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Dybala ha detto no all’Inter! Ecco i dettagli. La Juventus può perderlo, ma ecco le squadre in Premier per Paulo. Real Madrid insiste per Icardi, e venerdì è lcardi-day: quello che succederà, da cui dipende il futuro

Dybala ha detto no all’Inter! Ecco i dettagli. La Juventus può perderlo, ma ecco le squadre in Premier per Paulo. Real Madrid insiste per Icardi, e venerdì è lcardi-day: quello che succederà, da cui dipende il futuroTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 20 marzo 2019 00:00Editoriale
di Tancredi Palmeri

Essere interista non è mai normale, come recita lo stesso inno nerazzurro. E così può capitare che al giovedì ti umilino in casa in Europa League, e poi alla domenica tu giochi uno dei derby più gagliardi degli ultimi anni e in una delle condizioni più difficili.
Allo stesso modo, può capitare che poi ti svegli la mattina del martedì sognando una risoluzione in un altro modo soddisfacente del caso Icardi, magari scambiandolo con Dybala, così come hanno aperto i giornali martedì mattina, e poi tu vada a letto e ti risvegli in tutt’altra maniera.

Azzeriamo la filosofia, e posto alla cronaca: Paulo Dybala ha rifiutato l’Inter!
Ma ricostruiamo prima il milieau: la boutade di Marotta per rispondere a Paratici non era una boutade, l’Inter pensa veramente a uno scambio con la Juventus, a cui la Juve dovrebbe aggiungere un conguaglio di qualche decina di milioni, ma soprattutto con la libertà di poter affibbiare a entrambi i giocatori la valutazione che si crede cosicché da operare una plusvalenza sostanziosa, che come si è visto con le varie operazioni di febbraio della Juve, è assolutamente necessaria a Torino.
La Juve in principio non vorrebbe vendere Dybala, ma in cambio di Icardi potrebbe accettare, e soprattutto deve maneggiare una situazione spinosa perché Dybala non ne può più dopo le ripetute esclusioni da parte di Allegri, ultima e più clamorosa quella contro l’Atletico, ma finché i risultati confortano deve ingoiarsi il proprio malcontento.

L’opzione Inter è stata ricevuta dall’entourage e vagliata dal giocatore, e il fantasista argentino non si ritiene interessato all’Inter: valuta come un salto indietro dal punto di vista sportivo, come i risultati espongono ovviamente. Non consideriamo poi quello che sarebbe il nodo contrattuale: Dybala prende 7 milioni netti senza bonus, cambiare per l’Inter significherebbe un aumento a non meno di 8.5/9 milioni, sembra strano che l’Inter possa accordare uno stipendio simile per un giocatore che ha fatto 56 gol negli ultimi 4 anni, dopo aver tentennato per offrirne anche solo 7 di milioni a chi ha già in casa e che nello stesso lasso di tempo di gol ne ha fatti 78, ovvero quasi il 50% in più.

Ma il nodo contrattuale sarebbe conseguente: prima c’è lo scoglio della volontà di Dybala.
L’Inter vuole, la Juventus potrebbe, Dybala ha detto no.
Il 9 bianconero vuole comunque andare via, ma il Barcellona che si era fatto vivo due anni fa non si è più manifestato. Il Real Madrid che pure vagliò la situazione in quello stesso tempo, per ora nemmeno si è fatto vivo, dando precedenza a Eriksen (probabile) e Hazard (possibile).
Per Dybala però c’è l’interesse, presente anche se ancora non concreto, dell’Inghilterra, e specialmente del Manchester United, il più continuo. Anche se nell’ombra anche il Manchester City in passato ha chiesto informazioni. Lo United però è quello con cui i contatti sono tuttora più frequenti, e allora si capisce che il no di Dybala all’Inter non sia soltanto motivato dalla differente competitività offerte dai nerazzurri, ma anche dall’alternativa inglese, possibile anche se ancora non concreta.

La notizia comunque del momento è che Dybala ha declinato l’Inter.
Vedremo se i nerazzurri insisteranno, e se in quel caso cambierà idea.

La settimana scorsa abbiamo dato la notizia esclusiva dei contatti tra Real Madrid e Icardi, e della disponibilità ad aumentare l’offerta del Napoli di 9 milioni. C’è un aggiornamento: all’interno del club negli ultimi giorni si è vagliato ulteriormente l’affare Icardi, e la valutazione è positiva, per due motivi principali: aspetto tecnico, perché c’è la necessità di un bomber; e aspetto finanziario, perché si ritiene che la situazione Icardi può fare abbattere il costo fino a 80 milioni circa, rispetto ai 160 milioni di clausola che invece Icardi avrebbe voluto nel contratto e che non si discosta di molto dalla valutazione che il Real Madrid pensava di ricevere sul bomber argentino.
Più che una cessione da parte dell’Inter, si tratterebbe di una svendita…

Rimangono però ancora 2 mesi di storia da concludere tra Icardi e l’Inter. E che l’argentino possa rivedere il campo dipende praticamente solo da venerdì: -48 ore all’Icardi-day.
Non è vero che sia già sicuro rivedere Icardi allenersi.
Tutto dipende dalla riunione prima del weekend: finalmente sarà presente anche Steven Zhang, oltre a Icardi e Marotta, e a sorpresa anche Spalletti.
Il presidente condurrà la riunione, ed è surreale pensare che né Icardi né Spalletti parlino inglese per interloquire direttamente (oddio, il mister un po’ di conversazione riesce anche a farla).
Sarà un bel match riuscire a mediare tra l’orgoglio dei due. La fascia di capitano non torna e non tornerà, Spalletti si sente in condizioni di assoluto potere dopo il derby, ma Icardi vuole un passo della società per sentirsi restituito un po’ di onore. Come, è davvero difficile prevederlo.
Probabile che voglia più che altro delle garanzie morali da Spalletti di fronte al presidente.

Però certo, se si rivedrà Icardi in campo dipende solo dall’esito della riunione di venerdì (e sempre che non venga annullata).

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