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La Giovane Italia
Serie A

Monchi carica la Roma: "Non è impossibile. Questo anno speciale"

13.03.2018 14:37 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 1541 volte
© foto di Insidefoto/Image Sport

Quasi un anno di Monchi: il 24 aprile 2017 l'ex portiere spagnolo diventava il nuovo direttore sportivo della Roma. Oggi ne ha parlato a Cadena Ser: "Mi sto adattando al calcio italiano e alla Roma sempre di più. Ogni giorno conosco qualcosa in più di questo mondo. Ovviamente seguivo già il calcio italiano essendo un direttore sportivo, ma nel momento in cui ci si entra dentro lo si conosce meglio. Ora va meglio sia con la lingua che con le abitudini, conosco meglio la mia squadra. Questo è un club speciale, che ha una grande ripercussione mediatica. In generale sono contento".

Sulla tragedia Astori.
"Davide ha giocato un anno qui a Roma, alcuni degli attuali calciatori sono stati suoi compagni. Sono stati giorni difficili, il calcio italiano si è unito attorno alla figura di Davide. Io non lo conoscevo personalmente, ma ho sentito tante cose belle su di lui, non solo come giocatore, anche come persona. Deve essere così, tutte le dimostrazioni di affetto che ha ricevuto dimostrano che Davide era una gran persona. È stata una disgrazia dolorosa, speriamo soltanto che aiuti il calcio italiano a unirsi".

Ora c'è lo Shakhtar.
"Dobbiamo affrontare questa partita sapendo che è una delle più importanti dell’ultimo periodo. Ci giochiamo la possibilità di arrivare ai quarti contro un avversario difficile. Passare il turno sarebbe importante per la società, per la crescita del club. Ci approcciamo alla gara con motivazione e con concentrazione. Non è facile, ma non è nemmeno impossibile".

Lo Shakhtar ha tanti giocatori brasiliani. Ce n’è qualcuno che le piace particolarmente o che comunque le sembra più pericoloso degli altri?
"Hanno costruito una buona squadra. Lo zoccolo duro della squadra è formato dai brasiliani, da Taison, Marlos, Bernard e soprattutto Fred, che per me è il giocatore più importante che hanno. A livello offensivo sono molto forti, hanno un buon allenatore portoghese. Dobbiamo conoscere le loro qualità, che già abbiamo sofferto nella gara di andata".

In Champions avete fatto un girone eccezionale, in campionato non siete in lotta per il titolo ma per i posti Champions sì. Siete dove pensavate di poter stare? Come vede la squadra?
"In linea generale, siamo contenti del girone di Champions, ora speriamo di esserlo ancora di più. Per quanto riguarda il campionato va fatta un po’ di chiarezza. Credo sia un anno speciale, sono cambiati sia l’allenatore che il direttore sportivo. C’erano alcune incognite e credo che, a poco a poco, stiano andando via. Non siamo al top, lo direi se fossimo vicini a Napoli e Juventus, ma stiamo costruendo una Roma con un futuro ambizioso e con un presente esigente. E poi credo che questa stagione abbia ancora molto da dire. Credo che la Roma debba guardare avanti, il futuro inizia sempre nel presente. Dobbiamo stare concentrati con l’ambizione di continuare a crescere".

Alisson è uno dei migliori portieri del mondo?
"Ora che ho la fortuna di vederlo giorno dopo giorno, posso dire che è in una condizione incredibile, sta ottenendo risultati fantastici. Non so se è il miglior portiere del mondo, però è sicuramente un portiere di altissimo livello, non a caso è il titolare della nazionale brasiliana e della Roma. Sono contento che sia qui con noi".

Su Dzeko.
"L’offerta del Chelsea c’è stata, è vero, ma è anche vero che l’unica cosa che ha fatto la Roma è stato ascoltare l’offerta, valutarla e studiarla, e poi, conoscendo un po’ anche l’idea del giocatore, l’operazione non ci ha soddisfatto. Per noi Edin è un giocatore importante, che ci ha dato tanto in passato e che ci sta dando tanto nel presente. Come ho detto in Italia, il direttore sportivo durante il mercato deve ascoltare le offerte, valutarle e poi accettarle o rifiutarle, e in questo caso non c’erano le condizioni che potessero soddisfare tutte le parti".


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