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Serie B

Parma, Faggiano: "Il club mi ha chiesto di svecchiare, a breve nuovi colpi"

19.06.2017 17:21 di Daniel Uccellieri   articolo letto 6401 volte
Fonte: parmalive.com

Il ds del Parma Daniele Faggiano ha parlato in conferenza stampa. Queste le sue parole riportate dai colleghi di parmalive.com:

"Buonasera a tutti. Ringrazio per la presenza di tutti voi, fa piacere. Ci tengo a precisare che quando faccio delle polemiche non è a livello personale ma di squadra, vedo che qualcuno non c'è. Io sono venuto qui per rendere la squadra più coesa, il mio obiettivo era portare il Parma in B, e se sono poco simpatico a qualcuno non importa. Io sono uno che si arrabbia, ma non porto rancore: sono diretto e schietto. Penso che questo rapporto ci abbia dato una mano. Abbiamo cercato di rincorrere dal primo minuto, fino alla fine. Se posso permettermi, abbiamo perso con squadre sulla carta molto abbordabili, facendo grandi partite con squadre forti. Quando abbiamo perso, però, non ci siamo persi, e quella è stata la nostra forza. Tutti qui vogliamo il bene del Parma, la sconfitta con l'Ancona ci ha fatto malissimo ma ci siamo ripresi. Nella nostra rincorsa, mentalmente abbiamo un po' staccato la spina. Stiamo lavorando insieme alla società, abbiamo già fatto qualche acquisto. Qualcosa abbiamo lasciato come organizzazione, per cui dobbiamo andare a colmare delle lacune, con la Serie B. La festa, ad esempio, è stata improvvisata. In generale, in Serie B non parleremo mai di Serie A: non perché non ci crediamo, attenzione. Dobbiamo consolidarci e andare sempre meglio. Non dobbiamo fare per forza proclami. Sono abituato a partire con i fari spenti, ambisco sempre a fare meglio ma non dobbiamo dimenticare da dove siamo partiti. Mi sento di far parte di questa società da sempre, perché si è instaurato un rapporto vero, di fiducia e stima. Siamo qui a festeggiare, a essere contenti: sono orgoglioso di aver dato una mano a una società del genere, e non vi nascondo che ancora non ho realizzato, non mi sono lasciato andare a questa vittoria. Venivo da un anno travagliato, mi sono messo in discussione in una piazza importante. Voglio ringraziare tutti perché ci avete sopportato: questa conferenza è più che altro per esprimere i miei ringraziamenti, perché ci tengo. Abbiamo sofferto tutti insieme, ed è stata la forza del gruppo. Ci siamo sempre detti tutto, sapevamo che l'obiettivo era questo. Grazie ancora e forza Parma. Cercherò di fare sempre meglio, ma senza quell'assillo, perché la pressione pesa, e pesa la maglia del Parma. Dobbiamo fare un mercato oculato, anche in quest'ottica. Vedere tutti quei tifosi fa sempre piacere, ma allo stesso tempo ti dà responsabilità. Grazie a tutti".

Sui cinesi: "Sinceramente non li conosco, non posso neanche mangiare il cibo cinese perché è pesante. Per consolidare ancora di più la società, per me è una cosa positiva. Ho parlato con gente importante, e mi hanno dato grandi garanzie a livello di ambizione. I giocatori, i nomi, vanno e vengono e sono relativi. Io preferisco i complimenti alla fine. Quindi, sui cinesi, quando arriveranno li saluterò e dirò quello che penso".

Sui diritti televisivi e su Lucarelli: "Si devono quantificare, dipendono da tante varianti. Per Lucarelli, posso dire che ha dato una mano importante nello spogliatoio e sul campo. E' legatissimo al Parma, vedo che il suo video è virale e da una parte non mi fa piacere che sia uscito fuori, però dimostra che lui è il leader carismatico vero di questa squadra. Se continuerà vedremo, vedremo con lui. Non perché dobbiamo fare un favore a qualcuno, ma si è comportato da uomo e va trattato come tale, per noi non sarà mai un peso ma è un surplus che ci teniamo stretto. Deciderà lui, saremo felici in qualunque caso. A noi serve in qualsiasi ruolo lui decida di rivestire".

Sul futuro del Parma e sul mercato: "Mi sono visto cinque minuti col mister, parlerò con lui. Io e lui abbiamo sempre un cuore, pensiamo con la testa e col cuore. A volte bisogna prendere decisioni che pesano. Stiamo valutando tutto. Sicuramente per qualcuno sbaglierò a prescindere: noi prenderemo delle decisioni, sicuramente meno tocco a gennaio e meglio è. Preferisco fare più cessioni che acquisti a gennaio. Noi adesso siamo una squadra neopromossa, che non vuol dire che non abbiamo ambizioni, ma dobbiamo volare basso. Sono orgoglioso di essere al Parma, ma non possiamo dire che stravinceremo il campionato, lo abbiamo visto quest'anno. Non ripetiamo i nostri errori: sbagliando meno, squadre come SPAL, Crotone e Benevento hanno dimostrato di poter fare bene. Il Benevento secondo me ha fatto uno squadrone ad esempio, tenendo presente il monte ingaggi. Io lo conosco, ed è giusto che i giallorossi siano andati in Serie A. Il programma del Parma è un programma a fari spenti. Dobbiamo cambiare registro, dobbiamo essere compatti e con una società forte. L'altro giorno sono stato espulso perché non ero lucidissimo, però vedere questi tifosi cantare è stato bellissimo, e come ho detto prima ancora non ho metabolizzato. Come ho detto, non è stato un anno facilissimo, perché ho lasciato Trapani a cui ero molto legato. Sono andato a Palermo e ci sono stati tanti problemi, che mi sono serviti anche per dare una mano al Parma, ma non è stato un anno semplice, per cui spero di staccare un attimo. Quando metabolizzerò che avrò vinto il campionato, sarò ancora più contento. Galuppini? Sì, lo abbiamo quasi preso: viene da categorie inferiori, ma è gente che ha fame".

Sulla rosa attuale e il suo valore: "In generale sì, è una rosa da Serie B. Non è una valutazione sbagliata. Abbiamo un po' mollato, il 2-2 a Venezia non ci ha permesso di svoltare, ma ormai è il passato".

Sulle somiglianze tra Trapani e Parma: "Sono realtà molto diverse, anche a livello di storia. Qui c'è anche una stabilità diversa, lì ci sono altri tipi di difficoltà. Vincere è bello sempre, se ci sono difficoltà ho degli stimoli in più. Non voglio creare entusiasmi sopra le aspettative: il Parma è il Parma, lo sappiamo. Ma non dimentichiamoci che la vecchia società è fallita, per cui consolidiamoci, lavoriamo e ci toglieremo delle soddisfazioni".

Sul giocare con mentalità da provinciale: "Allora, chi ci incontra gioca sempre alla morte, perché vincere con il Parma è un risultato prestigioso. Quest'anno abbiamo trovato difficoltà con squadre piccole. Secondo me è la realtà: dobbiamo consolidarci, siamo una società giovane e dobbiamo organizzarci bene. Se succede l'anno prossimo, non mi tirerò indietro, ma non partiamo come se fossimo una corazzata. Prendiamo giocatori con fame, anche se li prenderemo da categorie inferiori. Se prendo il nome, so che rendo contenta la piazza".

Ancora sul mercato e sugli ultimi acquisti: "Sono giocatori che ho visto insieme agli osservatori. Hanno delle qualità, poi è chiaro che dipende anche da loro, è una maglia che pesa. Lescano è un '96 di belle promesse, ha anche esordito in Serie A, e dopo si è un po' perso tra Monopoli e Melfi. Mi ha colpito che ha deciso di rimettersi in discussione a Barcellona Pozzo di Gotto. Galuppini è un giocatore che ha i colpi, ma anche lui deve capire che è stato preso da una società importante. Frediani viene dal settore giovanile della Roma, ci ho parlato ed è un ragazzo a modo, è stato anche un leader nell'Ancona. A breve ufficializzeremo altri colpi. Il mercato a gennaio, ribadisco, non era facile perché è un discorso di uomini da inserire nello spogliatoio. Penso che abbiamo creato un bel gruppo, e lo si è visto dalle piccole cose".

Sull'aver speso tanto: "Anche nell'ultima partita abbiamo avuto assenze pesanti, ma chi li ha sostituiti ha fatto bene. Dobbiamo essere intelligenti. Poi finalmente siamo andati in Serie B, gli altri hanno detto che abbiamo speso di più, ma è per giustificare delle sconfitte. Ci hanno gufato alla grande, ma alla fine gli è tornato indietro. Io penso che ho sempre guardato in casa mia".

Sul ritiro: "Abbiamo delle idee e le portiamo avanti, senza fare le cose di fretta. Per il ritiro daremo le date a breve: la squadra avrà circa un mese di vacanza. Siamo un po' svantaggiati perché abbiamo finito tardi, ma i ragazzi hanno bisogno di riposo. Baraye ieri era sfinito, ha fatto delle gare assurde, in senso positivo. Quindi dobbiamo vedere".

Sulla paura di non farcela: "Ci sono stati i momenti, ma ho sempre cercato di trasmettere positività alla squadra".

Sul lavoro sulla mentalità della squadra: "Ho cercato di portare una mentalità professionale. Qui ho portato Cracolici dal Palermo, oltre a un nutrizionista. La squadra ne ha giovato".

Un aneddoto sugli ultimi giorni: "Non sono ancora riuscito a dormire del tutto. Per quanto fossi un automa, mi sono venuti a trovare genitori e amici. Io ho preso la macchina e sono tornato a Parma da solo, e dopo Rubino mi ha chiamato. L'ho fatto senza pensarci, tanto era lo stress accumulato".

Su Gilardino e Cassano accostati al Parma: "La società mi ha detto di svecchiare la squadra, ma sono giocatori indiscutibili. Vedremo, io non chiudo le porte a nessuno".

Sul doppio salto: "Ci sono Palermo, Bari ed Empoli, c'è il Pescara di Zeman... Dobbiamo lottare fino alla fine. Io voglio consolidarmi, voglio fare bene, poi la fame vien mangiando"


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