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Editoriale

I pensieri in casa Napoli, Milan più rosso che nero, l’Inter stringe i denti (fino a gennaio)

17.10.2019 12:05 di Luca Marchetti   articolo letto 19778 volte
© foto di Federico De Luca

A Napoli il processo di crescita continua, ma come in tutte le cose ci sono dei passaggi obbligati e dei nodi da sciogliere. Fra questi sicuramente il rapporto fra Insigne e Ancelotti, che deve essere chiarito fino in fondo, dopo le ultime decisioni dell’allenatore (la tribuna in Champions). Ecco perché ogni occasione è buona per poter poter parlare . Come ieri a Castevolturno dove il capitano azzurro ha incontrato nuovamente il suo allenatore, Giuntoli insieme anche a Mino Raiola, che si trovava in zona per motivi famigliari e ne ha approfittato andando a trovare anche gli altri suoi assistiti (leggi Manolas)
Nulla di definitivo, naturalmente. Una chiacchierata serena, di almeno un’ora. E a Castelvolturno c’era anche la famiglia di Lorenzo, tanto per dare un segnale di come il clima fosse comunque disteso. Da quello che è emerso non si è parlato di rinnovo: troppo presto ora, forse non conviene a nessuna delle due parti, in fin dei conti. Meglio in Primaveera quando le situazioni saranno ancora più chiare, anche riguardo alle possibilità che possono esserci per il giocatore (sempre che Lorenzo voglia prenderle in considerazione) e le prospettive del Napolistesso. Nel frattempo si deve pensae a questa stagione e cominciare a mettere a posto le prime pieghe con una bella stiratura.
Lo stesso discorso si può fare, e si farà, per i rinnovi. Soprattutto su quelli a scadenza. Perché (sebbene anche Allan e Zielinski siano due elementi fondamentali per il Napoli, in gioco potrebbe esserci anche un po’ di strategia da parte dell’entourage dei giocatori) la condizione di Mertens e Callejon è particolare. Sono la storia recente del Napoli e le offerte che sono arrivate ai loro procuratori sono sicuramente valide, almeno da quanto filtra ambiente societario. Addirittura per Mertens si parla di possibilità di arrivare a un triennale (una grande novità soprattutto per l’AdL pensiero) a cifre praticamente identiche a quelle attuali (circa 4 milioni di euro). Analogo discorso per Callejon (con due anni di contratto da firmare). Il problema qui è rappresentato dalle altre opportunità: e la Cina non può non far gola, dal punto di vista econommico. E per i due sarebbe il grande contratto con cui chiudere la carriera. Non si può certo chiedere al Napoli uno sforzo economico del genere (e infatti neanche i giocatori lo faranno), ma è bene ricordarsi che per firmare un contratto le volontà dovranno essere convergenti. E in questo dovrà dimostrare da un lato di essere convincente Giuntoli, dall’altro il prosieguo della stagione e il suo sapore potrebbero indirizzare le scelte.
Al Milan invece stanno facendo i conti, dopo l’approvazione del bilancio. E i conti dicono che di lavoro da fare per Elliot, Gazidis e la sua dirigenza forse è più duro di quello di Pioli. Il Milan ha una perdita di circa 150 milioni (148 per la precisione), frutto delle campagne acquisti di questi ultimi anni e dell’aumento del monte ingaggi (35 milioni di euro in più) contestualmente a un merchandasing che continua a calare. La mancanza da ormai 6 anni dalla Champions comporta infatti una contrazione di queste entrate. Non basterà quindi la solidità economica di Elliot per uscire da questa situazione. Contestualmente ci dovranno essere necessariamente dei risultati sportivi che possano riaccompagnare il Milan in un vortice positivo. Ma è tutt’altro che scontato mentre il rischio di dover ricorrere alla “scorciatoia” del mercato c’è eccome. Ma a quel punto significherebbe davvero ripartire da zero.
Un percorso che l’Inter ha fatto e sta continuando a fare, naturalmente avendo un anticipo (di tempo) rispetto al Milan. E che vivendo di fragili equilibri, non è certo finito. Ora l’infortunio di Sanchez potrebbe compromettere questa parte nevralgica della stagione. Avere a disposizione uno come lui in più sarebbe stato determinante. Conte dovrà far di necessità virtù per arrivare poi a gennaio e capire come eventualmente intervenire per continuare ad irrobustire una rosa che per il prossimo mese sarà privata anche di D’Ambrosio. Sta - in buona parte - qui la differenza con la Juventus. Un paio di infortunio possono mettere ancora più difficoltà al lavoro nerazzurro. Ecco perché a gennaio si proverà a vedere se il mercato potrà regalare all’Inter un centrocampista di sostanza (aggressivo e fisicamente “grosso”) e magari una punta in più per non correre troppi rischi anche nella seconda parte della stagione. È ancora presto per il mercato? Insomma...


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