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Juve: il segreto di Allegri è ben lontano dal suo fondoschiena (e dai foglietti di Paratici). Inter: Perisic, Carrasco, Miranda, Barella, il "rimedio Marotta" e l'abuso del termine "crisi". Milan: ecco l'uomo in più per il 4° posto. E su Inzaghi..

29.01.2019 14:04 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 63484 volte
© foto di Alessio Alaimo

La cosa bella dell’ultima settimana di mercato è che è l’ultima. Purtroppo devono accadere ancora molte cose e quindi non si può far finta di nulla. È molto importante che voi siate pronti ad affrontare una serie di puttanate che caratterizzano le ultime ore prima della chiusura tipo “state attenti! Sta per arrivare il grande colpo finale!”, ma poi il grande colpo è Busotti che passa alla Vis Camnago.

Negli ultimi giorni del mercato la corsa a dare per primi lo scoop di mercato aumenta a dismisura. Molti arrivano addirittura a disprezzarsi reciprocamente al grido di “tu sia maledetto! Di Busotti alla Vis Camnago l’ho detto prima io! Tu hai solo copiato!”. Come se fosse realmente importante. Le cose importanti sono altre.

Quella più importante in assoluto è conoscere il nome del preparatore atletico dell’Atalanta. Io non lo conosco e, certo, potrei controllare su Google, ma preferisco restare con il dubbio. Avete visto Atalanta-Roma? No? Beh, vi siete persi qualcosa. La squadra di Gasperini gioca un calcio asfissiante e metodico al punto che se Busotti invece di andare alla Vis Camnago finisse a Bergamo beh, verrebbe venduto l’anno prossimo a 20 o 25 milioni. Tutti i giocatori dell’Atalanta dovrebbero ringraziare il preparatore atletico dell’Atalanta e anche Gasperini, perché tendenzialmente grazie a loro riescono a valere più di quel che realmente valgono e possono guadagnare molti milioni alla faccia nostra. Parliamoci chiaro: Gasperini è simpatico come un calcio sulla tempia ma a lui e al suo preparatore atletico, del quale non conosco il nome, non possiamo proprio dire nulla.

Ora, avrete capito che non ho affatto voglia di scrivere un pezzo legato agli ultimi giorni di mercato e, infatti, viro su un altro genere di considerazioni. La prima riguarda l’allenatore Allegri Massimiliano che domenica ha curiosamente vinto una partita. Gli capita ogni tanto, va detto. Il successo contro la Lazio che molti hanno definito “culone” è in realtà l’esempio di come il signore in questione riesca a gestire la sua rosa meglio di chiunque altro: può sbagliare la formazione iniziale, può avere l’infermeria piena, può giocare la sua peggior partita contro una squadra che gioca la sua migliore, ma alla fine trova sempre la chiave giusta. Qualcuno si è sbilanciato: “Sì, ma se la Juve gioca così contro l’Atletico perde”. E a ognuno di questi bisognerebbe rispondere “complimenti per l’ottima deduzione, sei per caso parente del noto investigatore il cui nome è Sherlock?”.

La crisi dell’Inter è sulla bocca di tutti. Molti godono abbastanza nel parlarne. Dicono “L’Inter è in crisi!” e lo vedi che sono compiaciuti. Ci sta, è il gioco delle parti. I nerazzurri arrivano da un periodo che fa cadere le braccia e tutte le volte che sembrano in grado di poter fare il salto “verso la maturità” ricascano nei soliti impicci, come se fossero criceti nella ruota. Come sempre c’è chi si ciba delle disgrazie altrui e chiede la testa di Spalletti, chi parla di “vecchi difetti”, chi sbraita e basta. Sì, è vero, i problemi sono tanti e il paradosso è che, nonostante tutto, la situazione in classifica è ancora buona, segno che “la crisi”, evidentemente, non è solo nerazzurra. Molti vogliono risposte alle seguenti domande: che fine farà Perisic? (L'Arsenal al momento non va oltre il prestito con diritto, ergo "ciccia"). Arriverà qualcun altro? (Un difensore centrale, se il Monaco avanzerà un'offerta importante per Miranda. Per Carrasco l'ingaggio - 10 milioni - appare un problema difficilmente risolvibile). Ci sono già acquisti certi per giugno? (Godin quasi certamente. Barella probabilmente). Che piani hanno Marotta e Ausilio per la prossima stagione? (Vogliono creare un mix tra giocatori d’esperienza “alla Godin”, ovvero che abbiano già vinto qualcosa, e giovani promesse). E altre cose. La prima riguarda “il gruppo”: Marotta e l'espressione “giocatore insoddisfatto” non vanno decisamente d’accordo. A giugno verranno azzerati questo genere di problemi, fino a quel momento “gli insoddisfatti” verranno invitati a fare una cosa incredibile, impressionate, per qualcuno sconosciuta: i professionisti, porca miseria.

Chiudiamo baracca ricordando che il Milan è attualmente al quarto posto “nonostante tutto”: gli infortuni, le voci, gli errori di mercato, taluni dissidi interni, il cambio di proprietà. Tutto questo è merito soprattutto del signore che poggia le chiappe sulla panca, ovvero Gattuso, spesso citato da queste parti perché reale e concreto esempio di “tesserato con le palle e che ci mette la faccia” (nel calcio ce ne sono sempre meno). Torneranno a rompergli le scatole al primo inciampo, potete starne certi, perché “gli altri”, i tecnici stellati, sono sempre meglio. “Gli altri”, con tutto quello che è successo negli ultimi mesi ai rossoneri, oggi quasi certamente non sarebbero al quarto posto, sarebbero a svernare a Varazze.

Fine. Arrivederci a Pippo Inzaghi, tecnico esonerato. Ecco, lui qualche errore l’ha certamente commesso. Il primo è aver detto sì a una proprietà dalle grandi possibilità e la scarsa (almeno per il momento) coerenza. Il Bologna è terzultimo perché il tecnico ha sbagliato, probabile, ma soprattutto perché in troppi tra i presidenti si fanno forza con l’assunto più pericoloso: “Tanto tre squadre più scarse di noi le troviamo”. Ecco, il problema è quando poi ti ritrovi ad essere una delle tre.

Saluti a voi è grazie per essere arrivati fino a qui. Settimana prossima scriveremo dalla ridente Sanremo. Ve lo diciamo fin da ora: vince Silvestri Daniele, cantante illuminato. Oppure Busotti della Vis Camnago. (Twitter: @FBiasin).


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