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Editoriale

Il mercato dei rimpianti. La Juventus non ripara, bene il Milan ma non chiude il cerchio e l'Inter ha già finito i sogni. Una C falsata dai meno e dalle esclusioni: Capotondi, "attenta al Gorilla"

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
04.02.2019 00:00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 28246 volte

Si chiama mercato di riparazione e non è casuale. Bisogna sfruttare la finestra di gennaio per riparare agli errori estivi oppure bisogna sfruttare il mese di calciomercato per mettere qualche pezza se ci sono stati infortuni o defezioni. Le società italiane, probabilmente, non hanno capito il concetto e credono, ormai, solo agli affari. Prendo questo perché poi un domani lo posso rivendere a dieci volte di più oppure perché rientra in qualche scambio a me conveniente. Il vero genio del calciomercato è Enrico Preziosi. Lo stesso che definiamo pessimo nella gestione della settimana e della squadra. Il mercato lo sa fare e anche bene; il suo problema è la schizofrenia di cambiare allenatori e di rivoluzionare sempre l'organico. Se non avesse sostituito Ballardini, che stava andando così bene, oggi sarebbe sereno e tranquillo (a mio avviso comunque lo è per manifesta inferiorità di 4-5 squadre sotto il Genoa) e penserebbe al prossimo mercato estivo, fissando il Lago di Lugano. Se compri Piatek a 4 milioni, in cinque mesi lo vendi a 35 milioni più bonus e avevi già individuato il giusto sostituto, Sanabria, sei un genio del mercato perché hai capito che quando bisogna vendere si deve vendere; l'importante è non sostituire uno buono con uno scappato di casa. Chi ha deluso, parzialmente, è la Juventus. Seguite il ragionamento prima di darmi del "deficiente" che attacca sua Maestà Juventus che da mille anni vince tutto e contro tutti. Nell'anno in cui compri Cristiano Ronaldo, per provare a fare il triplete, e si rompe tutta la difesa in pieno mercato con la sessione ancora aperta hai l'obbligo morale di riparare. Non perché sei stato scarso ma, semplicemente, perché sei stato sfortunato che tutti i difensori titolari si sono infortunati nello stesso momento. Nel momento sbagliato, tra l'altro. Se hai fuori Bonucci, Chiellini e Barzagli e cedi Benatia e poi prendi solo Caceres, anche a livello numerico, non ci stai dentro. Avevi la fortuna, nella sfortuna, di avere il mercato aperto. Non lo hai sfruttato e ne paghi le conseguenze. E' come se uno andasse in un negozio, comprasse un abito di marca, costoso, poi camicia, cravatta di Marinella, scarpe Tod's e dicesse al commesso che non vuole la pochette perché deve risparmiare pochi euro. Sintesi: se prendi Ronaldo per vincere tutto, durante l'anno non puoi lasciare nulla al caso. La Juventus l'ha fatto e rischia di pagarne seriamente le conseguenze. Lo scudetto lo vincerà in cavalleria ma addio triplete. Se esci ai quarti di Coppa Italia, dopo averla vinta per 4 anni consecutivi, prendendo 3 schiaffi in pieno volto dall'Atalanta c'è qualche problema. Puoi perdere la Coppa Italia, ogni tanto, ma devi arrivare almeno almeno almeno in semifinale. Nell'anno di Ronaldo, anche in finale. La Champions darà il giudizio su questa stagione. Se uscirà agli ottavi sarà fallimentare. Se uscirà ai quarti sarà negativa. Se uscirà in semifinale avrà fatto il massimo delle sue potenzialità. Se perderà la finale sarà l'eterna seconda anche con il numero 1 al mondo. Insomma, la Juventus deve vincere la Champions per avere ragione su tutta la linea. Da agosto ad oggi. Nel frattempo bruciano i 6 gol in 180 minuti e l'eliminazione precoce dalla Coppa Italia. Sarebbe servito un difensore e non l'hanno preso. Paratici avrà fatto i suoi calcoli ma, ad oggi, sembra che la calcolatrice abbia bisogno di pile nuove.
Non ha sfruttato, in pieno, il mercato neanche il Milan che chiude senza esterno alto e senza un centrocampista. Ottimo l'acquisto di Paqueta, anche se come immaginavamo è un trequartista in una squadra che gioca 4-3-3. Nel gol di ieri ha dimostrato che deve giocare nei 16 metri. Se lo metti mezzala, per sostituire Bonaventura, va in depressione perché gioca lontano dalla porta e limiti le sue caratteristiche. Se non lo fai giocare, Leonardo si incavola con Gattuso. Piatek ha avuto un impatto devastante con il Milan, come lo ebbe a settembre con il Genoa. Non era facile, ci togliamo il cappello di fronte a questa partenza del polacco.
Non è stato un mercato all'altezza neanche quello dell'Inter. Se la domenica annunci di voler accontentare Perisic che vuole andare via e poi il giovedì non hai mezza offerta in mano c'è un problema, almeno, di comunicazione. Spalletti non ha gradito, anche se l'allenatore oggi è l'ultimo che può parlare o muovere critiche. Con la squadra che ha a disposizione avrebbe dovuto fare molto di più. La partita con il Bologna è stata indecente almeno quanto i nomi in cinese dietro le maglie. Spalletti è uscito dalla Champions, è stato eliminato in Coppa Italia e in campionato sta facendo il compitino. L'Inter deve cambiare marcia e gioco. In estate avrà bisogno di calciatori con mentalità vincente più che di collezione di figurine. Altrimenti vincere sarà sempre e solo un verbo da cercare alla V del dizionario.
In serie C non c'è mai fine al peggio. 26 punti di penalizzazione, squalifiche, squadre cancellate e calciatori senza stipendi e senza squadre a metà stagione. Come perdere un lavoro a 50 anni, quando sai che il mercato non ti potrà ricollocare da nessuna altra parte. Matera, Cuneo, Lucchese, Pro Piacenza... Il problema non sono le società ma chi le ammette, con fideiussioni fasulle e senza garanzie economiche, ad inizio stagione. Poi ci sono società virtuose che invece non vengono mai prese in considerazione solo perché ad iniziano anno, giustamente, non vogliono pagare l'assurda tassa dei 350 mila euro a fondo perso. I campionati di Lega Pro sono falsati. Giochi e non sai quanti punti hanno in classifica le squadre. Non sai se arrivano a fine stagione e non puoi sapere se la vittoria che hai ottenuto contro le società coinvolte valgono 3 punti o 0. Ma, in tutto questo caos, se vai su wikipedia e scrivi Cristiana Capotondi c'è scritto "attrice e dirigente sportiva". Un pugno nello stomaco, quando sei digiuno, fa meno male. La Vice-Presidentessa della Lega Pro fa apparizioni televisive con il copione e parla di calcio in generale, al massimo si addentra nella crisi della Roma ma gli argomenti che le competono non li sfiora neanche lontanamente. Ripetiamo: non sappiamo se per la dirigente sportiva sia previsto anche un compenso economico ma se così fosse io proporrei di darlo in beneficenza ai calciatori che hanno perso il lavoro, a stagione in corso, nelle società escluse dal campionato. Gravina deve riformulare tutto. Iscrizioni, regolamenti e ripescaggi. In Lega Pro c'è un Presidente capace come Ghirelli che ha bisogno di una mano vera e non di immagine per fare cinema. I problemi del calcio sono anche i problemi di tante persone che vivono di calcio e devono portare a casa i soldi in famiglia per far mangiare i figli. Se vogliamo fare cinema facciamolo pure, Presidentessa Capotondi (l'ho anche promossa vede?) ma non facciamolo con una carica così importante in una Lega che ha bisogno di gente che si occupi delle 60 (una volta) società dalla mattina alla sera....
Promuoviamo i dirigenti sportivi, quelli veri e validi; volete nomi e cognomi? Eccoli: Marco Brunelli (Lega-FIGC), Fabio Santoro (Lega serie A), Andrea Montemurro (Divisione Calcio a 5), Luigi Barbiero (LND) e rimettiamo dentro Paolo Bedin (Ex Lega B).


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