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ESCLUSIVA TMW - Perugia, Goretti: "Costruisco la cantera del Grifo"

Roberto Goretti, ex centrocampista di Perugia, Bologna e Bari, smessi gli scarpini nel marzo 2012 è stato nominato responsabile del settore giovanile del club umbro.
29.04.2012 08:00 di Claudio Sottile   articolo letto 5522 volte
© foto di Icaro Fotocronache/TuttoLegaPro.com

Cervello in pantaloncini e maglietta, cervello col colletto bianco. Roberto Goretti ha sempre avuto fosforo da vendere. Appesi gli scarpini al chiodo, è bastata una telefonata per farlo ritornare all'ovile del grifo. Responsabile del settore giovanile del Perugia, dopo una vita passata in mediana.

In ESCLUSIVA per TMW la sua idea di calcio per una società e in una città pazza di gioia, dopo la spumeggiante promozione in Prima Divisione timbrata quattro giorni fa.

Roberto, come ti trovi in questa nuova veste?
"Bene, mi piace stare con i giovani. È un'esperienza nuova e m'intriga".

Come si è arrivati alla tua nomina?
"Quest'anno volevo prendermelo sabbatico. Pian piano mi hanno tirato dentro, nominandomi inizialmente responsabile dell'area tecnica del settore giovanile, perciò ho iniziato a girare. Mi sono reso conto dei settori giovanili più importanti del nostro, ho fatto un po' di aggiornamento. Mi sono risintonizzato con un mondo che per me era lontano quindici anni, l 'ultima volta che avevo visto una partita giovanile era quando l'avevo giocata io. Partivo da zero o quasi, avevo solo i miei ricordi. Poi il nuovo presidente mi ha conferito questo incarico, dopo le dimissioni del mio predecessore Luciano Angelucci".

Di quale organizzazione stai dotando il vivaio perugino?
"Questa è la mia più grossa sfida. Il Perugia viene da due fallimenti negli ultimi cinque anni, l'organizzazione è quello che voglio migliorare, per portarla al livello delle altre società professionistiche. Sto preparando soprattutto la prossima stagione".

Ok il ruolo dietro la scrivania, ma ti si vede anche molto a bordo campo.
"In questo periodo ho fatto più il segretario che l'uomo di campo (sorride, N.d.R.) . Comunque sì, mi piace stare in contatto col campo".

Hai dei punti di riferimento organizzativi?
"Cerco di prendere quello che mi piace da quanto visto qui e lì. Il punto che più mi preme è quello del progetto tecnico, m'interessa tanto, naturalmente dopo l'aver dato una buona organizzazione. Nella nostra realtà deve esserci la possibilità di attuare qualcosa che non rientri nei canoni soliti del dover vincere a tutti i costi o del risultato ricercato in maniera ossessiva. Prima provare a giocare, mi piacerebbe che chi guarda il Perugia veda un gioco uguale tra tutte le giovanili".

Una sorta di cantera in salsa umbra.
"A Barcellona si fa un altro sport, bellissimo e straordinario. Si può prendere un po' la filosofia ma fanno un altro sport. Io provo a costruire la cantera del Perugia (sorride, N.d.R.) ".

Ci sono altri ex calciatori in questa esperienza?
"C'è Mister Franco Vannini, bandiera del Perugia anni 70', davvero una persona di spessore, nel ruolo di responsabile della scuola calcio. Assieme a lui c'è Mauro Lucarini, il nostro responsabile tecnico e organizzativo, una persona davvero in gamba nonostante non abbia mai giocato ad alti livelli".

Vorrai coinvolgere dei tuoi ex compagni di squadra nel progetto?
"Mi piacerebbe moltissimo. Ci sarebbero persone che stimo con le quali ho condiviso qualcosa di bello, sarebbe stimolante, però per adesso non c'è questa possibilità. Più in là vedremo".

Hai già notato dei giovani con un potenziale importante?
"Tra i piccolini ce ne sono un paio che mi hanno dato i brividi. Letteralmente i brividi".

Nell'ultima finestra di mercato avete ceduto Curti (17) alla Juventus, che però sta facendo fatica a trovare spazio nella primavera bianconera. Te l'aspettavi, considerando anche l'etichetta di "Nuovo Nesta" che l'accompagna?
"Parliamo di un ragazzo giovane, che deve crescere, maturare e fare esperienza, non c'è posto migliore della Juve, il fatto che abbiano puntato su di lui è già una garanzia. Poi cambiare aria e città alla sua età non è facile. Per noi a Perugia è stato un successo che la Juve si sia interessata a un ragazzo del nostro settore giovanile, e che l'abbia anche comprato".

Passando alla prima squadra, nell'ultimo turno di campionato è arrivato il conforto dell'aritmetica: promozione.
"Era dovuta. La nostra squadra era la più forte di tutto il girone e abbiamo vinto il campionato. L'obiettivo era arrivare prima possibile in Prima Divisione, che già diventa un torneo più difficile da vincere".

Nonostante ti destreggiassi ancora su standard competitivi, la scorsa estate hai deciso di smettere di giocare, perché?
"È brutto dirlo ma non avevo più voglia. L'anima del calciatore si era spenta. Non mi andava più. Sinceramente non ho sentito il distacco, zero totale".

Una parentesi su Allegri, tuo ex compagno nel Perugia e nel Napoli. Ti aspettavi che fosse così discusso?
"Non credo che abbia perso il controllo della situazione. Sono momenti che ci stanno nel corso della stagione, l'importante è star calmi e reagire".


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