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Editoriale

Juve: Allegri, i pretendenti al “trono” e l’incontro “nelle prossime ore”. Inter: Conte, Oriali e due mesi di parole. Milan: la colpa di Gattuso. Roma: Gasp in avvicinamento

14.05.2019 08:30 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 44157 volte
© foto di Alessio Alaimo

Buongiorno e buonasera a tutti, la parola d’ordine di oggi è “nelle prossime ore”.

“Nelle prossime ore” è il salvacondotto che permette a tutti noi di non sbagliare mai. Quando si incontrano Allegri e Agnelli? Nelle prossime ore. E intanto tutti noi diventiamo sempre più vecchi. Il giorno buono dovrebbe essere domani: molti buttano là dei nomi, disegnano scenari, ma sembra tutto un filo improvvisato (“Allegri non resterà e se resterà è perché bisogna attendere un anno per arrivare a Guardiola che al momento è il sogno proibito a meno che non si decida di puntare su Deschamps, oppure Sarri, speranze pure per Mihajlovic, ma anche per Sarrovich, l’ibrido serbo-italiano che piace molto a Nedved, ma non a Paratici, ma Agnelli deve decidere ecc… ecc… e, comunque, forse resta Allegri”). Altri, invece, rimangono fedeli al salvacondotto (Domanda: “Chi allenerà la Juve?”. Risposta: “Nelle prossime ore”).

ALLEGRI

E ci facciamo seri. Al momento sappiamo che: le speranze che Allegri e Agnelli trovino un accordo sono poche, ma non inesistenti. Seduto al famoso “tavolo” Allegri parlerà di mercato e di “filosofia di campo” (volete il bel calcio? Serve altro), Agnelli replicherà da par suo. La sensazione è che solo il presidente sia convinto di proseguire con l’allenatore degli ultimi 5 scudetti, mentre il resto dei regnanti (Nedved in testa) spinga per il cambio. Ebbene, sapete quando avremo delle risposte? Esatto.

SPALLETTI-CONTE

Di seguito riportiamo l’integrale delle barbosissime cose che abbiamo scritto su Tuttomercatoweb nel corso delle settimane sulla faccenda. E lo facciamo per dare un po’ di “ordine”.

9/4

Niente Mou e altri “si dice”: Inter e Conte sono in rapido avvicinamento. L’ex ct e Marotta hanno parlato ancora: c’è un accordo verbale che salvo sorprese diventerà “consistente” a campionato finito. Con Conte potrebbe tornare Lele Oriali (i due si trovarono magnificamente in azzurro) ma in questo caso il condizionale è d’obbligo

16/4

Marotta rispetta moltissimo il lavoro di Spalletti, ma questo non significa che non abbia mosso le sue pedine per ragionare su un’Inter che possa essere “la sua Inter”. E la sua Inter, Marotta, la immagina con Conte in panchina. I contatti con l’ex ct ci sono stati (anche di recente) e un accordo quanto a “disponibilità” è stato raggiunto. Questo non significa che sia tutto fatto: bisogna trovare un’intesa economica (nel caso anche con Spalletti, ovviamente) e, soprattutto, serve l’ok della famiglia Zhang. Totale: Marotta come tutti gli interisti attende la matematica qualificazione alla Champions (la cosa più importante), poi proverà a portare avanti il suo piano.

23/4

Spalletti, pur con qualche limite nella gestione del gruppo, sta portando la nave in porto. Se la società prenderà altre strade (continuano i contatti con Conte) lo farà per accelerare il processo di crescita, altrimenti l'Inter avrà la garanzia di poter ripartire da un gruppo rodato.

30/4

L’Inter un tecnico ce l’ha, si chiama Spalletti, ha due anni di contratto e anche in questa stagione sta raggiungendo l’obiettivo prefissato (qualificazione alla Champions). Marotta è stato chiaro: “Siamo sereni così”, ma è vero che con Conte ha parlato in più di un’occasione, così come è vero che sta pensando di convincere Lele Oriali a riformare quella coppia che tanto bene fece agli Europei di Francia.

7/5

L’Inter ha terminato il suo corteggiamento per Conte, ma non perché non sia più interessata al tecnico, semmai perché le parti hanno già un accordo. Lo scriviamo da un po’: si tratta di un patto “sulla parola” e, quindi, vale quel che vale, ma col passare del tempo si fa più solido. Resta da capire se le altre pretendenti – Roma su tutte - cercheranno in qualche modo “il sorpasso”, nel frattempo Marotta e Ausilio lavorano alla costruzione della “futura Inter”. Godin – oggi parlerà pubblicamente a Madrid - è il primo tassello, Barella il secondo, Dzeko l’attaccante più gradito in caso di arrivo del solito Conte (per Lukaku la strada è decisamente complicata per dieci milioni di motivi…), piace anche Gosens dell’Atalanta ma in questo caso siamo solo ai “beh, bel giocatore…”.

Totale: non ci sono novità. E sapete perché non ci sono novità? Perché l’Inter prima deve raggiungere matematicamente il suo obiettivo stagionale, che è la cosa più importante, altrimenti sono guai per l’allenatore vecchio, quello del futuro, i tifosi, tutti quanti. Altro che “toto-allenatore”…

GATTUSO

Su Gattuso la sentenza è scritta: lascerà il Milan qualunque sia il finale di campionato. E sapete perché? Perché è una persona intelligente. Ovviamente non dirà “vabbè, saluti a tutti” e lascerà che sia Leonardo a fare la prima mossa. Molti tra i tifosi rossoneri tifano per la “sostituzione”, almeno sul web (il web è misterioso, si leggono delle cose che poi nella vita reale mica si concretizzano) e sarebbe interessante capire “perché” ce l’hanno così tanto con il tecnico. Non so quanti saranno d’accordo, ma per chi scrive il Milan a inizio stagione era la quarta/quinta forza del campionato. E voi direte: sì, ma a gennaio i rossoneri hanno speso 80 milioni. Vero, ma il dato di fatto è che anche con i correttivi la squadra è rimasta la quarta/quinta forza del campionato. E infatti finirà quarta se sarà brava e un filo fortunata, o quinta se le stelle daranno un bel calcio nel culo al Diavolo. Gattuso ha commesso degli errori? Sì, come tutti. Il più grave? Addossarsi sempre tutte le colpe. A furia di dire “è tutta colpa mia” ha convinto quelli che non riescono ad andare oltre le parole…

PALERMO

Il Palermo finisce in serie C per una storia fumosa di illeciti e cose che capiscono solo quelli bravi.

Solo una considerazione: nella classifica dei tifosi costretti a soffrire a causa delle puttanate altrui, quelli dei rosanero sono come minimo in zona Champions. Ma come minimo…

GASPERINI

Il 26 marzo scorso scrivevamo, senza troppa convinzione: “Alcune voci vogliono Gasperini sulla panchina della Roma la prossima stagione”. Le voci si fanno insistenti.

ITALIA UNDER 17

L'Italia Under 17 batte il Portogallo 1-0 (26' Tongya), si qualifica per le semifinali dell'Europeo (sfideremo la Francia) e ci condanna a giorni interminabili in cui trionferà uno dei grandi classici della frase stra-fatta: "Tanto poi crescono e non li fanno giocare! Vergogna!”.

Del resto un bel “vergogna” non si rifiuta mai.


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