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La Giovane Italia
Editoriale

Icardi, ultimo no: resta all’Inter. Cerchera’ di svincolarsi con le vie legali. Ma la Juve lascia ancora libera la maglia numero 9 e lo aspetta. Lo scambio con Dybala unica strada. Il Napoli ha mollato Maurito, bloccato Llorente

23.08.2019 11:22 di Enzo Bucchioni   articolo letto 113263 volte
Icardi, ultimo no: resta all’Inter. Cerchera’ di svincolarsi con le vie legali. Ma la Juve lascia ancora libera la maglia numero 9 e lo aspetta. Lo scambio con Dybala unica strada. Il Napoli ha mollato Maurito, bloccato Llorente

La foto postata da Mauro Icardi nella sua nuova casa milanese, con tanto di cappellino di protezione in testa, va letta e interpretata, non è una semplice roba social, ma un ultimo, risolutivo messaggio ben preciso per tutti: da Milano non mi muovo, questa è la mia città, la mia casa e l’Inter la mia squadra.
Forse Icardi del cappellino di protezione potrebbe anche fare a meno, ha la testa durissima e ormai questa sembra l’unica certezza di una vicenda calcistica sempre più incredibile. Nessuno convincerà Icardi a lasciare l’Inter, questo ormai è evidente. Nè la Roma, né il Monaco, neppure il Napoli che ieri si è arreso ed ha mollato la presa. Neppure Wanda che pure con il Napoli ha trattato. Nessuna offerta milionaria lo farà vacillare, il suo orgoglio vince su tutto e tutti. Va avanti per una strada tracciata da tempo e ben nota. Restare all’Inter era e resta il suo obiettivo con una unica possibilità alternativa: passare alla Juventus. In pratica un cul de sac nel quale si sono infilati tutti da mesi e dal quale sembra impossibile uscire in dieci giorni, da qui alla fine del mercato.
Che succederà?
Difficilissimo smuovere il giocatore, farlo ragionare. S’è indurito. La determinazione di Icardi sta passando dal braccio di ferro alla guerra vera e propria. A Icardi, Wanda e il suo entourage non resta altro, a breve, che valutare tutte le possibilità per intentare una causa per mobbing con l’obiettivo di ottenere nel giro di qualche mese lo svincolo d’autorità. Una strada lunga e difficile, anche dolorosa, già intrapresa da altri (Pandev ad esempio). Una decisione estrema che magari potrebbe anche un finale positivo per il giocatore, ammesso e non concesso, non lo sappiamo, ma che rischia fortemente di frenarne la carriera.
L’Inter però sa di questa possibilità e non si farà trovare impreparata. Sa benissimo che ci sono delle regole da rispettare in termini di convocazioni, di presenze e quant’altro. Sa bene che Icardi deve lavorare con gli altri e infatti ogni giorno si allena con i compagni salvo non partecipare alle riunioni o esercitazioni tattiche. Una situazione border-line.
Come mai un giocatore della sua importanza sia finito in questa situazione è la cosa più incredibile, ma le responsabilità sono evidenti. L’inadeguatezza della strategia va attribuita alla gestione del calciatore. Nessuno qui è maschilista, ma Wanda Nara non ha la forza di affrontare una vicenda più grande di lei. E’ un procuratore a livello familiare, se Icardi fosse stato con un Mendes o un Raiola, gente con grande potere e rapporti forti a tutti i livelli, di sicuro per un giocatore dal grande mercato una soluzione si sarebbe trovata. Wanda Nara non ha la forza di alzare il telefono e chiamare, per esempio, un Florentino Perez. E se anche l’avesse non porterebbe a nulla perchè certe operazioni vanno preparate diplomaticamente, mettendo in piedi giri e scambi di giocatori, regalando opportunità e convenienze a tutti gli attori della vicenda. Tutta roba che Wanda, nel suo piccolo, non può fare.
Così si va avanti con l’idea perdente di rimanere all’Inter per “fargliela vedere”, per una questione di orgoglio, o al massimo si pensa alla Juve che da un anno corteggia Maurito con promesse che non riesce a mantenere. E’ ovvio e non è un mistero che Icardi alla Juve andrebbe (Torino è vicina) e che la Juve lo prenderebbe, non a caso la maglia numero 9 non ha un padrone, ma è altrettanto ovvio che le difficoltà oggi siano enormi. Forse insormontabili.
C’è solo una strada: fare lo scambio con Dybala. Marotta ha ottenuto perfino l’ok del fantasista argentino che un anno fa, invece, all’Inter disse no. Ma oggi dare Dybala all’Inter vorrebbe dire fare ai nerazzurri un favore enorme. Oltre a dargli un giocatore di qualità assoluta, ideale per giocare in coppia con Lukaku come seconda punta nel 3-5-2, la Juve risolverebbe all’Inter anche la grana Icardi. Eppure Paratici ci pensa, è tentato, quasi una mossa della disperazione. Non a caso è tornato a incontrare Giuffrida, l’intermediario che tratta la vicenda per conto dell’Inter. Si troverà una soluzione capace di accontentare tutti? Dura. La Juve ha anche altri problemi come cedere Mandzukic, Higuain e non solo, per ragioni di bilancio. Farebbe più comodo dare Dybala al Psg, per esempio, portando a casa una bella plusvalenza. Magari aspettando di prendere Icardi in un altro momento, forse a gennaio se l’Inter dovesse abbassare le pretese economiche. Ma non lo farà. Arrivare a scadenza nel 2021 è un altro pensiero che gira in testa a Icardi, ma potrebbe essere una follia. Una inattività così prolungata nessuno può permettersela.
Dopo la Roma, l’ultimo che ha detto stop e s’è tirato fuori da questa vicenda che potrebbe ispirare il teatro dell’assurdo, è De Laurentiis. L’ultimatum dato a Icardi è scaduto ieri, il Napoli ora ha bloccato Fernando Llorente e dopo aver preso Lozano spera ancora che alla fine Perez ceda James Rodriguez.
Tornando in casa Inter, dovrebbe chiudersi oggi l’affare Sanchez, non è stato facile sistemare tutto il passaggio dal punto di vista burocratico fra stipendio da suddividere, clausole future, bonus e quant’altro. Alla stretta finale anche lo scambio di prestiti Dalbert-Biraghi. Fino a ieri il brasiliano s’era intestardito nel voler tornare al Nizza, ieri a riaperto alla Fiorentina e la vicenda potrebbe chiudersi già oggi anche se Pradè nel frattempo s’era guardato attorno studiando anche altre soluzioni come Raphinha dello Sporting Lisbona. Si sta trattando per un prestito da tre milioni più riscatto a tredici l’anno prossimo. A Montella piace moltissimo.
A proposito di Fiorentina, ieri sera quindicimila persone in delirio hanno accolto Ribery nello stadio Franchi. America pura, stile hollywoodiano. Il francese ha alzato l’asticella viola: voglio portare la Fiorentina fra le prime tre. Un bel messaggio per Rocco Commisso che deve ancora completare la squadra e in poche settimane è riuscito a far tornare l’entusiasmo a Firenze.
Chiusura con Vialli. Questa volta ce l’ha fatta a coronare il suo sogno, chiusi i preliminari di vendita con Ferrero (circa 120 milioni fra bonus ed altro), presto, entro un paio di settimane, diventerà presidente della Sampdoria. Una bella storia di calcio per l’uomo che alla Samp ha già portato lo scudetto.


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