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Sudamerica, più retorica che qualità: il Mondiale per Club lo mette a nudo

Sudamerica, più retorica che qualità: il Mondiale per Club lo mette a nudo
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
mercoledì 19 dicembre 2018, 17:08Sudamerica
di Gaetano Mocciaro

Sotto il Superclasico niente. La retorica che ha infarcito la finale di Copa Libertadores ha per un attimo insabbiato quello che è il calcio sudamericano oggi: poco, pochissimo a livello tecnico e tattico. Un calcio dove i campioni affermati non sono di casa, sono già volati in Europa (o in Cina) e se tornano lo fanno a fine carriera.

Da Bosman in poi i club del Vecchio Continente hanno fatto letteralmente razzia di talenti latini, con tutte le conseguenze del caso. L'istituzione del Mondiale per Club ha di fatto messo allo specchio la CONMEBOL: dal 2005 solo 3 vittorie, ma soprattutto dal 2010 le sue esponenti hanno fallito in 4 occasioni l'accesso alla finale, l'ultima ieri sera con il River Plate che ha dovuto arrendersi ai calci di rigore contro l'Al-Ain, squadra rappresentante degli Emirati Arabi Uniti, che nei precedenti sei giorni ha giocato due partite, una delle quali terminata ai calci di rigore.

Il paragone con le prestazioni nella Coppa Intercontinentale è impietoso: nel torneo ormai estinto hanno avuto la meglio le sudamericane (22-21). Un divario ancora più evidente se prendiamo in esame le edizioni pre-Bosman: (20-14).