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INTERVISTA TC - Maurizi: "Reggina cinica e con un tifo ineguagliabile"

04.12.2019 23:00 di Matteo Ferri    per tuttoc.com   articolo letto 118 volte
INTERVISTA TC - Maurizi: "Reggina cinica e con un tifo ineguagliabile"
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com

Sceso per la prima volta in carriera in Serie D, a Latina, Agenore Maurizi continua a seguire con interesse le vicissitudini del campionato di C che lo ha visto protagonista fino a pochi mesi fa. Massese, Viareggio, Paganese, Lupa Roma, alcune delle tappe nella terza serie nazionale per l'allenatore di Colleferro che, nelle ultime due stagioni, ha condotto alla salvezza prima la Reggina e poi il Teramo. Proprio calabresi e abruzzesi si sono affrontati domenica scorsa in campionato e dall'analisi di questa gara inizia l'intervista di TuttoC.com al tecnico: "Il Teramo ha un progetto medio e lungo termine con l'obiettivo di crescere. La squadra di quest'anno è stata costruita scegliendo diversi giocatori che hanno disputato campionati importanti nelle scorse stagioni e pensavo che la gara contro la Reggina potesse essere più equilibrata, almeno nel punteggio. Sul piano del gioco l'equilibrio c'è stato, almeno per mezz'ora, anche se parliamo di squadre completamente opposte a livello tattico perché Tedino propone un 4-3-1-2 più aperto mentre Toscano è un allenatore molto pragmatico e col suo 3-5-2 concede pochissimo. La Reggina sta facendo benissimo e ha tutte le carte in regola per proseguire così. In più i risultati hanno portato ancora più entusiasmo in una piazza, come Reggio Calabria, che ha il tifo più incredibile di tutta la Serie C e non solo. In questa categoria forse soltanto Bari e Avellino possono competere con la curva amaranto".

L'anno scorso lei ha vissuto il tramonto dell'era Campitelli, non è stata una stagione semplice ma alla fine è comunque arrivata una salvezza senza passare per i playout. C'era già la sensazione che stesse terminando un'epoca e quanto ha pesato la situazione societaria nell'economia della stagione?
"Io sono subentrato con la squadra ultima in classifica, abbiamo ottenuto una serie di risultati importanti in un ambiente molto depresso perché l'anno della B mancata ha pesato moltissimo sul morale di un'altra tifoseria calorosa come quella biancorossa. Lo zoccolo duro dei tifosi non ha mai perdonato a Campitelli quell'episodio ma lo scorso anno siamo riusciti comunque a condurre in porto una salvezza, recuperando qualche anziano e lanciando diversi giovani. Sia a Teramo che a Reggio Calabria ho avuto la soddisfazione di mettere in rampa di lancio due ragazzi che stanno facendo molto bene come Fiordaliso e Bianchimano e queste cose, per un allenatore, valgono molto".

A Reggio Calabria ha vissuto una situazione ancora più complicata perché la squadra ha quasi rischiato di sparire. Oggi con Gallo è tornato l'entusiasmo.
"Non conosco Gallo ma posso dire con molta chiarezza che la Reggina è stata salvata dai calciatori, dai dirigenti e dallo staff tecnico che in quegli anni - soprattutto la stagione 2017/18 - hanno stretto i denti e salvato la categoria. Non è affatto semplice gestire una situazione simile, con tanti giovani alle prime esperienze tra i grandi in rosa, in una piazza che nutriva legittimamente ambizioni importanti dopo aver trascorso tante stagioni in Serie A. Ora a Reggio, così come a Teramo, si sta costruendo di nuovo qualcosa di solido e che punta ad ottenere risultati importanti. A me dispiace solo non aver avuto proprietà come quelle di Gallo e Iachini ma sarò sempre grato sia a Praticò che a Campitelli perché mi hanno dato la possibilità di allenare in realtà e piazze del genere".

A Reggio Calabria, tra l'altro, la salvezza arrivò in un contesto societario complicato e con una rosa non di primissimo livello.
"Sciamanna, Bianchimano e Sparacello sono giocatori importanti, purtroppo quell'anno sono stati tormentati da tanti infortunati e abbiamo avuto pochissime scelte. Giocavamo con sette giovani in campo e questo non ha facilitato il compito nemmeno ai ragazzi stessi, perché avere a fianco un giocatore con esperienza, che sa come gestire determinate situazioni, ti aiuta anche a crescere a livello individuale".

Tornando all'attualità del campionato, quali sono secondo lei le delusioni e le sorprese di questo campionato?
"Nel Girone A direi che la sorpresa è il Pontedera, anche se ormai non fanno più notizia perché da tanti anni stanno facendo bene e hanno consolidato la loro presenza nella categoria. La delusione è l'Arezzo, perché mi aspettavo facesse un tipo di campionato diverso anche se ultimamente hanno guadagnato qualche posizione. Nel B sono contento per il Carpi e per Riolfo, perché è un ottimo allenatore e merita di togliersi delle soddisfazioni dopo alcune annate non troppo positive. Tra le delusioni citerei Fano e Rimini ma soprattutto la Triestina, perché era partita con grandi obiettivi dopo aver sfiorato la promozione lo scorso anno ed invece non sta rendendo secondo le aspettative. Nel C le sorprese positive sono Potenza e Monopoli, in negativo direi l'Avellino che, al netto delle difficoltà che ne hanno caratterizzato l'avvio di stagione, avrebbe potuto comunque raccogliere qualche punto in più".

Da un paio di mesi a questa parte la sua realtà si chiama Latina, in Serie D. Quali sono le principali differenze tra la C e la D?
"Fortunatamente a Latina si percepisce meno la differenza di categoria perché, a livello di struttura societaria, si respira aria di professionismo e abbiamo a disposizione tutto ciò che occorre per lavorare al meglio. Per quanto riguarda l'aspetto meramente sportivo, ciò che incide maggiormente è la regola che impone obbligatoriamente di schierare quattro under. Un vincolo che ti porta a gestire in maniera molto diversa sia gli allenamenti che portano alla domenica, sia la partita stessa".                                                                                                                                                                                                                                                                            


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