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Serie C

ESCLUSIVA TMW - Sakho: "Affascinato da Andria, Taranto e Buffon"

Mamadou "Khadafi" Sakho, portiere senegalese classe '89, nell'ultima stagione ha difeso i pali del Liberty Molfetta, Eccellenza Pugliese. Attualmente è svincolato, e nel mirino di Andria BAT e Taranto in Prima Divisione.
11.07.2010 07:00 di Claudio Sottile   articolo letto 15191 volte
© foto di Claudio Sottile

Mamadou Sakho (21), portiere senegalese attualmente svincolato, 1 metro e 94 di altezza e un sorriso contagioso, ha una storia tutta da raccontare, costruita in lungo e in largo per lo Stivale.

In ESCLUSIVA per TMW ci racconta la sua storia fatta di km, razzismo, infortuni, omonimia con il gettonato terzino del PSG: per agguantare un sogno, quello di giocare almeno una volta con l'idolo Buffon.

Mamadou, dopo aver soltanto assaggiato la Serie C, e aver fatto tanta gavetta nelle categorie dilettantistiche, ecco la nuova chiamata dai professionisti.
"Sì, ho avuto un contatto importante. Sono in Senegal fino a martedì per finire le vacanze, una volta tornato mi metterò a disposizione dell'A.S. Andria BAT nel ritiro di Spoleto, non ho ancora firmato, ma sono interessati a me, e mi hanno chiesto di aggregarmi".

Ci sarebbe anche il Taranto.
"Dopo un'amichevole l'anno scorso, fui avvicinato dai dirigenti jonici, mi dissero che avevo fatto una buona partita ed ero piaciuto. Si sono fatti risentire nei giorni scorsi, vediamo, di concreto per ora ho avuto solo la chiamata in ritiro dall'Andria. Se il Taranto mi volesse davvero ci penserei su, vediamo chi avrà fiducia in me. Entrambe sono piazze prestigiose, ambiziose e molto calde, e io ho voglia di riscattarmi dopo un'annata così così a causa di noie alla schiena, finalmente risolte. Spero influisca il fatto che sono comunitario, essendo stato tesserato per la prima volta in Italia, e under visto che sono nato nel 1989".

Hai un idolo fra i pali?
"Sono juventino, quindi Buffon".

E fra i portieri africani?
"C'era il portiere della nazionale del Senegal Tony Silva che mi piaceva molto, oltre a N'Kono del Camerun. E poi, anche se giochiamo in ruoli diversi, mi piace il mio omonimo che gioca nel PSG in Francia, ha un'esplosività incredibile sulla fascia, ma non siamo neanche lontanamente parenti".

E tu hai mai giocato in una rappresentativa nazionale del tuo Paese?
"No, non ho mai giocato nelle nazionali del Senegal".

Hai girato tanto prima di fermarti in Puglia.
"Sono arrivato qua da piccolo dal Senegal, avevo 13 anni. Sono stato a Vittorio Veneto in Eccellenza, ad Alghero in D, a Varese in C2, a Suzzara, Sogliano e Liberty Molfetta ancora in Eccellenza. Abbiamo vinto a Suzzara il campionato, in tutte le altre piazze abbiamo raggiunto i play off".

Durante l'ultimo anno nell'Eccellenza Pugliese, hai notato un calciatore che secondo te meriterebbe altri palcoscenici?
"Sì, Alessandro Parente (29) che giocava con me nel Liberty Molfetta, un centrocampista assolutamente sprecato fra i dilettanti".

Sei salito, tuo malgrado, agli onori della cronaca nel novembre 2008 per un episodio di razzismo.
"Sì, durante Sogliano-Nardò, io giocavo tranquillamente, vincevamo, e c'era un tifoso che insultava per il colore della pelle, ma io non ci facevo molto caso. Quando ha iniziato a inveire sulla mamma che non c'è più ho fatto un gestaccio, e da lì un gran caos.

Alla fine ci siamo chiariti, non avevano capito che il mio gesto era solamente verso un tifoso che era lì a insultarmi. Presi pure due giornate di squalifica, adesso con loro c'è un rapporto bellissimo, sono andato in sede, gliel'ho detto che andrei anche a giocare là, non chiudo le porte a nessuno, c'è una tifoseria bellissima, episodio chiuso".

Episodio isolato a parte, c'è razzismo nel calcio italiano?
"Mi trovo bene in Italia, tra i compagni di squadra c'è gente che ti vuole bene, ci sono magari ignoranti che continuano a fare stupidaggini, ma non è niente di che".

Il tuo sogno?
"Sogno di giocare nella Juventus, c'è il capitano Del Piero che è il mio idolo, e Santo Gigi Buffon che mi fa impazzire, magari potessi avere la possibilità di allenarmi con lui anche solo una volta. Nel frattempo gli mando i miei auguri, per un pronto rientro, dopo l'operazione".


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