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Serie A

Il caso Cristiano Ronaldo non può esistere

11.11.2019 14:15 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 10870 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il caso Cristiano Ronaldo non esiste. Non può esistere. Meravigliarsene è pratica antistorica, non rendersi conto che il pallone d'oggi è azienda più che sentimento, o quantomeno due binari paralleli, è non vedere. Il pallone è la vita d'oggi, è la Fattoria degli Animali ed è indubbio che non tutti possano essere uguali agli altri. Ieri era furioso e furente, Maurizio Sarri è stato la quintessenza dell'aziendalismo mordendosi i filtri e non imprecando. "Amo i giocatori che s'arrabbiano e che reagiscono al cambio", ha detto e in fondo una parte del suo cuore è lecito pensare che batta su questi ritmi. Poi c'è l'uomo, c'è il sangue, c'è quel che pulsa, però Sarri, che di gavetta ne ha fatta e di ambienti ne ha respirati, ha capito. E' maturato e cresciuto, ha indossato la cravatta e la giacca e non più la tuta dell'istinto e ha detto "mi fa piacere che si sia arrabbiato".

Il caso Cristiano Ronaldo esiste nei numeri, perché non c'è mai stato un Cristiano Ronaldo così scevro di gol. Però non esiste nei fatti. Con lui in campo la Juventus è imbattuta, e pure senza, ma siccome è sempre in campo il sillogismo è più semplice e rapido. La Juventus è prima, la Juventus è già agli ottavi di Champions. La Juventus fa la Juventus e pazienza se il suo puledro al momento viaggia a giri più bassi dei suoi standard. La carta d'identità ingiallisce per tutti, anche per chi fa del corpo il suo tempio. I colpi del tempo feriscono anche i Faraoni, la loro muscolatura, quel che è stato un tempo benedetto dalla Dea Eupalla.

Il caso Cristiano Ronaldo non può esistere perché è la copertina del calcio che cambia. Del fatturato che prevarica il pallone, che ne è la sua economica sublimazione. Ronaldo è juventino per inseguire un sogno e per raggiungerlo era necessario anche uno step dal livello aziendale. I motivi per cui Andrea Agnelli ha abbracciato il 7 sono noti e l'uno non esclude l'altro. La Juventus laverà i panni sporchi in casa, lo spogliatoio è ben conscio che Orwell esiste. Però agirà cercando di recuperare fisicamente e mentalmente il giocatore e lo farà da grande squadra come ha dimostrato di fare durante e dopo la gara contro il Milan. A microfoni accesi da pompiere, con Maurizio Sarri aziendalista in prima linea. A microfoni spenti chissà, dietro le alte mura della Continassa. Ronaldo è volato in Portogallo, magari avrà modo di chiarirsi dal ritiro della Nazionale. Oppure le parti lasceranno acquietare questo caso che non può esistere col tempo, che è la miglior medicina. Anche per i mal di pancia degli Dei.


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