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Avv. Romanelli: "Finirei la stagione nell'anno solare. Sia le donne che gli uomini"

TMW RADIO - Avv. Romanelli: "Finirei la stagione nell'anno solare. Sia le donne che gli uomini"TUTTOmercatoWEB.com
venerdì 08 maggio 2020 19:59Calcio femminile
di Dimitri Conti

Claudia Romanelli, avvocato responsabile della divisione femminile nell'agenzia di procuratori P&P Sport Management, è intervenuta in diretta nel corso di Tutto Calcio Femminile, trasmissione in onda su TMW Radio: "La nostra azienda nasce parecchi anni fa, ed è un po' un affare di famiglia, visto che il padre e il fratello di Federico (Pastorello, ndr) erano già nel calcio: c'è nel DNA. L'idea della divisione femminile nasce come naturale prolungamento, vogliamo dare alla nostra agenzia una struttura sullo stile dei club di massimo livello. Anche noi quindi abbiamo introdotto un reparto femminile, per garantire la stessa professionalità ed eccellenza che garantiamo ai colleghi maschi. Con Federico abbiamo deciso di aprire questa sezione, bisogna dare atto che negli ultimi due anni è cresciuto molto l'interesse".

Si aspettava questo grande boom?
"Sì. Se vogliamo fare un passo indietro, il calcio è lo sport di squadra più praticato nel mondo dalle donne, ce ne sono 29 milioni. Nessuno ci si sofferma e questa realtà è stata sottovalutata a lungo, ma oggi le linee guida europee vogliono far crescere numero e qualità delle giocatrici, e con l'interesse mediatico le nostre giocatrici sono sotto la lente d'ingrandimento, sono delle stelle. Ci aspettavamo lo sviluppo ma non sapevamo quando".

Si può individuare un tempo per lo status di professionisti?
"Al momento lo status è ibrido: ok le federazione ma purtroppo le atlete non sono ben inquadrate, non sono professioniste e mancano diritti e garanzie adeguati. Il risultato è penalizzante per loro, però i tempi sono difficili da valutare: se avevamo visto una spinta, oggi dopo il lockdown abbiamo uno stop sia per gli uomini che per le donne. Mi auspico accada a breve, ma non ci giurerei".

Ci sono altri aspetti su cui servirebbe lavorare?
"Secondo me due. Il primo è tutelare di più l'interesse economico che sta nascendo. Ma soprattutto che ci sia maggior professionalità e credibilità degli addetti ai lavori, le ragazze devono essere accompagnate da persone competenti nel loro percorsi, e non da addetti improvvisati che non fanno il loro interesse. Anche i club richiedono interlocutori capaci e preparati".

Ci sono già ragazze con le quali pensate di andare a lavorare o che le piacerebbe rappresentare?
"I nomi non glieli faccio (ride, ndr). Cominciamo ad avere più di qualche sportiva che ha sposato il progetto, e non solo giocatrici ma anche allenatrici e allenatori. Cerchiamo di dare una dimensione internazionale, e stiamo stringendo relazioni con paesi europei ma anche con l'Argentina. Diamo importanza ad alcune giovani promesse italiane e devo dire che ce ne sono veramente tante. I collaboratori locali sono fondamentali: i canali che abbiamo creato e fidelizzato in 25 anni ci stanno dando una mano. Diventa anche più semplice portare le ragazze ad un livello più elevato".

Che ha rapporto ha lei col calcio femminile?
"Federico ha iniziato questo percorso prima di me. Poi ci siamo sposati e io seguivo da avvocato le sue vicende. Poi sono diventata mamma, e insieme in seguito abbiamo deciso che la P&P aveva bisogno di portare una certa professionalità".

Sarebbe opportuno ricominciare la Serie A femminile?
"Penso sia giusto terminare la stagione in corso. Non nel breve termine, ma entro l'anno solare, così che le squadre possano salvaguardarsi. Io seguirei l'esempio asiatico, giocherei lungo l'anno solare ma forse sarebbe il modo migliore, sia per gli uomini che per le donne, così da avere lo sprint per il futuro".


Tutto Calcio Femminile con Niccolò Ceccarini. In collegamento Luca Calamai, Renzo Ulivieri e Claudia Romanelli
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