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Serie A

Roma, Totti saluta De Rossi: "Un fratello, capitano già quando c'ero io"

26.05.2019 15:12 di Pierpaolo Matrone  Twitter:    articolo letto 4344 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

RomaTv ha organizzato uno speciale per l'addio alla Roma di Daniele De Rossi, che stasera giocherà la sua ultima partita con la maglia giallorossa, quella che per lui è una seconda pelle. Tra gli interventi spicca quello di Francesco Totti, dirigente e grande amico di DDR: “Un giocatore universale, in mezzo a tanti giocatori si vedeva che era un ragazzo diverso dagli altri, aveva già un futuro, un passo diverso. Pensavamo tutti che potesse diventare un giocatore della Roma il prima possibile, è cresciuto in fretta: a 18-19 anni era già un veterano. Era più intelligente, scaltro, ha fatto meno fatica rispetto ad altri. Il primo gol in Serie A fu contro il Torino da 30 metri. Per De Rossi Capello fu fondamentale: lui era uno dei migliori allenatori in circolazione e lo ha fatto crescere al meglio, gestendolo bene e gli ha insegnato come comportarsi con i giocatori più grandi e la stampa, è stato un trampolino di lancio. Quando si passa da Primavera a Prima Squadra arrivi in punta di piedi, lui venne così e portava rispetto a tutti. Era un giovane promettente, ce lo coccolavamo".

Top del ruolo - Nel suo ruolo è tra i più forti del mondo, vede la giocata prima degli altri: qui si vede la differenza da un giocatore normale e un campione. Abbiamo vinto una Supercoppa grazie a un suo rigore, io venivo da una contrattura, avevo avuto un risentimento durante la partita e allora ci fu lo sguardo reciproco con Daniele e gli concessi di batterlo, tanto eravamo in mani sicure. E' stato sfortunato perché io ho giocato fino a 40 anni e lui è stato capitano solo per 2 anni, ma per me è sempre stato capitano. Mi sentivo tranquillo con lui vicino: mi trasmetteva forza e voglia e personalità. Ci completavamo a vicenda, ci siamo coesi e abbiamo portato il più lontano possibile questa squadra. Ci siamo sempre rispettati a vicenda, alla mia ultima partita mi ha premiato con la targa e c’è stato un abbraccio sincero e d’amore che abbiamo condiviso".

Seconda pelle - "La maglia della Roma per Daniele è come una seconda pelle, ha cercato di onorarla dino alla fine. E' una maglia diversa da tutte le altre, anche per questo abbiamo fatto la scelta di vita di restare qui e portare più in alto la Roma nel mondo. Abbiamo condiviso tante cose e sono contento di averle vissute con lui”, le parole dell'ex capitano riportate dal Corriere dello Sport.


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