto degno di nota di Tevez che spedisce il pallone sopra la traversa. Le occasioni nell'extra-time fioccano, Djordjevic con una saetta scagliata dai 25 metri colpisce un doppio palo, Matri sfruttando una indecisione della difesa avversaria affonda la Lazio nel suo momento migliore. E' il gol che decide la partita. Il colpo incassato nel momento migliore destabilizza i biancocelesti. La stanchezza fa il resto e l'ingresso di Keita nel secondo tempo supplementare non produce effetti.
Festeggia la Juventus, che dopo lo Scudetto mette in bacheca anche la decima Coppa Italia della sua storia. Bravi e fortunati i bianconeri, una stagione straordinaria che a Berlino tra un paio di settimane potrà trasformarsi nella migliore annata nella storia del club più vincente d'Italia.


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