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Colantuono: "A e B devono ripartire. L'Atalanta riprenderà come si era fermata"

TMW RADIO - Colantuono: "A e B devono ripartire. L'Atalanta riprenderà come si era fermata"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Nicola Ianuale/TuttoSalernitana.com
martedì 26 maggio 2020 18:28Altre Notizie
di Dimitri Conti

L'allenatore Stefano Colantuono si è collegato in diretta con TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto: "Non so se le istituzioni abbiano fatto il loro, ultimamente non ho visto idee molto concordanti. Bisogna riprendere, pur con tutte le anomalie del caso visto che senza tifosi diventa uno sport. I campionati devono finire e le classifiche devono essere decise dal campo, non da cristallizzazioni o ricorsi, che scaturirebbero qualora si decidesse a tavolino. Eravamo abituati a fermarci un mese, non tre, ma almeno avremo dei responsi che arrivano dal campo".

Che dice della Serie C?
"Qui il discorso è diverso, economicamente. Tante società non hanno i mezzi, fanno fatica ad arrivare a fine campionato e infatti penso sia l'occasione buona per fare qualche riforma. Ci sono Monza, Vicenza e Reggina che sono tre prime attrici che hanno dominato, senza competizione: a questo punto cogliere la palla al balzo per mandarle su, e poi decidere la quarta con un playoff. Devono inventarsi qualcosa di diverso, non hanno mezzi economici per rispettare il protocollo".

Forse anche per la B serviva maggior tempismo?
"La Serie B deve riprendere. Neanche in Serie A hanno tutte centri sportivi adatti a seguire del tutto i protocolli, figuriamoci in B, sono ancora meno. Se fai un campionato di cadetteria però non puoi attrezzarti ora, la B è importantissima, per me è il torneo più importante d'Europa. Chi vuole andare in A deve prepararsi e deve essere in grado di fare tamponi e il resto. All'inizio c'è stata confusione da tante parti, ma ora deve riprendere la Serie B: tolto il Benevento, c'è il resto tutto da decidere. Tra seconda e terza c'è un solo punto, ma lo stesso discorso vale per il posizionamento playoff".

Ci saranno problemi con gli infortuni alla ripresa? Lei sarebbe preoccupato?
"Non ci sono precedenti né riferimenti e non sai come comportarti di fronte ad uno stop così lungo. I giocatori poi durante l'estate seguono certi programmi, e li ritrovi messi abbastanza bene, anche perché sanno che altrimenti farebbero grande fatica nella prima settimana di ritiro, dove il lavoro è più duro. Il rischio infortuni ci può stare, bisogna agire con cautela. Ci sono grandi punti interrogativi".

La Serie A aiuterà la Serie C?
"La Lega Pro andrebbe aiutata: è un serbatoio, spesso i giovani vanno in quella serie. Giusto un sostegno economico, ma ci vuole una riforma: troppo spesso in C si sono persi club lungo la strada, spesso a campionato in corso. Poi decideranno gli esperti se sarà più giusto professionismo o semi-professionismo ma qualcosa va fatto".

Si parla anche di andare a toccare il numero di squadre.
"Regole giuste, in cui si preveda la garanzia di bilanci a posto. Ci sono tanti ragazzi che guadagnano uno stipendio normalissimo, e se gli viene a mancare vanno in grandissima difficoltà. Per come la vedo io andrebbe riconsiderato il format, e magari potrebbe arrivare qualche aiuto dalla Serie A, la lega più grande. La Lega Pro serve: tira fuori e fa maturare i giovani".

Ci si deve aspettare un ritmo partita blando alla ripresa?
"Non ci scommetterei. Ci sarà una sorta di apprendistato, di rodaggio: è come quando all'inizio di ogni stagione si vedono le prime partite di Coppa Italia, dove le squadre cercano la condizione e di ritrovare il ritmo. Qualche settimana per tornare a pieno regime serve, e penso che si possa assistere a qualcosa di simile, anche se è difficile fare previsioni perché non abbiamo riscontri".

Anche la parte psicologica potrebbe essere decisiva...
"Per chi gioca, senza tifosi, diventa tutto quanto asettico. Si sentono voci, anche se quando comincia la partita devi pensare a quello che succede in campo, alle disposizioni da seguire: magari riesci a mettere da parte la cosa. Parliamo sempre di un calcio strano, diverso, di non-calcio, anche se penso che i giocatori possano trovare la concentrazione, specie in quelle sfide in cui c'è in palio qualcosa".

Che si aspetta dall'Atalanta, squadra abituata a correr forte?
"L'Atalanta col Valencia ha giocato a porte chiuse, e mi sembra che non se ne siano accorti. Li hanno spolverati in quattro e quattr'otto: lì l'effetto pubblico non ha dato differenze. L'Atalanta è stata fermata nel suo miglior momento, anche se devo dire che stava facendo un campionato molto regolare. Per me sarà la squadra che avrà meno problemi alla ripresa: si conoscono, Gasperini è lì da anni e hanno schemi consolidati. Credo riprenderà come aveva finito".


Stefano Colantuono ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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