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La Giovane Italia
Editoriale

Ecco i 23 convocati per Euro2020. In 16 sono già sicuri: Bernardeschi e Zaniolo devono migliorare, ma il nome a rischio più clamoroso è Romagnoli. Balotelli? No, a meno che...

16.10.2019 06:26 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 37164 volte

“Se erano qua è perché crediamo in questi giocatori, ma è anche vero che a giugno purtroppo qualcuno bravo dovrà rimanere a casa”.
La frase di Roberto Mancini su Di Lorenzo e Cristante, in coda al record di 9 vittorie consecutive raggiunto contro il Liechtenstein, è più importante di quanto non sembri, non tanto sui due giocatori in sé, ma sui convocati per Euro2020. Perché è ovvio che il concetto sia piuttosto banale, ma in verità se si pensa ai 23 giocatori che andranno agli Europei, l’opinione pubblica non si sta rendendo conto di quanto sarà difficile la selezione, e allo stesso tempo di quanto sia quasi inutile pensare a nuovi o nemmeno troppo nuovi candidati. Il perché è presto detto: pensateci bene: già adesso, a ogni sessione di partite, Mancini convoca dai 25 ai 28 giocatori. Il che significa dai due ai cinque giocatori in più di quanto non sarà consentito. E a questi bisogna aggiungere quei due-tre giocatori infortunati a rotazione ma che fanno parte del nucleo fisso (ad esempio: a questo giro almeno Chiellini, Sensi e Emerson Palmieri). E dunque saranno non pochi a rimanere fuori tra quelli che fanno parte già adesso del giro della Nazionale. Figuriamoci i nuovi candidati (tipo Balotelli, vedi fine articolo…).

Ecco la situazione dei possibili candidati ai 23 per Euro2020.
Li dividiamo in Sicuri, Possibili, e Sorprese. Partendo dal presupposto che ci saranno sicuramente 3 portieri, 7 difensori, 7 centrocampisti e 5 attaccanti. Il che vuol dire già 22 ruoli selezionati, e con un jolly da selezionare a discrezione di Mancini, credibilmente un attaccante o un difensore.
Ad oggi, siamo a 16 sicuri e 5 probabili. E le 2 sorprese che probabilmente arriveranno dalla difesa e dall’attacco.

PORTIERI:

SICURI:
Donnarumma - Titolare non indiscutibile, ma Mancini vuole continuare con la scelta per il futuro.
Sirigu - Meglio non può giocare, per avere la titolarità Donnarumma dovrebbe proprio fare disastri.
Meret - Rispetto a Gollini ha esperienza di alto livello, e questo conta per costruirsi il futuro.

DIFENSORI:

SICURI:
Chiellini - Basta torni a regime normale. Troppo imprescindibile la sua leadership non solo tecnica.
Bonucci - Non è quello dei vecchi tempi, ma è l’usato che rassicura. E la concorrenza è quella che è.
Emerson Palmieri - un po’ fragile, ma nella girandola di terzini è quello con il rendimento più alto.
Florenzi - jolly irrinunciabile, ma serve su due fronti perché allunga anche la quota esperienza.
PROBABILI:
Solo in 4 dunque sono sicuri del posto in difesa. Poi bisogna sceglierne altri 3 o 4: un terzino e un centrale sicuri, ancora meglio se il terzo è uno che possa fare entrambi i ruoli, e il quarto eventuale da vedere. Dunque

Izzo - nelle gerarchie dietro Acerbi e Romagnoli, ma può fare il terzino destro, ed è un asset.
Acerbi - nelle prestazioni molto più costante di Romagnoli, può fare lo sgambetto se regge.
Spinazzola - il problema è la tenuta fisica, che aggiunge a quella del suo omologo Emerson.
SORPRESE:
Solo uno di questi verrà, o forse nessuno, ovvio fatti salvi infortuni.

Romagnoli - la sorpresa sarebbe non portarlo, visto che c’è sempre. Ma deve alzare il rendimento.
Di Lorenzo - potrebbe essere già il miglior terzino destro. Ma per promuoverlo deve uscire Izzo.
D’Ambrosio - senza picchi come altri, ma costante da tempo. Nella giostra con Izzo e Di Lorenzo.

CENTROCAMPISTI:

SICURI:
Verratti - Il miglior giocatore italiano attuale. La fascia di capitano contro Liechtenstein è simbolica.
Jorginho - Solido mentalmente e tecnicamente, il soggiorno al Chelsea ne ha elevato il valore.
Barella - Non ha mai fallito in Nazionale sin dall’esordio, uno ruolino invidiabile che speriamo duri.
Sensi - La vera rivelazione del campionato, parte come primo cambio ma se la gioca con Barella.
Pellegrini - Dinamismo e duttilità che lo rendono un unicum rispetto al trio di piccoletti dai piedi buoni.
PROBABILI:
Zaniolo - L’anno scorso era titolare sicuro, deve ritrovare continuità, ma Mancini vuole tenerlo.
SORPRESE:
Teoricamente rimangono soltanto uno o due posti, dando Zaniolo per salvo. E Mancini potrebbe privilegiare qualcuno di totalmente differente dai centrocampisti di tocco già annoverati.

Tonali - Intercambiabile con i tre titolari; allo stesso tempo il pregio e il limite per la sua convocazione.
Cristante - Mai troppo brillante finora, e questo può giocargli contro a scapito della discreta militanza.
Gagliardini - Quello dal rendimento più basso, ma di fatto l’unico mediano di contenimento possibile.
Parolo - se la scelta per l’ultimo è sul mediano difensivo, rientra nel giro da cui per ora è fuori.
Lazzari - cross come lui li mettono in pochi, ma sembra inchiodato al centrocampo a cinque.
Castrovilli - L’unico ancora non convocato. Ma se la progressione continua, potrebbe sbaragliare tutti.

ATTACCANTI:

SICURI:
Belotti - Intenso testa a testa per la titolarità con Immobile. Forse migliore nel dialogo con la squadra.
Immobile - Sta trovando la porta ai suoi ritmi. Pesano su di lui i fallimenti nelle grandi partite.
Insigne - L’esterno sinistro nel 4-3-3 è il suo ruolo, a prescindere da quanto giochi con il Napoli.
Chiesa - E’ la scossa non riproducibile da nessun altro compagno. Mancini lo vuole più in area.
PROBABILI:
Bernardeschi - Quasi sicuro grazie alle ultime prestazioni in Nazionale (e mancanza di concorrenza).
SORPRESE:
Cinque son dentro. Per avere il sesto dovrebbe saltare l’ottavo difensore, quello che rimarrà fuori probabilmente tra Izzo, Acerbi e Romagnoli.

El Shaarawy - se tiene tono atletico in Cina, il posto è suo. Sempre pronto in Nazionale, non è poco.
Kean - una buona annata in Premier lo farebbe vedere con occhio diverso. Però per ora niente.
Petagna - come rendimento davanti ad altri. Ma ci sono Belotti e Immobile, il posto è precluso.
Berardi - bene come non mai. Ma esperienza di alto livello nulla, non così imprescindibile il suo ruolo.
Quagliarella - difficile rialzarsi nell’annata bislacca della Sampdoria, ma chissà se Ranieri può…
Politano - aveva trovato spazio, ma senza titolarità non va da nessuna parte, e già c’è Chiesa.

E poi. E poi c’è Balotelli.
Al meglio, la qualità che ha lui non l'ha nessuno.
Ma segnare non basterà. Sicuramente non basterebbero 15 gol. Ma forse nemmeno 20, anche se aiuterebbero. Mancini vuole vedere intensità per l’intera partita, a prescindere dal numero di gol. E finora questa non s’è vista e già da un paio d'anno. Perché questo sarà un Europeo di sacrificio. Non ci sono più i Pirlo che ti mandano in porta con una mossa…


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