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La Giovane Italia
Editoriale

Juventus prima tra le grandi sul mercato, molto bene la Roma, alla fine l'Inter il vero acquisto l'ha fatto a maggio. L'oscar va a quella che non ti aspetti... Ecco il pagellone del mercato squadra per squadra

04.09.2019 07:21 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 58919 volte

Varrà relativamente, perché lo scudetto si assegna a maggio e quelli di agosto già a ottobre scoloriscono, ma prima di finalmente concentrarsi solo sul pallone che rotola, dal pagellone del calciomercato non ci si può proprio esimere.
Ecco i voti squadra per squadra, con una avvertenza: qua il voto è soltanto alla risultante totale delle operazioni in entrata e in uscita, senza badare ai soldi incassati o risparmiati, e nemmeno alla forza totale della rosa a prescindere. Semplicemente: il voto è al netto di quanti giocatori nuovi in più che possano avere un impatto sulla squadra, e di quanti se ne siano persi di quei calciatori con un possibile impatto. Non importano i soldi spesi, troppo o pochi, perché alla fine tutto questo lo facciamo per quello che succede in campo, non in banca.

ATALANTA 6
Sufficienza raggiunta in extremis con l’acquisto di Kjaer, che nel Siviglia il suo l’ha sempre fatto. Per il resto Muriel è il rincalzo che serviva, e Malinovskij intriga per il futuro. Ma si è perso anche Mancini in difesa, e in generale bisogna fare fronte con la stessa rosa a una stagione doppiamente impegnativa.

BOLOGNA 5.5
Troppo poco. Medel in dirittura d’arrivo porta un’esperienza necessaria in mezzo, ma dopo aver dovuto dire addio a Pulgar, perso per una clausola irrisoria da 10 milioni di € dopo un gran campionato e essere stato uno dei migliori centrocampisti della Copa America. In prospettiva Tomiyasu e Denswil possono essere buoni investimenti, però in totale la rosa non è migliorata.

BRESCIA 6.5
Magari non basterà per salvarsi, ma è ovvio che assicurarsi Balotelli in un campionato dove vanno scomparendo i bomber di bassa classifica è un vantaggio non da poco. In difesa buone le entrate di Magnani e Chancellor, e del portiere titolare della Finlandia Joronen. Merito soprattutto per non aver lasciato partire i talenti.

CAGLIARI 5.5
Ma come, il Cagliari mattatore degli acquisti hipster non prenderebbe la sufficienza? E’ presto detto. Vero, Nainggolan svetta, Nandez vuol dire solidità, e sono interessanti Rog, Simeone e Olsen. Ma a ben vedere gli ultimi tre per motivi vari nell’ultimo anno sono stati terribilmente deludenti. E nel frattempo si sono persi soprattutto Barella, anima dell’intero gioco, e il ritirato Srna, che aveva dato un rilevante apporto d’esperienza.

FIORENTINA 5.5
Di buoni ne sono arrivati vari, ma ne sono anche partiti. Ribery è la stella, ma lui potrà essere solo la ciliegina. Dragowski aveva fatto benissimo con l’Empoli, ma idem Lafont l’anno scorso, andato a Nantes. Boateng porta movimenti diversi, e Pulgar regia di qualità, ma quest’ultima corroborata da gol ce l’aveva anche Veretout. E anche Biraghi aveva fatto bene il suo da terzino, ma almeno sull’altra fascia è arrivato Lirola. Il punto interrogativo è su Pedro e Ghezzal: se rispetteranno le promesse, allora il voto volerà.

GENOA 7.5
Sottotraccia è stato un mercato ottimo, l'oscar che non ti aspetti. Si è svuotata la panchina del centrocampo, ma ne sono arrivati tanti che avranno un impatto. La stella è il sorprendente Schoene, l’elemento meno tecnico dell’Ajax nonostante le doti balistiche, ma molto intelligente tatticamente. Se Saponara si inserirà, il rendimento sarà elevatissimo. E poi Barreca terzino sinistro, uno in possibile odore di Nazionale, e Pinamonti che spera Andreazzoli possa produrre per lui la stagione che Caputo ha ricevuto in dote a Empoli.

INTER 6
Ebbene sì, solo 6. Se il punto di vista era fare contento il tecnico, allora il mercato dell’Inter è da 10. Sono stati presi tutti i giocatori che voleva Conte, è stato sgombrato il campo di tutte le problematiche di spogliatoio. Se però il punto di vista è l’aumento tecnico della rosa, beh l’Inter è solo poco più forte. Dentro Godin, Lukaku, Alexis Sanchez, Biraghi, Barella, Sensi, Lazaro: quindi di buoni ne sono arrivati tanti. Ma fuori: Icardi, Nainggolan, Perisic, Miranda. Praticamente si è rimpiazzato il il buono che c’era con tanto altro di buono. Quindi la rosa non si è elevata di tanto. Ma il punto più importante è che con Conte, il rendimento dei singoli può esplodere…

JUVENTUS 7
Allora, partiamo dal puro dato tecnico: De Ligt, Rabiot e Ramsey sono tre titolari per gli 8 top club europei. E lì non ci piove. E poi Higuain, guardate già che differenza, e Buffon, che porterà sia in campo che nello spogliatoio. Per non parlare di Demiral, rincalzo roccioso che mancava. Chissà quanto Danilo riuscirà davvero a incidere, ma l’uscita di Cancelo è un gran peccato, come quelle di Kean e Spinazzola, che erano riusciti a ritagliarsi il loro spazio. Poi ovvio, c’è il dato generale: mai si era vista una Juventus così in affanno con le uscite, così a vista nelle strategie a lungo termine. C’era un Icardi in canna che non si è concretizzato perché Dybala non l’ha voluto nessuno, e poi decine di operazioni di scambio rimaste sul tavolo perché nessuno ha accettato la contropartita tecnica che avrebbe sanato le situazioni finanziarie. L’impressione è che sia venuto a mancare il bilanciamento dei signor No, Marotta, e adesso la Juve è obbligata ad accrescere di moltissimo le sue entrate.

LAZIO 5.5
In pratica è arrivato solo Lazzari di decisivo, non a caso già partito in quarta nelle prime due giornate, e si spera che Vavro giustifichi i 12 milioni spesi. Si sono persi alcuni rincalzi a centrocampo, e il risultato è che Simone Inzaghi ha praticamente la rosa degli ultimi due anni. Un bene per gli automatismi, un male per i ricambi a lungo raggio.

LECCE 6.5
L’ultima settimana ha cambiato il giudizio: dopo un’estate con reclutamenti che non davano certezze, sono arrivati prima Imbula e poi Babacar in pochi giorni: uno dà quantità e esperienza in mezzo; l’altro, la velocità che mancava in avanti, e forse anche le reti, visto che il goleador è la lacuna più evidente in rosa.

MILAN 5.5
E’ davvero migliorato? La risposta la daranno Rafael Leao, Theo Hernandez e Leo Duarte: ben 66 milioni spesi solo per questi tre. Primo, secondo e quarto acquisto più costosi della sessione rossonera, eppure tre incognite grosse grosse per una squadra che aveva bisogno di certezze. Se loro gireranno, la campagna sarà stata ottima. Nel frattempo per un Cutrone che va c’è un Rebic che viene, mentre è un buon doppio colpo a centrocampo Bennacer-Krunic, ma senza dimenticare che nel girone di ritorno l’anno scorso in mezzo Bakayoko era stato tra i motivi della rincorsa Champions. E a proposito di rincorsa, è durata un’estate quella a Correa (di nuovo, altra incognita a ben vedere), ed è terminata con un Rebic considerato solo nel finale. Qualcosa nella programmazione ha fatto difetto.

NAPOLI 6.5
Lozano e Manolas sono ottimi, Di Lorenzo e Elmas pure anche se meno glamour, e poi Llorente è un colpo sottovalutato. Però è partito anche Albiol, che comunque conosceva i movimenti a memoria e si completava con Koulibaly, e anche lo stesso Ounas sembrava in ascesa. In generale però erano stati eletti tre grandi obiettivi per compiere il definitivo salto di qualità, tutti mancati per ragioni diverse: Pépé, sfuggito per 5 milioni; Icardi, che non ha voluto; James Rodriguez, per cui il Napoli proprio non ha compiuto una spesa che però in termini di immagine e entusiasmo sarebbe stata ampiamente coperta. E alla fine l’impressione è che manchi sempre un punto che fa perdere la cappa.

PARMA 7
In totale crescendo. Partito positivamente con Hernani e Karamoh, e finito con il botto di Darmian, uno che le grandi italiane avevano vagliato a turno come opzione. In mezzo Brugman, preso a 2 milioni e mezzo dal Pescara, la cui personalità è sottovalutata, e Kulusevski molto interessante. Merito all’aver trattenuto tutte le colonne.

ROMA 7
La rosa come livello tecnico è migliorata, soprattutto se gente come Mkhitaryan ritroverà anche solo in parte il proprio calcio. Persi El Shaarawy, De Rossi e Manolas, ma Zappacosta, Mancini e Spinazzola a lungo termine rinforzano la difesa, e Pau Lopez è un investimento importante. L’incognita piuttosto è un’altra: che tutti questi cambi non chiedano sempre un dazio troppo alto in termini di tempo e adattabilità

SAMPDORIA 4.5
Tanti ne sono arrivati e sono andati, ma quanti davvero sarebbero decisivi? Perché forse i due che contano sono quelli che non a caso hanno portato più soldi: Andersen e Praet, latori di 51 milioni. E forse giusto Murillo porta un po’ di peso tra i nuovi. Sembra il classico mercato di una proprietà in uscita.

SASSUOLO 4.5
In verità la rosa rimane competitiva, e si è acquistato bene, ma si è anche venduto parecchio. Da Sensi a Demiral, da Lirola a Di Francesco a Magnani. Benissimo gli arrivi di Caputo, Defrel, Obiang e Traoré, ma in generale il complesso non sembra migliorato. Anche se pure così sembra sufficiente per la metà classifica.

SPAL 4.5
Si chiede un nuovo miracolo a Semplici: perché Igor è un terzino brasiliano che fa sognare e segnare, ma nel frattempo non c’è più il maestro Lazzari, il capitano Antenucci, e neppure il giovane Bonifazi. Praticamente tre pilastri dell’ottimo campionato scorso, e soprattutto senza Lazzari c’è un sistema di gioco che dovrà rivedere varie soluzioni.

TORINO 6
Il portafoglio aperto per Verdi mentre chiude il supermercato salva un'estate altrimenti deludente. E’ tornato Lyanco dal prestito, è arrivato Bonifazi, è rimasto N’koulou sedotto e abbandonato. Diciamo che se si fosse operato per tempo, magari l’Europa League sarebbe stata affrontabile con maggiori possibilità.

UDINESE 5.5
Molto, molto poco. Tudor ha in mano quello che c’era già l’anno scorso, con qualche opzione in più, soprattutto Nesterovski, svincolatosi dal Palermo insieme a Jajalo. Interessante Rodrigo Becao, ma in generale è difficile vedere qualcuno dei nuovi togliere il posto ai titolari. E si spera che De Paul rimanga con la giusta motivazione…

VERONA 6
Di giocatori che possano da soli cambiare il destino o una squadra ne sono arrivati zero. Cè la speranza che alcuni frequentatori assidui della bassa classifica ritrovino continuità, come Miguel Veloso e Lazovic. Interessante però il ritorno in patria di Bocchetti. Non c’è la sicurezza dell’attaccante, riapparirà San Pazzini.


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