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Serie A

SPAL, Semplici: "Ammiro il gioco di Sarri, ma do ragione ad Allegri"

09.10.2017 11:06 di Lorenzo Di Benedetto  Twitter:    articolo letto 7926 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il tecnico della SPAL Leonardo Semplici ha rilasciato un'intervista a Il Mattino: "Mi piace molto il gioco di Sarri e anche io provo a vincere come fa lui. Ma Allegri ha ragione: in Italia contano i tre punti e basta. Perché la gente si ricorda solo di quello. Da noi, se vinci non importa come vinci. È una questione di cultura: tutti si ricordano di chi alza le coppe e di chi conquista il campionato, raramente di chi arriva in finale o si piazza secondo e terzo. Ma io come idea di calcio sono più vicino a Maurizio: provare a vincere provando a giocare a calcio, provando a mostrare la propria identità ogni volta che si può. Lui ormai ci riesce. E ci riesce anche bene. Noi alla SPAL abbiamo la nostra organizzazione e una nostra idea che proviamo a imporre in ogni partita. Poi però non ci dimentichiamo che abbiamo l'ultimo budget della serie A e siamo tra gli ultimi nel monte-ingaggi. Non è un alibi. Se incassi di meno, prendi i giocatori che costano di meno. Questo non vuol dire che è già tutto scritto: per esempio, il Napoli è una delle favorite allo scudetto perché con le idee, le personalità, il consolidamento del gruppo fatto da Sarri giorno dopo giorno, è riuscito a colmare quel divario che c'è con la Juventus. E poi ha una società importante, guidata da un presidente straordinario. Duello Scudetto tra Juve e Napoli? C'è anche l'Inter però i partenopei mi pare che non abbiano nulla in meno: per esempio è riuscito pure a sistemare quel difetto che aveva nel passato, ovvero di perdere punti con le piccole. Da noi non meritava di vincere. Ma ha punito ogni nostra ingenuità e tutte le nostre piccole disattenzioni. D'altronde, noi siamo una neopromossa e loro la squadra più spettacolare d'Italia e forse persino d'Europa. Io e Maurizio in comune abbiamo la lunga gavetta e il fatto che abbiamo vissuto il calcio partendo dalle serie inferiori. Ricordo le prime sfide in Promozione, lui allenatore all'Antella e io al Castellina in Chianti, e poi lui al Tegoleto e io all'Impruneta. Lo volli conoscere quando era ancora in banca, avevamo un amico in comune e me lo feci presentare. Già allora aveva tanto da raccontare. La Gavetta? Di giorno lavoravo come agente di commercio con mio padre e la sera allenavo. Proprio come ha fatto anche Maurizio. E quelli come noi vivono circondati dai luoghi comuni, come se debbano dimostrare sempre qualcosa in più rispetto agli altri. Come se fossimo sempre sotto esame. Come se tutto quello che è stato fatto fino ad adesso non servisse mai a nulla. La Serie A? È un campionato dove le prime sei o sette vanno per conto loro, poi ci sono tre o quattro di un altro livello. E poi ci sono quelle come noi che devono pensare solo a fare punti per coronare il sogno della salvezza. Che ha lo stesso valore dello Scudetto. Il VAR? Mi piace perché aiuta gli arbitri a sbagliare meno. Però non capisco una cosa: col Crotone ci sono stati episodi da Var, invece non li hanno neppure presi in considerazione. Ecco, è questo che non comprendo ancora. Baroni al Benevento? Spero che superi il momento. Ma spero comunque che il suo Benevento finisca dietro la mia Spal".


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