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Bocciata la Juventus, è l’Inter la regina del mercato. Il Verona su scherzi a parte, la Fiorentina che non ti aspetti, il Milan del futuro

Bocciata la Juventus, è l’Inter la regina del mercato. Il Verona su scherzi a parte, la Fiorentina che non ti aspetti, il Milan del futuroTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 07 ottobre 2020 16:35Editoriale
di Tancredi Palmeri

Ricordatevi sempre: è moooooolto relativo il trofeo del calciomercato, non si espone in bacheca, e puoi anche effettivamente vincerlo ma rimanere comunque a distanza degli altri.
Ma ecco il pagellone e insomma se non si possono dare voti in libertà sul mercato allora che ci stiamo a fare, tanto vale andare a accapigliarsi da Non E’ La D’Urso.
Un’avvertenza fondamentale: questo pagellone è diverso da tutti gli altri perché qua il voto è soltanto alla risultante totale delle operazioni in entrata e in uscita, senza badare ai soldi incassati o risparmiati, e nemmeno alla forza totale della rosa a prescindere. Semplicemente: il voto è al netto di quanti giocatori nuovi in più siano arrivati e che possano avere un impatto sulla squadra, e di quanti se ne siano persi di quei calciatori con un possibile impatto. Non importano i soldi spesi, troppo o pochi, perché alla fine tutto questo lo facciamo per quello che succede in campo, non in banca.

ATALANTA 7

Era difficile migliorare, e del resto la formazione titolare è rimasta quella. LA cessione di Castagne ci può stare, l’incasso per Traoré è ottimo, ma soprattutto: Miranchuk è un trequartista pronto subito, Pessina è rientrato alla base dopo aver fatto benissimo, Piccini e Romero hanno irrobustito i cambi in difesa, e Lammers là davanti promette benissimo.

BENEVENTO 7

Il gap con le altre c’è ancora, ma di tutte le neopromosse è sicuramente quella che si è mossa con maggiore concretezza. Iago Falque sposta equilibri, Glik regala esperienza, Ionita movimento in mezzo, e tra Lapadula e Caprari ha incorporato gente che regala gol utili e che è ambientata con la lotta di questo genere.

BOLOGNA 6

La piazza è scontenta e si può capire, perché si è spostato di poco il livello verso l’alto. Quantomeno la rosa non si è impoverita (anche se rimane un mistero il prestito con diritto di riscatto di Juwara). Occhio al giovane Vignato, uno che ha numeri non comuni. Sicurezza con De Silvestri, e interessante il guizzante terzino Hickey.

CAGLIARI 4

Ma come, direte: il Cagliari prende Godin, il suo acquisto più importante dai tempi di Zola nel 2003 o di Francescoli nel 1990, e tu gli dai solo 4? Il problema è che di sostanzioso ha preso solo Godin (che è una roba stellare) ma nel frattempo ha perso Nainggolan, Ionita, Cigarini e Luca Pellegrini, e già faticava parecchi ad andare in porta.

CROTONE 6

Ha smosso tantissimo, sapendo che c’era un sacco di lavoro da fare. E non è detto che sia sufficiente. Il fiore all’occhiello è Cigarini, che può comandare le operazioni con livello non da zona retrocessione, interessanti gli arrivi di Magallan e Riviere, nonché di Petriccione, Luperto e Dragus. Ma è tutto una grande scommessa.

FIORENTINA 7

Certo perdere Chiesa vuol dire rinunciare a uno dei pochi in Italia capaci di creare superiorità numerica, però ha operato bene a centrocampo con Amrabat, Biraghi, Bonaventura e Callejon, e con Martinez Quarta in difesa. Rimane il neo della mancanza del bomberone, che mortifica le velleità della Fiorentina.

GENOA 7

Solite porte girevoli, che se le cose vanno bene continuano a scorrere a gennaio. Però in mezzo al traffico il Genoa piazza sempre genialate tra l’hipster e il nostalgico, che a volte svoltano la stagione e altre volte ti fanno sfiorare la Serie B. La più interessante è il ritorno di Zajc in Italia, la più inaspettata è la chiamata del nazionale Zappacosta, la più sicura sembra l’approdo di Luca Pellegrini.

INTER 7

Con Hakimi e Vidal ha piazzato due dei colpi più importanti in assoluto. Con Nainggolan, Perisic e Kolarov ha allungato alla grande la panchina. Con Darmian ha preso un quasi titolare. Dal punto di vista numerico però perdendo Godin, Candreva e Biraghi si era resa necessaria certi acquisti o permanenze. Alla fine ottiene un rosa che ha quasi tutto e se la gioca con la Juve alla pari per essere più la completa, sperando di aver fatto bene i propri calcoli in difesa.

JUVENTUS 5.5

Ha fatto un mercato di sostituzione, simile a quello dell’Inter dell’anno scorso. Fuori Higuain, dentro Morata. Fuori Pjanic, dentro Arthur. Fuori Douglas Costa, dentro Chiesa. Fuori Matuidi, dentro McKennie. E poi c’è Kulusevski, il cui grado di impatto negli anni darà il vero voto a questo mercato. In generale forse il livello non si è alzato sull’immediato, ma stavolta la Juve ha fatto un mercato diverso, a lunga gittata, con tre titolari per un decennio.

LAZIO 6.5

Con Muriqi e Fares si potrebbe essere andati a incidere su due caselle deboli tra i titolari, e Reina è un secondo titolare. Il problema però è che in sé è un mercato decente ma deludente, perché in verità l’anno scorso la Lazio era andata oltre le proprie possibilità, e quest’anno si aggiunge la Champions. Insomma l’errore è considerare che lottare per lo scudetto per la Lazio fosse la normalità, e non una piacevole sorpresa.

MILAN 6

Nel segno di quanto è stato fatto, si è andato a cercare sangue giovane che gettasse le basi. Tonali è stato il capolavoro di Maldini, accostato da prospetti interessanti come Brahim Diaz, Hauge e Diogo Dalot. Manca però un bel po’ di esperienza in mezzo, e manca soprattutto un altro centrale difensivo di sicuro affidamento, che sarà una trascurabile dimenticanza solo se Gabbia si rivelasse credibile.

NAPOLI 6.5

Ha speso tanto e con senno, ha anche perso però due pedine con uno peso specifico d’esperienza notevole. Ovvio che parecchio dipenda dalla stagione di Osimhen, e le premesse sono ottime. Ma con Rrahmani, Petagna e Bakayoko ha introdotto un cambio all’altezza in ogni reparto, anzi dei titolari bis. Le partenze di Callejon e Allan si faranno sentire nei momenti in cui serve sangue freddo, ma anche qui è un mercato a lungo termine.

PARMA 4.5

In bocca al lupo, ne ha davvero bisogno. Ha comprato molto alla fine, ma una serie di giocatori dal rendimento tutto da verificare. Nel frattempo però perdere Kulusevski e Darmian senza rimpiazzarli adeguatamente vuol dire smantellare gran parte dello sviluppo offensivo. L’ossatura c’è, ma rischia di andare in sofferenza.

ROMA 6

Il colpo di reni finale su Smalling (un giorno ci spiegheranno in che lista era finito il suo nome) rende il mercato sufficiente, e anzi con Kumbulla la difesa diventa l’ultima delle preoccupazioni. Rimane invece quella sui portieri, mentre in attacco Pedro rimane un colpo sottovalutato, ma si è assottigliata la scelta con la partenza di Under e Kluivert.

SAMPDORIA 6.5

Nell’ultima settimana ha smosso un mercato altrimenti immobile: Candreva, Balde Keita e Adrien Silva è gente che ti porta più su in classifica se ti dà il proprio rendimento atteso, soprattutto Candreva. Ha svuotato un po’ la rotazione difensiva confidando forse nelle arti di Ranieri capace di farti stare sempre dritto anche con una scarpa e una ciabatta.

SASSUOLO 5.5

Nei tanti movimenti in verità è stato fermo sul posto: perché non è arrivato nessuno di rilevante, quantomeno non nell’immediato tranne Ayhan, e nessuno è partito. A ben vedere però è già parecchio per il Sassuolo, che prova la mossa Atalanta dell’anno scorso, ovvero vedere l’effetto che fa a confermare per due anni la stessa squadra.

SPEZIA 5

Aveva un mare da attraversare a nuoto, lei che un mese fa si giocava ancora la finale di play-off. Ed è ovvio, se ieri nuotavi in vasca corta, non ti puoi di colpo inventare fondista, anche se Italiano già fa vedere di nuotare in bello stile. Praticamente otto/undicesimi dei titolari sono nuovi, ma tutta gente da plasmare e adattare.




TORINO 5.5

Le uscite rilevanti sono state quelle di Iago Falque, Berenguer e De Silvestri; le entrate che hanno un’incidenza Linetty, Bonazzoli e Gojak. Si è provato un travaso della Sampdoria, si è perso un sacco di tempo appresso a Ramirez, alla fine per l’ennesimo anno consecutivo rimane la sensazione di una squadra che si accontenta.

UDINESE 6

Il colpo di fine sessione di Deulofeu fa meritare la sufficienza a una sessione altrimenti incolore, dove si è soprattutto tentato di piazzare De Paul inutilmente. Occhio anche alle uscite di Troost-Ekonge e soprattutto Fofana, mentre all’eterna promessa Forestieri si sono aggiunti Pereyra, Arslan e il prospetto di Ouwejan.

VERONA 3.5

Provaci ancora, Ivan. Siccome l’anno scorso Juric aveva fatto un miracolo hard-discount, la società allora gli ha alzato l’asticella e prova a fargli ripetere la cosa in versione baratto o quasi. Sono andati via tutti i protagonisti: Amrabat, Pessina, Rrahmani, Kumbulla, e tranne Benassi e Kalinic gli altri sono tutti da inventare. Ma tu provaci ancora, Ivan

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