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Rambaudi: "Juve, i giocatori credono in Sarri? Inter, Eriksen non è un campione"

ESCLUSIVA TMW - Rambaudi: "Juve, i giocatori credono in Sarri? Inter, Eriksen non è un campione"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Emilio Andreoli - UEFA
giovedì 25 giugno 2020 19:15Serie A
di Ivan Cardia

“Si sapeva che sarebbe stata un’anomalia, nel ritorno alla normalità”. Il calcio riparte nel caldo e senza tifosi. Ne abbiamo parlato con Roberto Rambaudi: “Senza pubblico, è vero, il calcio non è la stessa cosa, si vedrà chi ha più qualità. Perché il pubblico dà qualcosa a chi ha di meno e così penso che vinceranno le squadre che partono più forti. Molto dipenderà, infine, dagli allenatori, che diventeranno determinanti. Ci troviamo di fronte a una sorta di Mundialito e loro dovranno essere bravi a districarsi, anche nelle novità come i cinque cambi”.

Ieri Atalanta-Lazio. Che partita è stata?
“Mi pare che si siano invertite le parti rispetto alla gara di andata, quando i nerazzurri fecero un primo tempo stratosferico e poi Lazio li riprese. Stavolta è successo il contrario: Lazio molto bene in avvio, Atalanta grande squadra nella reazione. Anche perché stai un po’ meglio fisicamente”.

Impressionante, no?

“Devo dire che ho rivisto più o meno la stessa Atalanta. Può anche andare in difficoltà, ma ha consapevolezza e con le idee riesce a rimettersi in carreggiata. La Lazio non ha saputo reagire nel secondo tempo, un po’ mi ha deluso da questo punto di vista. Poi, come sempre, il calcio è fatto di episodi: se la Lazio avesse fatto il terzo gol, faremmo altri discorsi”.

Cosa l’ha delusa di più?
“Il mio riferimento è alle seconde linee. All’interno delle 13-14 canoniche, la Lazio non ha problemi nel cambiare a partita in corso. Se deve andare oltre, sì”.

La Juve non entusiasma.
“Della Juve ora parliamo bene perché ha vinto a Bologna, ma è in grande difficoltà. Si parla bene di Bernardeschi adesso, però questo dimostra l’importanza degli allenatori: Sarri l’ha messo esterno d’attacco, ma in precedenza lui stesso l’aveva impiegato da centrocampista, che per me non è il suo ruolo. La Juve ha sicuramente più frecce nella sua faretra. Ma vanno posizionate per bene”.

Sarri è l’allenatore giusto?
“Parto da due presupposti: analizzo le cose che vedo da lontano, da fuori. E poi io sono un sarriano, il suo Napoli mi piaceva e mi divertiva. Però oggi vedo il linguaggio del corpo dei giocatori: hanno avuto una reazione contro il Bologna, ma secondo me non credono fino in fondo al suo lavoro. Penso che col Milan e col Napoli si sia visto. Non so come rendere il concetto, ma mi pare che la Juve sia una squadra abituata ad andare avanti con un certo motore. Quest’anno ha cambiato mezzo di trasporto e i calciatori non si sono abituati alla nuova andatura”.

Dopo il 3-3 con il Sassuolo, l’Inter rallenta. E c’è anche qualche critica per Conte.
“Io ho una mia idea: Conte per me è il numero uno. Non mi era tanto simpatico da giocatore quando lo incontravo, ma da allenatore mi piace molto. Per me è stata sopravvalutata la sua rosa, fatta di ottimi giocatori ma non di campioni. E vengono fuori delle lacune: anche ieri si è visto che se gioca Candreva è una cosa e se gioca Moses è un’altra. Ha ottimi giocatori ma molti non hanno fatto ancora quel salto di qualità che gli è richiesto. L’allenatore può fare tanto, ma per diventare una grande squadra ci vogliono grandi calciatori”.

Immagino che Lautaro e Lukaku rientrino tra i campioni, però.
“Lautaro ha tutti gli ingredienti per diventare forte, per essere un campione nel ruolo. Però deve ancora migliorare molto. Lukaku secondo me sta facendo molto bene, però è quello: secondo me di più non potrà dare. Se ha una squadra che supporta le sue caratteristiche diventa straordinario. Io lo dico ora che sta facendo bene: credo che il giocatore che non è un campione sia Eriksen: è un ottimo giocatore, sia chiaro. Ma non un campione”.

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