HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
TUTTOmercatoWEB.com: notizie di calcio e calciomercato
 
SONDAGGIO
L'Italia di Mancini può vincere l'Europeo?
  Sì: ha dimostrato di essere all'altezza delle migliori
  Sì ma solo con un sorteggio favorevole
  Serve un miracolo, è ancora presto
  No: il girone era facile e il vero valore è sempre lo stesso

La Giovane Italia
Editoriale

Conte e la lezione dell'Inter alla Serie A. Sarri resta ancora una splendida scommessa. Che succede ad Ancelotti e al Napoli?

Nato a Firenze il 5 maggio del 1985, è caporedattore e inviato di Tuttomercatoweb.com. In passato sulle frequenze di Radio Sportiva e RMC Sport, è stato firma per Il Messaggero e per La Nazione.
06.10.2019 09:05 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 36568 volte

Quanto conta un allenatore, nel rendimento di una squadra? Nelle partite e nei campionati? Domande, non risposte. Trovarle è sempre stata un arcano, quando sembrava d'avere il Graal è arrivato il santone a sovvertire le gerarchie. Un'annata a raccontare un altro percorso, un'altra verità. C'è però la matematica, ad aiutarci. L'allenatore vincente è in una squadra vincente, non per caso ma per merito. E' semmai strano il contrario, sicché non stupisca se l'Inter stavolta ha deciso di dare una lezione a tutti. Di prendere uno che è un assioma, che sta ai successi come alla fame, alla voglia. Due giorni fa Leonardo Bonucci, suo pretoriano, ora capitano ma da avversario, l'ha raccontato nel modo perfetto e più appropriato, disegnandone un affresco. "Ci ha trasmesso fame, voglia di non mollare mai, la mentalità che ti permette di andare oltre i fastidi per arrivare all'obiettivo. Ci ha inculcato questo dal primo giorno, Conte è stato perfetto per quella Juventus". Conte era perfetto per la Juventus post sprofondo, post Calciopoli, di quella che aveva scavato dopo il buio e che poi era risalita. Conte è perfetto per questa Inter, schiacciata, sportivamente umiliata e calpestata in Italia dalla Vecchia Signora. Che vince da troppi anni, nelle menti e nelle idee nerazzurre, per non provare a trovare la giusta medicina per ribaltare le gerarchie. Ecco perché Conte. L'esempio massimo che viene in mente, di questa cura d'impatto, è raffigurato dallo sguardo, dalle corse e dai cross di Antonio Candreva. Con Luciano Spalletti, che era allenatore, gestore e motivatore, era in declino. Conte è di più. Plasma e carica, se per lui sei disposto a gettarti nel fuoco, e di giocatori buoni, non di fuoriclasse, è piena la sua storia. Li ha migliorati, non solo allenati, gestiti e motivati. Candreva è la fotografia dell'Inter contiana e per questo Suning ha fatto il miglior colpo della sua recente storia, più di Luka Modric, di un altro campione, un colpo degno dell'arrivo di José Mourinho.

Sarri resta ancora una splendida scommessa Il giudizio sulla Juventus resta quello dell'inizio, inevitabile: Maurizio Sarri meritava un'opportunità simile, dopo la gavetta della polvere, della gloria di provincia e dei quasi. Però resta ancora una splendida scommessa. Splendida perché Sarri è una filosofia e un modo di pensare al bel calcio, più che al calcio bello. L'estetica viene prima, il risultato di conseguenza, l'una non esclude l'altra ma la include nelle idee dell'allenatore toscano. Solo che ancora resta un quasi, un qualcosa in forse, in divenire, e chissà se lo sarà. Perché l'Inter ha preso Conte e per i motivi di cui sopra, e oggi vedremo se anche nell'incontro tra filosofie e storie, non è più distante chilometri ma metri. Forse centimetri. Magari proprio oggi a San Siro finirà in una Caporetto per Conte oppure viceversa ma una rondine non fa primavera. Il giudizio non cambierà ma certamente instraderà quello che sarà. Maurizio Sarri, per adesso, fino ad adesso, resta una scommessa, non solo splendida. Perché i progetti chiedono tempo e i bilanci, Cristiano Ronaldo, la Juventus e la sua filosofia, non ne hanno. Non ne possono avere. Vincono e devono farlo, ora, subito, adesso. Sarri è filosofia, appunto, e la sensazione di sottofondo che non combaci con il pragmatismo della Juventus. E' una sensazione che rimane vivida, ancora, anche adesso che ha saputo adattarsi ai giocatori, ai campioni, scegliere dalla lunga lista. E' scemata col tempo, l'Inter può essere il giusto passaggio per indirizzarla ancora.

Che succede ad Ancelotti e al Napoli? L'ultimo capitolo è ancora fatto di pagine, non di una storia. Però la domanda nasce, spontanea. E' da Scudetto? O sta soffrendo il ruolo di terza, l'intromissione dell'Inter che nell'immaginario e pure in classifica l'ha superato? Aurelio De Laurentiis ha vissuto un'estate dove ha mancato il grandissimo colpo ma ha preso Manolas e Lozano. Se il primo sta registrando, il tempo è dalla loro, gli automatismi con Koulibaly, il secondo ha sempre giocato da esterno nei tre ma con quel modulo adesso il Napoli non gioca. C'è il caso Lorenzo Insigne, che non sembra soddisfatto della sua gestione, capitano per due volte fuori e nell'ultima in tribuna. Lo schema di oggi forse lo penalizza? Lo spettro dell'ultima stagione con Benitez c'è, ne è conscio anche il ragazzo. Milik è rimasto, ha giocato più sottopunta con Llorente e ariete col messicano. Però deve ancora sbloccarsi e la sensazione è che in troppi non stiano giocando nel proprio ruolo ideale. Devono adattarsi loro ad Ancelotti o viceversa? Oppure in estate, come ha fatto l'Inter con Perisic, forse unica tra le grandi, risolvere il problema prendendo giocatori adatti e perfetti per i rispettivi ruoli? Tante domande. Troppe. Però quando ragioni di allenatori è così, in fondo. Non c'è mai una strada univoca. La scelta di Ancelotti al Napoli è andata in quella giusta, ovvero prendere un vincente per vincere. Ad oggi, però, le strategie delle società e delle dirigenze, sembrano dare ragione all'Inter e alla Juventus.


TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

A Napoli ancora parole. Gennaio e un mercato difficile: Inter e Milan. Con una Nazionale rinata 21.11 - Le considerazioni di Edoardo De Laurentiis non possono che riaprire il fronte in casa Napoli, quando sembrava che il tempo, la pausa della Nazionale, alcune dichiarazioni social di giocatori rappresentativi come Koulibaly, l’intrvento di Ancelotti (che rivendica le ragioni del Napoli...

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Boom: Mourinho nuovo allenatore del Tottenham! E che riduzione d’ingaggio ha accettato! Conte migliore di Sarri finora, ma sono altri due i migliori in assoluto: i voti dopo il primo terzo di campionato 20.11 - Se pensavate che in Inghilterra fosse più facile fare l’allenatore, chiedere a Mauricio Pochettino. In un qualsiasi martedì di una pausa internazionale, quando a dire il vero la pausa sta già per finire, il Tottenham lo lascia a casa, lui con il suo stipendio da 13 milioni di euro...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: l'ipotesi Rakitic e un numero che spaventa. Milan: Ibra, Piatek, Paquetà e le mosse del Diavolo. Inter: il caso-Gabigol. Italia: Mancini "oltre" i risultati 19.11 - Siccome siamo in drammatico regime di pausa per le nazionali e non abbiamo veramente nulla da dire (apprezzate la grande onestà intellettuale: nulla-da-dire) facciamo una cosa facile-facile: scorriamo i principali siti pallonari e commentiamo quel che c’è. Sì, è vero, non si fa, ma...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

Bravo De Laurentiis, adesso vai fino in fondo. Aspettando De Ligt e Rabiot... ad oggi i conti non tornano. Boga, la prossima plusvalenza del Sassuolo. Serie C a picco: ora tocca al Rieti 18.11 - Il 5% della multa, il collegio sindacale, il sogno di decurtare il 50% dall'ultima mensilità e trovare qualche cavillo sui diritti di immagine. Signori, tanto di cappello davanti ad Aurelio De Laurentiis. Proprio la scorsa settimana avevamo invitato il numero 1 del Napoli a prendere...

Editoriale DI: Marco Conterio

L'insensata ossessione per la convocazione azzurra di Mario Balotelli e le ragioni di Mancini. Intanto il ct ha praticamente già scelto la rosa per l'Europeo 17.11 - La domanda sgorga quasi spontanea, per abitudine e per sensazionalismo. "Balotelli?". Roberto Mancini che ha tanto pelo sullo stomaco quanto ciuffo, è ben abituato e preparato. Risponde che in questa Italia non c'è posto per Mario, quello che è la storia esatta di mille però, di altrettanti...

Editoriale DI: Niccolò Ceccarini

Ibra, in Italia Milan o Bologna. Maldini e Boban a caccia di rinforzi: Demiral in difesa, Xhaka o Strootman a centrocampo. L’Inter ripensa a De Paul ma servono 30 milioni. Florenzi, il futuro tra un mese 16.11 - Sosta uguale punto di mercato inevitabile. I preparativi sono iniziati. Comincio da Ibrahimovic. Il campione svedese non ha fretta di decidere, sceglierà il suo futuro solo poco prima di Natale. La situazione al momento è questa. Il Bologna in Italia è l’unico club che sta trattando...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

Ronaldo fa il Fenomeno e risponde a Sarri con una tripletta. Ma non stava male? Ibra al Milan con Raiola che piazza Suso e Donnarumma. Napoli, ecco perché Adl può vendere allo sceicco Al Thani 15.11 - Della serie alzati e cammina, Cristiano Ronaldo ieri sera in nazionale ha segnato una tripletta alla Lituania. Abbiamo il forte sospetto che andando in Portogallo abbia allungato un po’ il viaggio passando da Lourdes, altrimenti fatichiamo a capire cosa possa essere successo da domenica...

Editoriale DI: Luca Marchetti

È tempo di riflessioni, per mercato invernale e futuro in generale... all’insegna del prestito? 14.11 - Durante la pausa della Nazionale è sempre tempo di riflessioni in ogni società, per cercare di programmare al meglio il mercato invernale e per cercadi risolvere i problemi. Chi ne ha - al momento - più di tutti è il Napoli che deve cercare di sbrogliauna matassa piuttosto complicata....

Editoriale DI: Tancredi Palmeri

Cristiano Ronaldo è più grande della Juventus, e la Juve lo ha accettato. Ok il marketing, ma è venuto per la Champions League: per vincerla si perdona di tutto. Sarri-Allegri: dopo 3 mesi cosa è cambiato? 13.11 - Non è la prima volta che succede, e non è certo la fine del mondo del calcio, né tantomeno del mondo juventino, né tantomeno del mondo cristianoronaldiano. Un giocatore, stellare e acclamato, che esce in disaccordo per una decisione, e tira dritto per gli spogliatoi, incazzato per...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Juve: Ronaldo e gli effetti collaterali generati da un giocatore diverso dagli altri. Inter: la "pace" di Conte e i 2 colpi sul mercato. Milan: senza attacco non si va lontano, serve "quel" nome. E... bentornato Andrea 12.11 - Ben trovati. Sapete molto bene quanto da queste parti apprezziamo le pause per la Nazionale. Moltissimo. Ecco, esatto, in regime di “pausa” viene fuori un po’ di tutto: ci si annoia, saltano fuori le balle di mercato, si esasperano le polemiche e così via. In questo specifico caso...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510