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Pasculli: "Lecce penalizzato dal lockdown. Conte? Non capisco le sue parole"

TMW RADIO - Pasculli: "Lecce penalizzato dal lockdown. Conte? Non capisco le sue parole"TUTTOmercatoWEB.com
martedì 04 agosto 2020 08:44Altre Notizie
di Dimitri Conti

L'ex attaccante Pedro Pasculli, oggi consulente della Sambenedettese, ha così parlato a TMW Radio, nel corso della trasmissione Stadio Aperto, intervenendo ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini partendo dal commentare la retrocessione del Lecce: "La sconfitta col Genoa ha condannato il Lecce alla Serie B, ma dopo la pandemia il campionato era un po' distante dagli stimoli che c'erano prima. Non dico falsato... Alla ripresa abbiamo visto un altro campionato, a prescindere dal Lecce per cui comunque mi dispiace tanto, perché mi ha lasciato tanti discorsi. Spiace per i tifosi, ma non penso sia stata la partita col Parma a condannarli: prendevano gol ogni volta, e infatti è la squadra più battuta di tutti i campionati europei... Per salvarsi serve subire meno. Penso al Cagliari, al Bologna... Non avendo una rosa lunga hanno fatto fatica a recuperare, perdendo molti giocatori per strada".

L'attacco però ha regalato cose buone.
"Per quello che aveva ha fatto di più. Certo, da qualcuno come Babacar e Farias ci si aspettava di più: per fortuna hanno recuperato Lapadula e poi Falco. Quindi anche Barak... Liverani ha fatto giocare bene la sua squadra, peccando però nel subire troppe ripartenze dagli avversari. Quando dovevano attaccare, mancava la copertura giusta dei difensori centrali e dei centrocampisti. A volte è stato sfortunato, e nonostante tutto ha fatto un bel campionato. Parliamoci chiaro: hanno fatto esordire solo un ragazzino dalle giovanili, e per ripartire deve farlo anche con la Primavera, così da poterci contare se serve. A centrocampo poi erano un po' troppo lenti, pur avendo in panchina chi poteva fare copertura. Per il gioco espresso, però, penso che sia stato davvero un peccato, considerando anche che hanno il settimo pubblico della Serie A... Purtroppo sono peggiorati dopo la ripresa, hanno pagato la rosa troppo corta".

Sembra imminente il ritorno di Corvino. Che ne pensa?
"Ha esperienza, e nel Lecce ha fatto bene. Punta molto sui giovani e sul settore giovanile, per me potrebbe essere la persona giusta per ripartire. In Salento ci sono molti calciatori interessanti, eppure non si vedono tanti leccesi, l'unico è Luperto che però ha giocato pochissimo. Il sottoscritto, ad esempio, ha vinto con la Beretti del Lecce, che avrebbero potuto giocare in Lega Pro, serie dell'epoca, poi però non ho più ricevuto nessuna chiamata. Tornando a questo Lecce, per me molti giocatori non sono stati adatti per la categoria, servivano profili più competitivi. Magari avrebbero potuto guardare in Sudamerica... Penso ad esempio che ieri per il Genoa hanno segnato Sanabria, paraguayano, e Romero, argentino".

Che ne pensa delle parole post-Bergamo del suo ex compagno di squadra Conte?
"Non riesco proprio a capire perché abbia fatto quell'attacco. Un allenatore, se deve parlare con la società, deve farlo in sede privata: che siano richieste per certi elementi o altro, la miglior cosa è organizzare una riunione con il presidente, il ds e tutti i componenti del direttivo, così da comunicare i suoi pensieri. L'Inter gli ha messo a disposizione un'ottima squadra, penso che ciò che voleva gliel'hanno preso, penso. Ogni allenatore ha delle richieste da fare, ma non serve attaccare frontalmente la società. Le sue dichiarazioni mi hanno sorpreso: sta facendo bene ed è arrivato secondo. O ci sono problemi interni che non sappiamo...".

Volendo, poi, esistono anche le dimissioni.
"Non penso che andrebbe a rinunciare al suo stipendio. Magari ci deve ancora pensare... Forse farà una dichiarazione pubblica chiedendo scusa, anche perché non so davvero cosa possa mancargli. Ora si è rotto un po' il giocattolo, almeno sembra".

De Paul cambierà squadra?
"Penso che sia già da grande squadra. Ottimo giocatore, è nazionale argentino e uno dei migliori giocatori attualmente presenti nel campionato italiano. Se arriva una proposta buona, penso che l'Udinese lo venderà, come ha fatto sempre. A Udine sono sempre passati dei grandi campioni come Zico, Cuadrado, Muriel... Per me è in grado di giocare in una big, per chi si gioca i trofei".

Quanta incertezza avete per la ripartenza della Serie C?
"Ci sono molte squadre in difficoltà, anche per via della nuova legge che impone ventidue tesserati per squadra. Serafino sta facendo un buon lavoro, provando a costruire una squadra competitiva per il prossimo campionato. La pandemia ha messo in ginocchio molte realtà di Serie C. Speriamo che i problemi vengano risolti e riescano ad iscriversi tutte, o quasi".


Pedro Pasculli ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini
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