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Juve, ora Conte fa paura. Vertice con Agnelli: ultimatum a Sarri. Esonero se non elimina il Lione. Jorginho e Milik congelati. Le mani su Kroos. Inter sullo scudetto e vuole Kantè. Fiorentina, Commisso prova con Spalletti

Juve, ora Conte fa  paura. Vertice con Agnelli: ultimatum a Sarri. Esonero se non elimina il Lione. Jorginho e Milik congelati. Le mani su Kroos. Inter sullo scudetto e vuole Kantè. Fiorentina, Commisso prova con SpallettiTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
venerdì 17 luglio 2020 00:00Editoriale
di Enzo Bucchioni

Agnelli, Nedved e Paratici ieri hanno passato il pomeriggio attorno a un tavolo per capire cosa fare per ridare un senso a una Juve che un senso lo sta perdendo partita dopo partita. Due punti nelle ultime tre gare, nove gol subiti, poco gioco e scarsa personalità, non è questa la Juve sarriana che ci si aspettava, ma non può essere questa la Juve in assoluto. La peggiore degli ultimi otto anni. Ora anche lo scudetto può diventare un problema, battuta 4-0 la Spal, ora l’Inter a sei punti crede nella rimonta.

Che fare per rianimare la Juve? Cosa è stato deciso nel vertice dirigenziale?

Non c’è una ricetta, la situazione è complessa e non da oggi. Un incontro simile a quello di ieri c’era già stato dopo la sconfitta con il Napoli nella finale di coppa Italia. Allora si trovò un compromesso fra le idee di Sarri rigettate dal gruppo (il gioco prima di tutto) e quelle dei leader dello spogliatoio (affidiamoci ai campioni), ma anche il commissariamento del tecnico non ha dato i risultati sperati. I numeri raccontano di una Juventus in continuo peggioramento in tutti i parametri di valutazione, se pensiamo che il portiere Szczesny è stato il migliore contro il Sassuolo e in pratica ha salvato il risultato, come succede alle provinciali, s’è detto tutto. La Juve ha perso compattezza nella fase difensiva e personalità quando attacca. Se non arrivano le invenzioni di Dybala o di Cristiano, la manovra non sempre è fluida e ci sono pericolosi cali di tensione e concentrazione. E’ evidente, ma non da oggi, che sia in atto una sorta di rigetto del sarrismo e forse anche dei sistemi di Sarri, da parte dello spogliatoio, ma anche nel vertice di ieri non s’è analizzata la possibilità immediata di una decisione drastica. Qualcuno ha parlato di esonero con (addirittura) la squadra affidata a Buffon e Chiellini, ma certe soluzioni ardite non sono da Juventus, si cercherà piuttosto di capire dove poter intervenire, aggiustare il possibile, supportare Sarri e andare avanti il più possibile. Le decisioni drastiche arriveranno, ma non ora e non oggi.

Lo scudetto in fondo, se non ci saranno crolli verticali, è ancora alla portata della Juve con un finale di ordinaria amministrazione. Bastano nove punti che possono arrivare dagli scontri con Udinese, Sampdoria e Cagliari. Ma anche lunedì prossimo la Lazio non fa paura, la squadra di Inzaghi dopo il Coronavirus ha fatto peggio della Juve.

Il nono scudetto, con qualche fatica in più, si può conquistare, ma Agnelli, Nevded e Paratici sono invece molto preoccupati per la Champions League. L’eterno obiettivo della Juventus ha un appuntamento vicinissimo, il superamento degli ottavi con il Lione e il ritorno a Torino fissato per il sette agosto preoccupa moltissimo dopo la sconfitta dell’andata. E se è vero che il Lione è fermo da cinque mesi e non ha il ritmo partita, la Juve delle ultime settimane rischia davvero l’eliminazione. Per questo la società ha deciso di prendere in mano direttamente la situazione, ma anche di ricompattarsi per l’ultima volta attorno a Sarri che dovrà gestire con i vecchi dello spogliatoio.

Il Piano B scatterà invece se la Juventus non dovesse entrare nella Final Eight di Champions League, ecco, allora Sarri sarebbe esonerato.

E’ questa l’idea scaturita dal vertice di ieri che in sostanza ha congelato anche le operazioni di mercato. Il piano di fare una Juve con giocatori più sarriani per la prossima stagione, la volontà di accontentare il tecnico comprando Jorginho e Milik dopo Arthur e Kulusewski, è stato accantonato in attesa di capire. Oggi il futuro è un’incognita. Ma non basta, se Sarri dovesse essere davvero esonerato in agosto si aprirebbe un problema non da poco. Guardiola s’è chiamato fuori, Zidane ieri sera ha conquistato la Liga e i suoi alti e bassi con Florentino sono diventati ormai un classico, gestibili. Chi prendere allora? Come vi avevamo anticipato, sta arrivando Pirlo all’Under 23 , ma non è pronto per la prima squadra. I programmi sono quelli di farlo lavorare per almeno una stagione con i giovani, gli servirà per crescere. E allora? C’è da augurarsi solo che la squadra abbia una reazione perché sarebbe imbarazzante prendere per la seconda stagione consecutiva un allenatore che non è la prima scelta, solo perché gli altri hanno detto no.

Agnelli si è reso conto da tempo che la situazione si sta incartando, forse è davvero la fine di un ciclo decennale, ha pensato perfino al Grande Ritorno di Marotta, sta cambiando i dirigenti a vari livelli e avrebbe voglia di fare una vera e propria rivoluzione, ma c’è una stagione da portare a termine nel miglior modo possibile. Da Juve.

Agnelli sa anche che comunque questo nono scudetto non accontenterà il Popolo Bianconero, fra lo stop per la Pandemia e la mancanza di avversari, non è certo una stagione esaltante. Questo sarà uno scudetto minore.

Sarri o non Sarri l’organico è vecchio e da rivitalizzare. E forse alcuni obiettivi stanno già sfuggendo. E se su Haland si sta lavorando per convincere il Borussia a rivenderlo senza aspettare il 2022, Pogba ha invece deciso di rimanere a Manchester dove arriverà Allegri che di sicuro se la starà godendo. Volevano il gioco? Volevano lo spettacolo? Guardate cosa sta accadendo.

Sempre in tema mercato, i giornali spagnoli (per primo Don Balon) hanno scritto tre-quattro giorni fa che i bianconeri sarebbero vicini a Kroos, consigliato da Ronaldo. Le idee per rafforzarsi ci sono, ma a questo punto molto dipenderà dalla conferma o meno di Sarri e dai risultati in Champions. Tre settimane per decidere se il sarrismo per la Juventus è soltanto un’utopia o vale la pena provarci almeno per un altro anno.

Per l’Inter, invece, vale la pena provare a vincere lo scudetto. I nerazzurri si sono buttati via, forse non pensavano che anche la Juve potesse cedere, fatto sta che però adesso l’idea è tornata. Sei punti di distacco a cinque giornate dalla fine sono recuperabili e l’Inter vista ieri sera sembra crederci di più. Sottolineo sembra. Comunque resta un secondo posto che non è proprio roba da buttar via. Conte resterà, c’è stato un chiarimento. Vuole decidere con la società i giocatori da acquistare per evitare altrui casi Eriksen che anche ieri sera ha stentato. Per il centrocampo c’è un nome che Conte ha suggerito da tempo a Marotta, trattasi di N’Golo Kantè che al Chelsea era uno dei fedelissimi dell’allenatore ora nerazzurro. Se dovesse arrivare il francese, fra i sacrificati, nell’ennesima epurazione, potrebbe finire anche Brozovic.

Per il resto, in attesa di scoprire i piani di Rangnick nel Milan tedesco, c’è la Fiorentina che ormai virtualmente salva, deve scegliere in fretta l’allenatore. Juric aspetta, ma non solo lui. Rocco Commisso però ha un’idea in testa da tempo: convincere Spalletti. Prima di arrendersi vuole riprovarci direttamente e seriamente con un piano triennale per far tornare la Fiorentina fra le grandi.

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