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Cagliari, Nandez: "In Sardegna mi sento a casa. Godin? Qui perché voleva sentirsi importante"

Cagliari, Nandez: "In Sardegna mi sento a casa. Godin? Qui perché voleva sentirsi importante"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
venerdì 30 ottobre 2020 11:06Serie A
di Lorenzo Di Benedetto

Il centrocampista del Cagliari, Nahitan Nandez, ospite della trasmissione Il Cagliari in diretta su Videolina e Radiolina, ha parlato del momento dei sardi e della sua avventura in rossoblu: “In Sardegna mi sento a casa, ormai mi sento sardo anche io. L’Uruguay è il nostro Paese di nascita, ma io e la mia famiglia adesso viviamo in un posto meraviglioso. Ci siamo trovati benissimo sin dal primo giorno: il mare, la campagna, la gente che ti tratta bene e ti fa sentire uno di loro: non accade spesso. Non a caso mio figlio è nato qui. I tifosi poi mi hanno voluto bene da subito, anche prima di vedermi giocare: quando sono arrivato mi hanno accolto con grande calore”.

Ha mandato molti messaggi a Godin prima della sua firma?
“Vero, ho mandato tanti messaggi a Diego per convincerlo a venire da noi. Gli ho parlato delle innumerevoli belle cose della Sardegna, anche lui apprezza molto sia il mare che la campagna. Diego è il capitano della Nazionale, ma è soprattutto un amico: dopo le esperienze con Atlético e Inter, voleva un posto dove sentirsi importante. Cagliari è perfetta per lui, e la sua esperienza e la sua qualità di top player sono fondamentali per noi”.

Lei, sulle orme di Abeijon.
“So che Abe ha speso belle parole nei miei confronti, ne sono felice. Mio padre è un appassionato di calcio, mi ha parlato spesso di lui e degli altri uruguayani che hanno fatto la storia del Cagliari; Abe è un mito qui, i tifosi lo ricordano ancora con grandissimo affetto. Mi fa piacere portare il suo stesso numero di maglia”.

Da dove viene il suo soprannome "El Leon"?
“La prima volta che mi hanno chiamato El León è stato al Penarol, è un soprannome che mi piace, un po' mi sento così. Quando sono arrivato al Cagliari avevo i capelli lunghi e la barba, cambio il look a seconda di come mi sento, in famiglia mi preferiscono un po’ più sobrio”.

Sabato la partita contro il Bologna.
“Ci aspetta una gara molto difficile, affrontiamo una squadra che lavora insieme da molto tempo, sa andare in pressione e palleggiare. Noi dobbiamo fare la nostra partita, stiamo sempre più capendo i concetti del mister. Stiamo lavorando bene”.

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