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I numeri del mercato: la serie A è davvero competitiva?

05.09.2019 06:25 di Luca Marchetti    articolo letto 15239 volte
I numeri del mercato: la serie A è davvero competitiva?
© foto di Federico De Luca
Questo mercato ci lascia la sensazione che la SerieA sia tornata più che competitiva, anche rispetto alle altre squadre del Big5. Sia per la spesa che per la qualità dei giocatori arrivati (o tornati) nella nostra SerieA.
E se poi alla fine sarà il campo a parlare di questo, e quindi soltanto alla fine della stagione riusciremo a capire se questo tipo di investimenti ha funzionato o meno possiamo provare a fare delle previsioni, guardando i dati. Anzi analizzando i dati che ci mette a disposizione transfermarkt. Non saranno quelli ufficiali delle società, ma di sicuro sono molto vicini alla realtà e comunque danno l’idea di un trend che cercheremo di interpretare.
Intanto partiamo dalle spese, per campionato.
La Premir continua sempre ad essere la regina del mercato. Speso oltre un miliardo e mezzo di euro, a fronte di un incasso di 818 milioni (addirittura la SerieA ha incassato di più). Un disavanzo monstre di 731 milioni di euro. Ma attenzione alle spalle della Premier, non c’è l’Italia come sempre successo negli ultimi anni, ma la Liga, pur senza il rientro di Neymar. Se è vero che la SerieA, ancora una volta ha sfondato il muro del miliardo di euro speso (1,19), la Liga è andata addirittura più su: 1,32 miliardi. La vera differenza è nelle uscite: in Spagna si è venduto per 1 miliardo e 30 milioni di euro, in Italia per 854 milioni. Siamo diventati il terzo paese per spesa (sorpassati dalla Spagna) e il secondo per incassi, anche qui con un dato inferiore rispetto allo scorso anno. Il disavanzo più o meno rimane uguale, ma già le certezze da cui eravamo partiti vengono meno.
Andiamo allora ad analizzare le spese fatte per i top giocatori. Nella classifica dei primi 10 l’Italia è rappresentata (al quinto posto) soltanto dalla Juventus con De Ligt. Il trasferimento di Lukaku è l’11esimo. Ma nelle prime tre posizioni ci sono 3 spagnole: Atletico (Joao Felix), Real Madrid (Hazard) e Barcellona (De Jong). Poi completano la lista le immancabili inglesi (4 squadre) piu ancora una volta il Barcellona e il Bayern. Insomma: Inghilterra o Spagna anche in questo caso la fanno da padrone.
E naturalmente questo si nota anche nella classifica delle spese, per società. Anche qui: Real (307,5), Barcellona (255) e Atletico (243) nelle prima tre posizioni. Juve quarta (188 milioni di euro spesi) appena sopra al Manchester City e prima delle italiane con Inter nella top ten (155 milioni di euro spesi in questa campagna acquisti). Spendere però non significa molto, se non parametrato poi anche agli incassi. E quindi qui notiamo come la squadra che ha incassato di più sia l’Atletico (313 milioni) e come la Juventus non sia messa affatto male (202 milioni). Naturalmente è l’Ajax la squadra che ha il saldo migliore (+148) e torna prepotentemente il Real nella classifica dei disavanzi (-177). Anche se qui il record va sempre alla Premier: al di là del City (quasi meno 100) la palma del peggior mercato in uscita è dell’Aston Villa: nessuna cessione e acquisti per 148 milioni, al secondo posto delle spendaccione d’Europa.
E in Italia? Chi ha speso di più, è evidente, è la Juventus seguita dall’Inter, ma se guardiamo io saldo ecco che la “classifica” si fa interessante. Al primo posto con -98,4 milioni ci sono proprio i nerazzurri, segue il Milan con -75 e il Napoli con -71. Guarda caso quelle che volevano ridurre il gap con la Juventus e che avrebbero voluto far ripartire la propria storia con un nuovo ciclo. Fra quelle che hanno incassato di più quasi nessuna sorpresa, a parte la Juventus, quarta con un +13. Le prime tre posizioni sono dell’Udinese (+34), Empoli (+31) e Atalanta (+26). Chiaramente in tutti questi conti mancano gli obblighi di riscatto (strumento a cui molte società hanno fatto affidamento) i cui effetti saranno posticipati di una stagione (sia per quanto riguarda le spese che le entrate), ma essendo uno strumento largamente utilizzato i suoi effetti si sono diluiti e comunque potrebbero no spostare molto il ragionamento appena fatto.
Un ultima considerazione va fatta sul valore delle rose (sempre secondo transfermarkt) e quanto invece è stato speso per costruirle. Anche qui, guardando le prime tre della nostra serie A, si riesce a capire lo spirito che ha sempre contraddistinto le società. La squadra che ha la rosa più “cara” è la Juventus (valore 864 milioni di euro) e nel corso degli anni per allestirla ha speso quasi 600 milioni. Si è impreziosita di 271 milioni di euro. Il Napoli (che ha la seconda rosa più di valore in Italia con 625 milioni) ha un differenziale di 356 milioni. Il più alto in assoluto. Vale a dire che il Napoli ha comprato a poco e nel frattempo valorizzato al massimo la sua rosa. L’Inter è più simile alla Juventus, anche se in proporzione al valore della rosa (535 milioni) il valore di crescia (261) è più alto di quello della Juve, soprattutto dopo l’addio di Perisic e Icardi (comprati a poco ma con un valore ancora alto).

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