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Editoriale

Ecco la situazione allenatori: Juventus: Allegri confermato, se non ci sono fratture. Inter: Conte, se Zhang decide. Milan: Di Francesco, Champions o no. Roma: Sarri, se Marina si arrabbia

08.05.2019 00:00 di Tancredi Palmeri  Twitter:    articolo letto 24787 volte

Klopp logora chi non ce l’ha. L’ultima volta che un allenatore paradisiaco come il tedesco è arrivato in Italia, dopo in Italia è arrivata anche la Champions, l’ultima. Esportiamo eccellenza in panchina, ma gli stranieri eccellenti non vengono più da noi in panchina. L’ultimo fu Mourinho, ma almeno possiamo arraparci con il football eccitante che Klopp ha sbattuto in faccia al mondo: niente menate su assenze, ranking, risultati, ma ritmo e mentalità.
Un eccellente però potrebbe tornare, Antonio Conte. Alla Roma, sappiamo di no. Potenzialmente possibile su ciascuna delle panchine delle tre grandi, ma vediamo com’è la situazione.

Juventus: Allegri confermato, se tutti fanno i buoni.
Tutto chiaro e liscio proprio non è, come si voleva fare intendere zero minuti dopo il tracollo con l’Ajax, pensando di pulire il disastro come si fa con una macchia leggera fa con l’acqua minerale. Inoltre c’è stato anche il falso allarme delle dimissioni minacciate da Allegri dopo l’andata con l’Atletico, rientrate per gentile intervento di soccorso di Andrea Agnelli.
Quando si vedranno per sto benedetto meeting lo sanno loro, ma si va avanti assieme, anche per mancanza di alternative.
Agnelli a marzo aveva contattato Zidane che aveva declinato e scelto immediatamente il Real Madrid; Deschamps che aveva rimandato a dopo Euro2020; Guardiola che aveva ringraziato e salutato.
Un commiato cordiale che aveva lasciato viva una speranza, e infatti si è tornati a chiedere la disponibilità, ma Guardiola a quanto mi risulta ha di nuovo opposto un gentilissimo “no, grazie”. E per quanto riguarda Conte, da quelle che sono le mie informazioni il contatto di massima c’è stato con Paratici, ma non c’è mai stato da parte di Andrea Agnelli. Dunque a questo benedetto incontro Allegri chiederà il suo aumento e un paio di garanzie tecniche, Agnelli chiederà un gioco più determinato. Il PSG non ha ancora deciso cosa farne di Tuchel, e allora né Agnelli né Allegri dovrebbero avere in mano opzioni migliori che vivere assieme.

Inter: Conte, se Zhang decide.
La margherita di Andonio ha il petalo più aulente in quello nerazzurro. Ma sto petalo ancora non riesce a staccarsi. La situazione è semplice: tra le italiane, la preferita di Conte è l’Inter. E l’Inter nella persona di Marotta, ha fatto sapere a Conte che se l’ultimo ostacolo è levato, allora nulla osta. E finora le uniche due alternative straniere, PSG e Bayern, non hanno ancora preso alcuna decisione. Ma il PSG vacilla, e se facesse la fatidica chiamata a Conte, indietro non si tornerebbe.
Per questo l’indecisione di Zhang nell’accendere l’opzione Conte rischia di essere fatale. Perché finora l’Inter ha un vantaggio su tutte, ma praticamente il PSG non si è mosso o quasi. Dovesse farlo, l’Inter non avrebbe la falcata per recuperare.
Cosa manca per decidere? La decisione… Semplicemente, questi sono i tempi tecnici della proprietà cinese nel ratificare le scelte: Marotta amministratore delegato è plenipotenziario, ma non esattamente esecutivo come Gazidis al Milan per esempio. Riunioni su riunioni, ping pong dalla Cina all’Italia e ritorno. Per Conte all’Inter manca la riunione fatale in cui Zhang dica: “Ok Conte” o “No, continuiamo con Spalletti”. Le cose a volte sono molto più semplici di quanto si possa immaginare…

Milan: Di Francesco il più papabile
La situazione più in evoluzione è al Milan, non solo per le montagne russe sul campo. Gattuso non rimarrà. Le possibilità di stipendio per l’allenatore, e di mercato da offrire, sono limitate. Questo restringe la rosa. L’opzione pacchetto completo da Lille Campos ds-Galtier allenatore è ancora in vigore, e perfettamente in stile con la società che disegnerebbe Gazidis a prescindere, ma è un’opzione che non si sblocca. Si stanno facendo per ora i conti senza Champions, con tutto quanto ne consegue. Il vorrei ma non posso è Conte, sondato da Maldini, ma non c’è stato minimamente un approccio deciso quanto l’Inter, e salvo terremoti non c’è margine per recuperare.
E lo stesso è stato fatto con Sarri, attorno al quale però ci sono troppe incognite, prima di tutte le disponibilità. Per questo Di Francesco, pista portata avanti nell’ultimo mese, è l’opzione più papabile, tra budget, margine di movimento, e possibilità di ricevere un assenso.

Roma: Sarri, se Marina si arrabbia
Magari a Sarri non farà piacere sentirsi il ripiego di Conte. Ma se al Chelsea faranno la follia di privarsi di lui senza capire i limiti di rosa, allora sarà proprio la Roma a dirigersi decisa. Il progetto tecnico piace, fatto salvo la cessione importante che si dovrà attuare (o le due cessioni, in caso di mancata qualificazione Champions). Il budget per coprire lo stipendio c’è, visto che si tratterebbe della metà offerta a Conte. E non c’e nemmeno rischio di concorrenza spietata, come invece vissuto con Conte. Insomma, il futuro di Roma dipende più da Marina Granovskaja, che sentirà l’ebbrezza di avere potere su Londra e Roma. Zarina, altro che la Regina Elisabetta.


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