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Cosa c'è dietro la reazione di Inzaghi?

Cosa c'è dietro la reazione di Inzaghi?
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
martedì 24 settembre 2019 08:30Serie A
di Riccardo Caponetti
fonte Dall'inviato a Roma

Lazio-Parma di domenica sera ci restituisce un’immagine di un Simone Inzaghi lontano dai canoni standard. L’animata discussione con Immobile, aperta e chiusa nel giro di poco tempo, è solo la punta dell’iceberg: dietro la sua reazione c’è molto altro. C’è un allenatore orgoglioso, arrabbiato per gli ultimi risultati ottenuti in modo immeritato e deciso quindi a dimostrare il valore della sua Lazio. Inzaghi è sembrato fin da subito più teso del solito. Tirato in volto, concentrato a tal punto da sembrare sfinito dopo la tremenda settimana vissuta. “Sono qui da anni e ho imparato a capire quali critiche devo ascoltare”, aveva detto prima del Cluj. E di critiche ne sono piovute tante dopo le due sconfitte. Lo hanno infastidito soprattutto quelle relative al turnover, argomento che si è legato al dito. “Sabato me lo avete chiesto in 6 ma non la penso come voi, Parolo e Caicedo sono due titolari”, ha spiegato ancora una volta ieri. Altre le ha reputate ingenerose, tanto da ricordare spesso i risultati raggiunti nel suo triennio a Formello: nel caso in cui qualcuno se ne fosse dimenticato. È mancata solo la Champions, il grande obiettivo da raggiungere in questa stagione.

Le pressioni si sono alzate di pari passo con le aspettative. Inzaghi sente la responsabilità di dover portare questa squadra nell’Europa dei grandi, in un viaggio che sarà lungo, difficile e imprevedibile. Ed è proprio per questo, per aver accumulato tanta di quella tensione e agitazione, che ha risposto in modo plateale a Immobile. Non uno qualsiasi, ma il suo Ciro. L’attaccante che ha cercato, voluto e ottenuto al suo primo anno nella Capitale. Il centravanti su cui ha plasmato il gioco, disegnato a sua immagine e somiglianza. L’ha difeso sempre, se l’è coccolato dopo le delusioni nazionali. Non è un caso che siano stati loro due i protagonisti: forse proprio in virtù del grande rapporto ha voluto dare un segnale chiaro a tutto il gruppo. “Non devo dare spiegazioni delle mie scelte a nessuno”, ha sentenziato nella conferenza stampa dopo il 2-0 dell'Olimpico. Un discorso che aveva già fatto alla squadra nel day-after il 2-1 di Ferrara. Vuole eliminare ogni tipo di alibi: per sé e per i suoi ragazzi. Da fratello maggiore a padre severo. Se uno si fosse addormentato e si fosse svegliato ieri, non riuscirebbe a credere alla trasformazione di Inzaghi. Un’evoluzione naturale che non per forza deve essere vista in maniera negativa.

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