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TMW - Lega B, fallisce la spallata di Lotito a Balata: i retroscena

23.07.2019 20:08 di Ivan Cardia  Twitter:    articolo letto 16225 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Dapprima volano gli stracci, poi amici come prima. Resta deluso chi si aspettava che l’assemblea di Lega B votasse la sfiducia nei confronti, o chiedesse le dimissioni, di Mauro Balata. Anzi, il presidente regge l’impatto di una riunione iniziata con toni decisamente accesi e conclusa con quella che potremmo definire, restando a un latinismo su cui torneremo, pax balatiana.

Niente sfiducia. Non era all’ordine del giorno e non poteva esserlo, perché il fronte che la invoca si è ridotto all’improvviso a 4-5 società. Il grande avversario di Balata in questo momento, non è un mistero, è rappresentato da Claudio Lotito. Un tempo vicini, oggi mai così lontani. Il patron della Lazio (in questo caso co-patron della Salernitana), però, non aveva oggi, e con tutta probabilità non avrà neanche il prossimo 1 agosto, i numeri per arrivare alla sfiducia. Il discorso si ferma lì, niente spallata. Anzi. Il vincitore, per ora, è proprio Balata.

Il nemico comune. Se vogliamo, in suo soccorso arriva la Serie A, a cui i club del campionato cadetto chiedono in modo compatto di rivedere la divisione dei proventi da diritti tv. Il tutto, in virtù di un accordo datato 2009, mentre la Lega A punta i piedi basandosi sulla modifica della Legge Melandri, successiva e quindi ritenuta prevalente. Tecnicismi coi quali non vi annoieremo, e che comunque non interessano l’assemblea di B. “Pacta sunt servanda”, ha tuonato Balata, che infatti, anziché la sfiducia, ha incassato il mandato unanime per inchiodare la Serie A (aprendo un tavolo che coinvolga anche la FIGC) al rispetto dei patti, appunto, che garantirebbero ai club di B una cifra quantificata attualmente attorno ai 17-18 milioni di euro a stagione. Ma, con le ricche sirene di MediaPro alla finestra, dal 2021 si salirebbe ancora. Senza considerare la possibilità, oggettivamente irrealistica, che la B possa ottenere quell’1,5% anche per i dieci anni trascorsi dal 2009 a oggi. Sarebbero centinaia di milioni.

Balata resta, il Consiglio? L’assemblea, formalmente, non si è chiusa. Resta aperta e quindi ogni scenario è plausibile, da qui all’1 agosto. Detto che difficilmente il fronte lotitiano potrà tornare alla carica, per il discorso dei temi che si faceva prima, la questione si sposterà su cosa fare col consiglio di lega. Formalmente, basterebbe riempire i tre posti vacanti. È anche la soluzione caldeggiata da Balata. A fronte di un mutamento del 40% del campionato (8 società su 20 sono infatti nuove), la strada del rinnovamento totale (possibile anche senza intaccare la presidenza), potrà essere quella battuta dai “lotitiani”, inseguendo una piccola vittoria.


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