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Cravero: “La Juve di Sarri simile a quella di Allegri”

TMW RADIO - Cravero: “La Juve di Sarri simile a quella di Allegri”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 28 febbraio 2020 19:06Altre Notizie
di TMWRadio Redazione

Intervenuto a "Stadio Aperto" su TMW Radio, Roberto Cravero parla dei temi della Serie A e del momento grigio della Juventus di Sarri.

Milan-Genoa sarà giocata a porte chiuse, che tipo di gara ti aspetti di vedere?

“Milan Genoa sarà una partita interessante per vedere la reazione del Milan alla partita di Firenze e per vedere il Genoa di Nicola che sta crescendo nelle prestazioni. Giocare a porte chiuse è un’esperienza che non ho mai provato da giocatore però penso non sia bello disputare una partita senza pubblico, però la salute pubblica ha ovviamente la priorità su tutto”.

Il Torino domani sera ha l’opportunità, a Napoli, di lasciarsi alle spalle il periodo nero?

“Ultimamente al Torino sono mancate le prestazioni e di conseguenza anche i risultati. A Napoli non è obbligato a fare punti, le partite da non sbagliare sono altre e quindi si va in trasferta con la mente relativamente libera e questo può giovare alla squadra di Moreno Longo”.

Di chi è la responsabilità della stagione travagliata del Toro?

“Le responsabilità vanno divise tra allenatore, squadra e dirigenza. Ci sono state diverse sconfitte pesanti che hanno contribuito a far prendere alla stagione del Torino una piega molto negativa. Arrivati a questo punto però bisogna guardare avanti e puntare dritti alla salvezza, penso che facendo 10 punti nelle partite in casa potrebbe stare tranquillo”.

La Lazio ormai non può più nascondersi, i tifosi sono adesso autorizzati a credere allo scudetto?

“Ho l’impressione che la Lazio abbia trovato la maturità giusta per competere per il titolo. Hanno il centrocampo più forte della Serie A, anche se non hanno tante alternative in panchina. È in assoluto la squadra che gioca meglio in Italia e il popolo laziale sta spingendo in maniera incredibile la squadra, anche se per me la favorita resta sempre la Juventus”.

L’Inter pesca il Getafe agli ottavi di Europa League, che confronto sarà?

“Il Getafe è una squadra molto difficile da affrontare, sono coraggiosi e giocano a viso aperto. Per questi motivi occorre stare attenti perché sono degli avversari temibili. Sarà fondamentale il recupero di Handanovic. Samir ti da una sicurezza del reparto difensivo che gli altri portieri non ti danno, poi detto questo, in ottica scudetto sarà importante gestire bene le forze in virtù degli impegni di Europa League”.

Quante possibilità hanno, di passare il turno, Atalanta e Napoli?

“L’Atalanta è quasi qualificata perché parte da un risultato molto favorevole e il Valencia non sta attraversando un bel momento anche in campionato. Sul Napoli penso che sarà difficile perché in casa il Barcellona è una squadra difficilissima da affrontare, mentre in trasferta ha sempre lasciato qualcosina per strada”.

Le dichiarazioni di Sarri possono essere un campanello d’allarme per la Juventus?

“La prestazione della Juventus è allarmante, contro una squadra mediocre è stata messa sotto dal punto di vista fisico. La fortuna della Juventus è che in casa si trasforma e può ribaltare il risultato. Per quanto riguarda Sarri, secondo me è sbagliato fare sempre il parallelo con il suo Napoli. Al Chelsea aveva dei giocatori simili a quelli che aveva al Napoli mentre alla Juve non ha quei giocatori funzionali al suo tipo di gioco”.

Cosa manca alla Juventus?

“Il centrocampo è formato solo da giocatori che vogliono la palla sui piedi, nessuno ha quelle doti di inserimento delle quali erano dotati gli interni del Napoli. Si fatica anche a recuperare la palla perché non ci sono i giocatori che fanno questo lavoro, la Juve adesso è molto prevedibile”.

La Juventus attuale somiglia a quella di Allegri?

“Si, è molto più simile alla Juve di Allegri che al Napoli di Sarri. Allegri ha tirato fuori il massimo dalla rosa che aveva a disposizione, magari non faceva un bellissimo calcio però ha sempre portato a casa il risultato”.

A breve il podcast dell'intervento di Roberto Cravero a "Stadio Aperto"

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