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Addio 2020: il Pagellone dell'anno. Da 10 a 0. Quanti bocciati!

Addio 2020: il Pagellone dell'anno. Da 10 a 0. Quanti bocciati!TUTTOmercatoWEB.com
lunedì 28 dicembre 2020 08:00Editoriale
di Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Inutile che scorriate verso il basso per vedere dal 4 in giù. Abbiate pazienza e aspettate un secondo. Niente, avete la testa dura e state risalendo. Comunque volevo solo dire buon anno calcistico a tutti, perché questo 2020 è stato pietoso. Nel 2021 vogliamo tanti soldi dai diritti tv, vogliamo squadre sempre più forti ma soprattutto vogliamo la gente negli stadi e, se c'è tempo, anche la riforma dei campionati. Siete impazienti. Andiamo con le pagelle del 2020. Vi dico solo che avrei potuto continuare anche con i -1,-2, -3 e via dicendo... insomma la temperatura di questi giorni. Sono talmente tanti allenatori, dirigenti e società ad aver fatto malissimo che la lista sarebbe potuta essere molto più lunga.

Voto 10 - Stefano Pioli (Allenatore Milan)
Vince lui. Padre Pioli. 2020 fantastico e, forse, neanche lui ci credeva a questo primo posto e a quest'annata magica. Sicuramente gli stadi vuoti hanno aiutato la crescita veloce dei tanti giovani in rosa ma il Milan, dopo aver sbagliato tutto negli ultimi tre anni, ha indovinato tutto negli ultimi 12 mesi. Per fortuna Gazidis ha ascoltato e non ha esonerato Pioli e Maldini la scorsa estate. L'arrivo di Ibra ha cambiato la testa, più che le gambe, di questa squadra. Bravo Pioli che sta superando il primo vero esame di maturità della sua vita. Con Lazio e Inter ha fatto vedere ottime cose, soprattutto a Roma, ma il miracolo lo sta facendo a Milano. Lo dicono i numeri. Tifiamo per lui, per il Milan e che continui questo testa a testa milanese.

Voto 9 - Gennaro Gattuso (Allenatore Napoli)
Più che un 9 è un 10-. Dovrebbe fare il giro d'Italia per farsi chiedere scusa da tutti coloro che, ad inizio della sua carriera, dicevano "Ringhio chi? Ma può allenare uno solo grinta e forza?". Poveri stolti che giudicano senza conoscere. Non sapevano che Gattuso studiava da allenatore già negli ultimi anni da calciatore al Milan, quando si è tenuto sempre stretto il suo vice Gigi Riccio a Gallarate perché studiavano insieme e vedevano partite su partite insieme. Conoscevano calciatori di tutto il mondo. Non esagero. Maniacali. Gattuso è anima ma anche cervello. Gattuso è forza ma anche classe. Imprenditore di successo che, al contrario di altri campioni del mondo, i soldi li ha investiti e non buttati. Ha ribaltato il Milan e ha rialzato il Napoli. Ha gettato le basi per la rinascita rossonera e ha preso per mano un Napoli morto con Ancelotti. Ha vinto la Coppa e ridato plusvalenze vere e non fittizie ad Aurelio De Laurentiis.

Voto 8 - Giuseppe Marotta (Dirigente Inter)
Ha fatto sessioni di calciomercato che avrebbero meritato altri risultati sportivi. Ha commesso un solo errore: nella villa in provincia di Varese, la scorsa estate, si è consegnato ad Antonio Conte. Avrebbe dovuto prendere Allegri e svoltare con questa squadra. Dal canto suo ha fatto delle grandi sessioni estive ed invernali di calciomercato. Tutto quello che aveva chiesto l'allenatore l'ha preso e, in alcuni casi, anche a buon prezzo. Ha rinforzato la squadra e ha cambiato anche mentalità all'Inter. Il colpo Eriksen non è riuscito solo per la testardaggine del suo allenatore ma, con il senno del prima, tutti gli abbiamo fatto grandi applausi per l'acquisto del danese.

Voto 7 - Roberto De Zerbi (Allenatore Sassuolo)
Non sta facendo un grande lavoro ma un capolavoro. Se avessi avuto qualche altro 10 a disposizione sicuramente sarebbe stato suo. Un 10 da sbattergli in faccia per il professionista che è. La notte delle partite non dorme perché rivede la gara e trova sempre i difetti da sistemare. Non è un allenatore ma un manager. Ha creato un tesoro al Sassuolo, tra gioco, plusvalenze e posizioni in classifica. Quest'anno è addirittura in zona Champions ma sa bene che l'obiettivo di questa squadra è tra il settimo e il decimo posto. Oltre non è roba da Sassuolo. Ha giocato per mesi senza Caputo e Defrel e nessuno se ne è reso conto. Ha valorizzato negli anni anche i raccattapalle del Mapei e adesso merita di fare il salto. Questo deve essere il suo ultimo anno a Sassuolo. Altrimenti da professionista a "pirla" il passo è breve.

Voto 6 - Antonio Percassi (Presidente Atalanta)
è indiscutibilmente il Presidente dell'anno per risultati ottenuti in campo e calciatori valorizzati. Vedere l'Atalanta lassù è merito dei Percassi. L'azienda calcio è quella che gli funziona meglio. Allora, direte voi, perché solo 6? I casi Ilicic e Gomez non sono stati gestiti da società di Champions, ci aspettavamo una presa di posizione forte e invece nessuno ci ha capito nulla.

Voto 5 - Fabio Paratici (Dirigente Juventus)
E' un grande dirigente e forse uno dei più grandi intenditori di calcio. Questo 2020, però, non è stato il suo anno. In parte anche delegittimato dal Presidente Agnelli che sceglie l'allenatore (sbagliando) al posto del suo Direttore. Sceglie Sarri ma non riesce a difenderlo fino alla fine. Sul mercato troppe operazioni sbagliate e calciatori che non rendono. Prendi Ronaldo e lo fai gestire prima da Allegri (bene), poi da Sarri (bravo a gestire le squadre e non singoli campioni) e chiudi con Ronaldo nelle mani di Pirlo. Fare un investimento di questo tipo è come comprare la Ferrari e farla guidare ad un neopatentato. Qualcosa non torna. Esce male dal Caso Suarez e pesano su di lui troppe squalifiche per insulti agli arbitri, in contrasto con lo "stile" Juventus.

Voto 4 - Antonio Conte (Allenatore Inter)
Cameriere Champagne! Sì ma chi paga? Passa dopo Suning per il...Conte. Se vincerà lo scudetto non dovremo chiedergli scusa ma avrà salvato il biennio. Se non dovesse vincere lo scudetto dovrebbe chiedere scusa a Marotta, Zhang e ai tifosi dell'Inter. Uscire, anche quest'anno, alla fase a gironi di Champions è una macchia che non si toglie neanche andando in lavanderia tutti i giorni. Ha avuto dal mercato tutto ciò che ha richiesto, pessima la gestione di Eriksen e un campionato da vincere obbligatoriamente se la Juve si conferma quella di questi primi mesi. Un rigore a porta vuota. L'avversario non può essere il Milan dei ragazzini per una Inter dei milionari. Purtroppo sul giudizio pesano anche quanto guadagna, il mercato che gli è stato fatto e l'essere stato accontentato in ogni reparto, anche fuori dal campo: da Oriali allo staff tecnico. Se ottieni tutto ciò, le pretese giustamente aumentano.

Voto 3 - Enrico Preziosi (Presidente Genoa)
Ormai siamo diventati abitudinari ma i voti bassi a Preziosi sono classici come il panettone a Natale. Ricordiamoci come si è salvato il Genoa quest'anno all'ultima giornata. Il Parma di Faggiano (leccese) che vince a Lecce, il Genoa che vince con il Verona dei genoani. Con un altro calendario, forse, oggi il Genoa sarebbe in B. Quest'anno la solita storia. Ha ammazzato Faggiano dopo tre mesi e buttato a mare Maran, nello stesso tempo.

Voto 2 - Massimo Cellino (Presidente Brescia)
Dopo aver portato subito il Brescia in serie A ha fatto di tutto per tornare giù. Pessima la gestione dello scorso anno tra mercato al risparmio e allenatori cambiati ogni 3x2. Sinceramente non mancava al calcio italiano ma, uscito dalla porta, è rientrato dalla finestra. Peccato, perché quando si sveglia bene fa anche cose buone ma parliamo ormai di una rarità. Prendere, lo scorso anno, Balotelli è stata la fotografia di un Brescia che non sapeva cosa fare dopo la promozione.

Voto 1 - Bari Calcio
Con i soldi spesi in serie C avrebbe potuto puntare tranquillamente alla promozione in serie A. Invece ne è uscito un pasticcio societario dove a pagare sono stati soprattutto i tifosi che si sono arresi alla matricola Reggiana e all'ennesimo campionato che non appartiene ad una piazza come Bari. De Laurentiis ci ha capito poco del mondo Lega Pro ma se spendi quei soldi devi, sottolineo devi, andare in serie B come ha fatto il Monza lo scorso anno. Seppur parliamo di un girone molto più complicato. Lo scorso anno la Reggina, quest'anno la Ternana. Il Bari non può fallire ancora. In C servono calciatori di C e non gente di serie A prestata alla terza serie. Fame e campi da battaglia.

Voto 0 - Mario Balotelli (Attaccante Monza)
Un talento così che ha deciso di smettere di giocare ma, per fortuna, c'è ancora qualcuno che da papà ha deciso di dargli un'altra opportunità. Balotelli dovrebbe essere grato a Galliani, giorno e notte. Dopo aver fallito anche a casa sua, in questo 2020 non lo volevano neanche per giocare a calcetto quando Spadafora ancora consentiva la partita dopo lavoro. Ha buttato una carriera, non gioca da quasi un anno ed è dovuto andare in B a Monza per 250 mila euro pur di non smettere in netto anticipo. Aspettiamo solo i titoloni "Balotelli è tornato" al primo gol in B con il Monza. Casomai contro l'Entella. Balotelli non tornerà più e ha deciso lui di finire così una carriera che avrebbe potuto portarlo a livelli blasonati in tutto il mondo.

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