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Massimo 300 persone allo stadio, tempi rigidi, niente sputi: come funziona il protocollo

Massimo 300 persone allo stadio, tempi rigidi, niente sputi: come funziona il protocolloTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 29 maggio 2020 00:27Serie A
di Ivan Cardia

La Serie A è pronta a tornare in campo. Dal 20 giugno, secondo le indicazioni del Governo. Dal 13, se anche i meno convinti si convinceranno a ripartire dalla Coppa Italia. Ma come funzionerà il calcio che vedremo andare in scena tra poco meno di un mese? Massimo 300 persone allo stadio, tempi previsti in maniera rigida, niente sputi né proteste e il nodo quarantena che resta. Ecco come funziona il protocollo sulle partite, composto da 39 pagine, approvato dal Comitato Tecnico Scientifico poco prima dell’incontro Spadafora-FIGC che ha portato al sì definitivo del Governo.

Stadio, spogliatoio e campo: Lo stadio sarà diviso in tre zone: area tecnica, spalti e area esterna. Ognuna di queste zone potrà avere massimo 130 persone, ma in totale dovranno essere al massimo 300. E in Serie B e Serie C è previsto un numero proporzionalmente minore. Nelle tre ore di momento gara potranno esserci i 22 giocatori in campo, le 24 riserve e i 30 membri dello staff, oltre a massimo 6 raccattapalle. Regolamentato anche il numero di steward e membri della sicurezza, oltre che dei giornalisti (massimo 10 a partita, a cui va ad aggiungersi il personale necessario per la messa in onda a livello televisivo). Le squadre arriveranno allo stadio in orari diversi (1h40’ prima quella ospite, 1h30’ quella di casa) e ogni rosa su più mezzi possibile. Per gli spogliatoi, è suggerito l’utilizzo di più stanze possibili in modo da separare titolari, portieri e riserve. Poi squadre in campo in momenti diversi senza strette di mano, foto di gruppo, mascotte o bambini di accompagnamento.

Interviste - Le intervista a fine primo tempo e fine partita dovranno rispettare la distanza di 2 metri fra intervistatore e intervistato. La mixed zone sarà chiusa. Nelle conferenze stampa domande via skype o whatsapp, possibile la presenza di massimo 3 rightholders.

Requisiti igienico-sanitari - I giocatori si misureranno la temperatura corporea, utilizzeranno disinfettanti, alimenti confezionati, bottiglie personalizzate e comunque distanza di 2 metri negli spogliatoi. Docce singole o da svolgersi preferibilmente a casa o in albergo, dove peraltro è consigliato l'uso di camere singole.

Arbitri - I componenti la squadra arbitrale dovranno arrivare 1h45’ prima della partita, ciascuno con la sua macchina. I calciatori non potranno dialogare con gli arbitri se non ad almeno un metro e mezzo di distanza. In caso di comportamenti contrari alle regole di sicurezza (sputi, abbracci) i calciatori saranno passibili di ammonizione, anche se la misura è al momento soltanto ipotizzata e manca un protocollo concreto per le sanzioni arbitrali.

Quarantena - Resta lo scoglio più complicato da superare. Il protocollo inviato ieri non presenta particolari novità rispetto alle regole previste in quello per gli allenamenti: in caso di contagio di un giocatore o di un componente del gruppo squadra (a seconda dei casi da 50-60 a 100 persone), isolamento di 14 giorni per tutti, con la possibilità di continuare ad allenarsi ma senza contatti col mondo esterno. La speranza esplicita è che, in base all’andamento dei dati epidemiologici da qui alla ripresa, si possa rivedere questa procedura, che altrimenti rischia di essere una vera spada di Damocle sulla conclusione del campionato.

Test - Anche in questo caso, nessuna novità rispetto al protocollo sugli allenamenti: tamponi ogni 4 giorni, test seriologici alla ripresa e poi ogni 15 giorni. L’idea è di modulare i tamponi il giorno prima delle gare. E grandi speranze sono riposte nei test molecolari basati sulla saliva, che danno risposte in tempi rapidissimi. Anche qui, come per la quarantena, la speranza è che l’andamento dei dati sul contagio possa portare il Governo e il CTS a dire sì a eventuali norme più “leggere” da qui alla ripresa concreta del campionato.

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