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Serie A

Morata, la Juventus e il sogno chiamato ritorno: perché sì, perché no

17.04.2018 12:00 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 20058 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Alvaro Morata e la Juventus: una storia lasciata a metà, una storia che potrebbe riaprirsi. Il ritorno al Real Madrid non è andato come sperava il centravanti, l'avventura al Chelsea è stata fatta di alti e bassi. Il rapporto con i bianconeri è rimasto speciale, Morata sogna il ritorno. E la Juventus, assicura anche Tuttosport oggi in edicola, ci sta pensando seriamente.

Perché sì. Per chiudere un ciclo, è la risposta più semplice. In due stagioni, Morata ha siglato 27 gol in 93 presenze con la Juventus. In coppia con Tevez è stato il trascinatore verso il primo pazzo sogno chiamato Champions League. Due gol al Borussia Dortmund negli ottavi di finale, due gol al Real Madrid nelle semifinali. La rete al Barcellona nella finale di Berlino: Morata, nella stagione 2014-2015, è stato l'uomo delle grandi partite in bianconero. Stessa musica l'anno successivo, quello della sfortunata eliminazione contro il Bayern Monaco, quando proprio gli strappi dell'attaccante spagnolo avevano lasciato aperta la porta alla qualificazione. Gol decisivi, e duttilità tattica: Morata può agire da prima punta e da seconda. Può fare la spalla di Higuain dando velocità all'attacco, o combinare con Dybala. Nel 4-3-3 può fare un po' tutto, nel 4-4-2 è perfetto. Il suo ritorno darebbe versatilità all'attacco bianconero, e aggiungerebbe un uomo con caratteristiche che al momento nessuno ha nella rosa della Vecchia Signora: veloce ma letale, fisico ma tecnico.

Perché no. Il salto di qualità mancato: nei due anni lontano da Torino, Morata ha cercato di consolidare il proprio ruolo di grande attaccante a livello europeo, ma la missione gli è riuscita soltanto a metà. I numeri sono buoni ma non buonissimi: 20 reti in 43 gare col Real, 14 in 42 fin qui col Chelsea. In entrambi i casi, inoltre, Morata non è riuscito a diventare protagonista a tutto tondo. Quanto dipenda da lui, e quanto da eventuali errori di chi l'ha allenato, è tutto da decifrare. Resta il dato di fatto: Morata, al momento, non è uno dei primi 4-5 attaccanti europei, come invece sembrava destinato a diventare. Le partite decisive, ancora: alla Juve non le ha sbagliate, con la Spagna, soprattutto a Euro 2016, sì, lasciando aperto il dubbio. La sua stessa duttilità tattica può infine ritorcerglisi contro: chi può esser tutto rischia di restare nulla, storia vecchia. Bravo da centravanti, bravo da seconda punta, non eccezionale in nulla: è questa la critica più facile da muovere al ragazzone di Madrid. Che a 25 anni deve ancora trovare la propria dimensione a livello continentale, e sogna il ritorno alla Juventus. La sensazione è che i pro superino i contro, ci sarà il grande ritorno?


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