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Pagliuca: "Il mio Ronaldo molto molto più forte di CR7"

TMW RADIO - Pagliuca: "Il mio Ronaldo molto molto più forte di CR7"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 23 gennaio 2020 19:38Serie A
di Simone Lorini

Gianluca Pagliuca, ex portiere di Bologna, Sampdoria e Inter, nonché attuale preparatore dei giovani portieri rossoblù, parla così ai microfoni di TMW Radio della ottima scuola di estremi difensori italiana, che anche dopo l'addio alla Nazionale di Buffo non ha certo lasciato scoperto il ruolo tra gli azzurri: "C'è una ottima generazione di portiere, la cosa mi fa molto piacere. Si diceva che l'addio di Buffon sarebbe stato traumatico, invece... Donnarumma, ma non solo, sono spuntati tanti portiere molto in gamba. La scuola portieri italiana, non lo dico per campanilismo, ha il vantaggio di avere preparatori molto avanti rispetto all'estero: ma ci sono buoni portieri anche in Premier, in Liga e in Bundesliga".

Da preparatore, quanto è prioritario per un giovane portiere saper giocare coi piedi?
"La priorità è sempre parare, è ovvio che se abbiamo un portiere abile coi piedi allora siamo perfetti. Tutti gli allenatori chiedono che gli estremi difensori sappiano giocare coi piedi, ma non deve essere la priorità".

Buffon spegnerà a breve 42 candeline: sei sorpreso del suo rendimento?
"Lì purtroppo... gli anni passano per tutti e io ne so qualcosa (ride, ndr). Si vede che ha ancora voglia ed entusiasmo, è un leader, l'ho visto ieri mentre caricava i compagni. Non è alla Juve per battere il record di Maldini, ma per raggiungere altri traguardi".

Come vedi la Nazionale del tuo amico Roberto Mancini?
"Io la vedo molto bene, una delle favorite per la vittoria. Squadra giovane e con entusiasmo, è ripartita da zero, ha saputo ricostruire sulle macerie dell'eliminazione di due anni fa, ci sono i presupposti per un grande Europeo".

A tanti anni dalla sconfitta di USA '94 l'amarezza è passata?
"Indelebile. Dentro di me sarà sempre una esperienza fantastica, ma per un calcio di rigore non ho vinto un Mondiale. Quando ci ripenso dico 'porca miseria!', forse sarebbe stato meglio perdere 4-0".

E poi arrivò anche la sconfitta ai rigori nel 1998...
"I rigori sono sempre stati il mio cavallo di battaglia, era il mio sogno da ragazzino vincere un Mondiale ai rigori e invece due finali perse nonostante due parate".

I dati, non so se sono aggiornati, dicono che Handanovic ti ha raggiunto per rigori parati.
"Aggiornatissimi, non aggiornati. L'importante è che il record sia di un portiere dell'Inter".

Il campionato dell'Inter ti soddisfa?
"Ha un po' tirato il fiato dopo un girone straordinario, condivido in pieno la politica della società di prendere giocatori importanti per aiutare chi ha iniziato la stagione. Di fronte c'è una Juve che non perde quasi mai".

Conte è l'uomo giusto al posto giusto?
"Ce ne sono tanti altri di allenatori bravissimi, ma Conte sicuramente è uno dei migliori. Ha grande personalità, non gli manca davvero niente".

Manca poco al 30esimo anniversario del meraviglioso Scudetto con la Samp. Quanto siamo distanti da una ripetizione di quella impresa?
"È difficilissimo, c'è l'Inter, la Juve, lo stesso Napoli, le due squadre di Roma, credo che nei prossimi decenni saranno queste le squadre a dividersi gli Scudetti. Ricordo quel successo come se fosse oggi, è una impresa al pari di quella del Verona o del Cagliari".

Un episodio che ti lega a Paolo Mantovani?
"Mi ha voluto a tutti i costi alla Sampdoria, dopo una finale del Torneo di Viareggio, in cui io giocavo con la Samp in prestito. Persa peraltro, contro l'Inter. Dirò sempre grazie a lui e a Boskov, che ebbe il coraggio di lanciare un portiere di vent'anni titolare. Il calcio di allora? Molto più bello di quello di adesso".

La storia umana di Sinisa Mihajlovic che valore avrà per il Bologna?
"Quello che è successo è stato traumatico, ma ha unito tutti, stanno facendo un ottimo campionato e Sinisa ha dimostrato di essere una persona di grande carisma e senza paura".

La partita più bella che ricordi?
"Inter-Sampdoria, vincemmo due a zero a Milano e feci 30 parate, parando il rigore decisivo a Matthaus. Con quel successo eravamo davvero ad un passo dallo Scudetto, era il 5 maggio 1991".

La tua bestia nera?
"Gabriel Omar Batistuta, giocava nella Fiorentina (ride, ndr)".

Ronaldo il fenomeno secondo te era superiore ai due mostri del calcio moderno? (CR7 e Messi)
"Molto molto molto più forte del Ronaldo di adesso. Messi? Sono giocatori diversi, i due Ronaldo invece sono più punte".

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