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Nassi: lo scout di oggi e quello di ieri

18.04.2019 07:18 di Redazione TMW    articolo letto 6155 volte
Nassi: lo scout di oggi e quello di ieri
L'amico Mario Tenerani, sul filo del telefono, ricorda spesso che il calcio è cambiato. So bene che lo pensano molti addetti ai lavori, ma da questa parte trova il solito muro. Quando poi sento parlare di scout e leggo relazioni su squadre e calciatori, i dubbi aumentano. Ricordo quel che avveniva in passato e lo propongo ai miei tre ascoltatori tre per un giudizio. Che cosa veniva preparato il martedì all'allenatore per la gara da affrontare? Da parte di alcuni, certamente, una scheda di ogni avversario, con quanto fatto in campionato. Poi una classifica analitica dove si evidenziavano le differenze tra rendimento interno ed esterno, che, al di là dei dati (vittorie, pareggi, sconfitte, gol fatti e subiti), diceva molto, se non tutto, sulla personalità della squadra. Veniva anche divisa la gara in frazioni di 15', con i gol fatti e subiti. Con le differenze tra primo e secondo tempo. Una ricerca spesso fine a se stessa, ma talvolta interessante. Ricordo una Sampdoria dagli avvii disastrosi e dai finali esaltanti. L'Udinese di Giacomini in Serie B, che giocava a tavoletta i primi 15' di ogni tempo e spesso trovava il gol, oltre a condizionare avversario e pubblico. La Reggiana di Marchioro, vittoriosa in Serie C, esprimeva il meglio nei 60' centrali. La Juventus di Maifredi calava immancabilmente nella ripresa. Riuscire a gestire la gara, accelerare, controllare, addormentare e rompere il gioco non era vantaggio da poco. Ed ecco un esempio: la Reggiana di Marchioro. Dei 6 gol subiti in casa in 16 partite, 3 venivano da cross e 3 da inserimenti centrali. Dei 27 gol realizzati tra le mura amiche, 9 nascevano dal piede di Gabriele, 2 di dx dal limite dell'area, 3 rigori e 4 assist. Il 33% aveva per protagonista il numero 8. Il 30% li metteva a segno Silenzi, la punta centrale. La coppia incideva per il 63% al "Mirabello". 3 gol dei 27 provenivano da angoli calciati da Zamuner. Si consigliava, quindi, di mettere sempre un uomo a ballare davanti. Gli emiliani erano pericolosi dal lato destro con Daniel e D'Adderio. Da 3 cross del difensore arrivavano altrettanti gol, oltre al passaggio per D'Adderio che serviva a Zamuner la palla per la rete n. 27. Il tornante, oltre ai 3 gol realizzati, procurava un rigore e serviva 3 assist. In totale il tandem di dx metteva becco in 10 dei 27 gol, pari al 36%. Quindi il potenziale-gol era rappresentato da Silenzi, Gabriele e dalla catena di dx. Da limitare, inoltre, il libero De Vecchi, ottimo in fase di impostazione, ma lento, e da marcare Cornacchia, quando veniva a saltare su palla inattiva, senza dimenticare che i rinvii di Facciolo cadevano sempre nella zona di centro-sinistra. Caro Mario, sei sicuro che le relazioni degli attuali scout siano altrettanto sintetiche e precise?

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