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I verdetti della stampa. Lecce: Mancosu-Lapadula al top, flop Babacar

TMW - I verdetti della stampa. Lecce: Mancosu-Lapadula al top, flop BabacarTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
lunedì 03 agosto 2020 17:00Serie A
di Dennis Magrì

Tempo di verdetti. Di bilanci. È finito il campionato di Serie A 2019/2020: Juventus, poi Inter, Atalanta, Lazio. Giù Lecce, Brescia, Spal. Immobile capocannoniere. Ma non è tutto qui: Tuttomercatoweb.com ha deciso di interpellare tre firme per ogni piazza di Serie A per i verdetti stagionali. Chi è stato il migliore? Chi il peggiore? Chi la rivelazione? E da chi ripartire?

Il migliore

ELIO DONNO, Corriere dello Sport - Marco Mancosu. Il capitano è stato una costante anche in Serie A, dopo aver contribuito nelle scorse due stagioni al doppio salto di categoria. Ha migliorato anche il suo score di gol: 14, uno in più di quelli segnati in B.

MATTEO BOTTAZZO, Canale 85 - Senza dubbio, Marco Mancosu. Capitano e anima di questa squadra, ci ha sempre creduto anche dopo la batosta di Genova. 14 gol non si fanno per caso in Serie A. Un'annata semplicemente indimenticabile per un giocatore che non finirà mai di stupire. È il simbolo in campo della rinascita del Lecce.

DENNIS MAGRÌ, TuttoCalcioPuglia e TuttoMercatoWeb - Gianluca Lapadula. Con tutti i problemi fisici avuti nel corso della stagione, ha realizzato 13 gol in 27 partite. Quasi uno ogni due. Due punti e mezzo dei tre conquistati a Napoli portano la sua firma, a Udine ha realizzato uno dei gol più pesanti della sua carriera. Era arrivato per fare il vice-Babacar, si è rivelato indispensabile in avanti. Un’annata quasi a mezzo servizio, ma di sicuro la sua migliore in Serie A. Rapace, attaccante vero.

Il peggiore

ELIO DONNO, Corriere dello Sport - El Khouma Babacar. C’è da dire che il senegalese ha molte attenuanti dalla sua: è arrivato in condizioni precarie dopo una preparazione approssimativa a Sassuolo; poi ha dovuto fare i conti con i metodi di lavoro di Liverani, alti per una della sua struttura fisica, e anche tanti infortuni. Sfortunato, alla pari di Farias.

MATTEO BOTTAZZO, Canale 85 - Nessun dubbio: Babacar. Doveva essere il terminale offensivo della manovra giallorossa: troppe aspettative che sono state deluse. Un atteggiamento alle volte indolente, un rapporto con la piazza mai nato. Della sua stagione rimane la sua auto presentazione sui social a bordo di una lussuosa Lamborghini e l'incredibile palo colpito nella partita contro il Cagliari. In mezzo tre reti che fotografano perfettamente il fallimento di questa stagione. Sopravvalutato.

DENNIS MAGRÌ, TuttoCalcioPuglia e TuttoMercatoWeb - Ne dico due: Imbula e Farias. Il primo - lento, impacciato e macchinoso - è andato via a gennaio senza aver lasciato traccia, quando si pensava potesse essere un colpo “internazionale”; il brasiliano, invece, ha deluso soprattutto per i numerosi infortuni, perché le poche volte sceso in campo ha dimostrato di poter essere un gradino sopra a tanti altri. Forse ho nominato il peggiore e il… rimpianto.

La rivelazione

ELIO DONNO, Corriere dello Sport - Vado controcorrente e dico Filippo Falco. È vero, in Serie A c’era già stato, ma aveva giocato poco. Questo è campionato è stato una novità anche per lui e si è comportato bene: bravo nell’uno contro uno, non ha mai mollato e spesso si è sacrificato per la squadra. Il gol contro il Bologna stava per cambiare la partita e il volto a una stagione che si è decisa soltanto all’ultima giornata. La sua stagione non è passata inosservata.

MATTEO BOTTAZZO, Canale 85 - Jacopo Petriccione. È già stato la sorpresa del campionato di Serie B, in A è riuscito a compiere quel passo in avanti che gli ha permesso di essere il regista titolare. La sua intelligenza tattica, completata da un moto costante, rendono il centrocampista goriziano una delle pedine fondamentali della formazione salentina. Liverani ha avuto il merito di insistere, plasmandolo quasi a sua immagine e somiglianza. Dal canto suo, Jacopo ha lavorato tantissimo su se stesso. L'Italia si è innamorata di Tonali, solo perché ancora non hanno guardato con attenzione Petriccione.

DENNIS MAGRÌ, TuttoCalcioPuglia e TuttoMercatoWeb - Fabio Liverani. Dalla C alla A, senza snaturare il suo credo calcistico. Se l’è giocata a viso aperto con chiunque, ha praticamente fermato quasi tutte le big (Inter, Juventus e Milan costrette al pari, Napoli battuto). La squadra ha espresso sempre un buon calcio, a volte anche troppo spregiudicato in alcune partite. Ma era cosa nota, prendere o lasciare. Non è un caso che la società lo abbia difeso e confermato fino alla fine, l’unica a non cambiare tecnico nella parte destra della graduatoria. Filosofia e personalità. Tolta la breve parentesi al Genoa, c’è una cosa da non sottovalutare: è al suo primo anno nel massimo campionato.

Da chi ripartire

ELIO DONNO, Corriere dello Sport - Dico Falco e Mancosu, anima e cuore di questa squadra. I due sono stati fondamentali negli ultimi due anni per il grande approdo nell’Olimpo del calcio italiano. Gol e assist, fantasia e altruismo. Sono stati i veri trascinatori del Lecce e trattenerli anche il prossimo anno sarebbe qualcosa di straordinariamente importante per la società del presidente Sticchi Damiani.

MATTEO BOTTAZZO, Canale 85 - Gianluca Lapadula. Arrivare in doppia cifra con il Lecce non è cosa da tutti. È stato uno dei trascinatori, la sua voglia, la grinta e quella maglia sudata hanno fatto innamorare i tifosi salentini, che non hanno alcuna intenzione di immaginare un reparto offensivo senza la punta piemontese. Il gol di Udine è il simbolo del campionato, di un giocatore che in campo da tutto se stesso. Uno con queste caratteristiche, e con queste motivazioni, fa comodo a chiunque.

DENNIS MAGRÌ, TuttoCalcioPuglia e TuttoMercatoWeb - Da qualche interprete che ha vissuto all’ombra il campionato di Serie A e che in Serie B potrebbe fare la differenza: Vera ha una “stazza” imponente e nel torneo cadetto sarebbe straripante. E Shakhov: bisognerà capire se i giallorossi avranno la forza di trattenerlo anche il prossimo anno, visto che il centrocampista ucraino ha diversi estimatori in Italia e all’estero. E al di là della sua stagione altalenante, in B può rompere gli equilibri.

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