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La Brexit regala un'occasione imperdibile e unica al mercato italiano. Adesso sarà possibile riprovare a prendere i nuovi Pogba e le seconde squadre diventano necessarie. Il filo sottile che unisce N'golo Kanté a Dragusin e allo scouting

La Brexit regala un'occasione imperdibile e unica al mercato italiano. Adesso sarà possibile riprovare a prendere i nuovi Pogba e le seconde squadre diventano necessarie. Il filo sottile che unisce N'golo Kanté a Dragusin e allo scoutingTUTTOmercatoWEB.com
domenica 06 dicembre 2020 08:09Editoriale
di Marco Conterio
Nato a Firenze il 5 maggio 1985, è caporedattore e inviato di Tuttomercatoweb.com. In passato firma per Il Messaggero e La Nazione, è stato conduttore su Radio Sportiva e RMC Sport

C'è un filo sottile che lega la riforma della Brexit inglese all'arrivo di N'golo Kanté al Leicester, l'innovazione e l'utilizzo dei dati per lo scouting e l'acquisto di Radu Dragusin da parte della Juventus. Un'occasione che l'Italia non deve farsi sfuggire e che parte da una vera e propria rottura rispetto al passato che riguarderà il Regno Unito. I punti salienti della riforma, in vigore e attuativa già per il mercato di gennaio saranno i seguenti:

- Tutti i giocatori dell'Unione Europea saranno considerati extracomunitari alla stregua di quelli degli altri continenti e Federazioni
- I club non potranno più tesserare calciatori Under 18 da altre Federazioni
- I club potranno tesserare al massimo tre giocatori Under 21 nella prossima finestra di mercato
- La concessione del work permit è legata a un sistema di punteggio matematico che riguarda club, Federazione, Nazionale di provenienza e risultati raggiunti

Il paradosso: Kanté al Leicester sarebbe impossibile Una rivoluzione vera e propria che creerà una spaccatura importante per il mercato non solo britannico ma internazionale. L'Inghilterra è la big spender per antonomasia, se consideriamo che solo nell'ultimo decennio nelle casse delle italiane sono arrivati oltre 700 milioni di euro dalla Premier League. Il fatto che i giocatori comunitari saranno equiparati agli extracomunitari, significa che si ridurrà di fatto l'acquisto talvolta irrazionale di calciatori. Tutt'altro: le grandi operazioni saranno sì possibili, perché nel conteggio dei punti non è così complicato ottenere un work permit se si gioca in una squadra di livello di un grande campionato e se si è, soprattutto, Nazionali. Però c'è anche un altro lato della medaglia che è un'opportunità imperdibile per le italiane: aggiornando delle operazioni del passato ai nuovi parametri, scopriamo che N'golo Kanté che dal Caen andò al Leicester raggiungerebbe soltanto 13 punti e non abbastanza per ottenere il permesso di lavoro. Come dire: uno dei migliori centrocampisti centrali dell'ultimo decennio, oggi non potrebbe ritentare l'avventura inglese. 12 punti per la percentuale di minutaggio ma 1 solo per come si è classificato il Caen. E stop. Non era ancora un perno della Francia, non giocava le Coppe e nessun'altra competizione capace di dargli punteggio.

Il debutto di Dragusin e il player trading In settimana ha esordito con la Juventus il centrale rumeno Radu Dragusin, che i bianconeri hanno preso per soli quarantamila euro dalle accademie in Romania. Dragusin è usualmente uno dei target per i campionati inglesi: giovane, grande fisico, basso costo, tanta resa. Le società britanniche hanno capito prima delle italiane la forza non solo dello scouting ma anche del player trading, ovvero dell'importanza di andare ad acquisire anche calciatori che non saranno forse mai parte integrante dell'ossatura della prima squadra ma che mandati a farsi le ossa in prestito acquisiscono valore tecnico ed economico. La Juventus, nel corso degli anni, è la società che più e meglio delle altre lo ha capito ma ancora non basta. Finora lo ha fatto prendendo alcuni dei migliori italiani, tra potenzialità tecniche e bilancio, ma gran parte delle operazioni sono state legate al territorio italiano.

Seconde squadre: adesso è l'ora giusta La Juventus U23 è un tentativo di entrare proprio in un mercato dove finora è stata superata su gran parte degli obiettivi da società internazionali, inglesi su tutte. Per questo il progetto potrà dirsi realmente iniziato una volta che raggiungerà la Serie B. Fino ad allora non sarà facile, se non impossibile, raggiungere un determinato tipo di calciatori. Il percorso che Andrea Pirlo sta facendo fare a Gianluca Frabotta, Manolo Portanova e Radu Dragusin, giustappunto, è di tre calciatori ai quali la terza serie va decisamente stretta ma per i quali la cadetteria avrebbe potuto rappresentare un anno di importante apprendistato. Il calcio inglese, da sempre fagocitatore di talenti mondiali, non potrà più prendere Under 18 internazionali. Che siano brasiliani, indiani, francesi, norvegesi, neozelandesi. O italiani. Sicché adesso la Federazione recepisca il messaggio: adesso è il momento. Adesso è l'ora di facilitare l'avvento delle seconde squadre, di agevolarle. Di concedere al calcio italiano la possibilità di entrare in quel vuoto di mercato dove altrimenti tedesche e francesi, seguite poi dalle spagnole, sono già pronte a inserirsi.

Oltre 700 milioni L'Inghilterra e il calcio inglese hanno deciso questa stretta per questioni prettamente politiche, il calcio è stato costretto ad adattarsi dopo un braccio di ferro tra Football Association, Premier League ed EFL. La nuova regolamentazione sui trasferimenti di fatto avrà come visto degli effetti che potranno essere benefici sul mercato per i club più lungimiranti ma anche negativi per due tipologie di società: per le grandi che cercavano in Inghilterra possibili acquirenti per giocatori fuori squadra ed esuberi, per le piccole in cerca di aste sui propri gioielli. Un esempio su tutti: la Premier League ha dovuto chiedere, negli scorsi anni, un'eccezione per quanto riguarda Mohamed Salah. In caso contrario, non avrebbe potuto trasferirsi in Inghilterra poiché non raggiungeva il punteggio necessario per il permesso di lavoro. L'Inghilterra, nel corso degli anni, ha speso fior di milioni: Pogba, Cancelo e poi Alisson come tre acquisti più costosi ma ben 40 sopra i 15 milioni di euro, ultimo della lista Pablo Daniel Osvaldo al Southampton. La Lazio non avrebbe potuto incassare 18 milioni dal Wolverhampton per Pedro Neto, giusto per fare un altro esempio. In totale le stime parlano di oltre 220 trasferimenti per quasi 1,7 miliardi di euro, 700 solo nell'ultimo decennio.

Un folle mercato interno Un'altra problematica che sorgerà, e che riguarderà soprattutto il mercato interno inglese, sarà quella dell'overpricing dei calciatori britannici. Alcuni esempi si sono già visti nell'ultima estate, quando in molti fiutavano la rivoluzione nel dettaglio. Ollie Watkins, attaccante, ha lasciato il Brentford, club di Championship, per oltre 30 milioni per andare all'Aston Villa. L'Everton ne ha sborsati oltre 27 per prendere il difensore Ben Godfrey dal Norwich, anche il Crystal Palace è arrivato a pagarne 18 per Eberechi Eze al QPR. E se scendiamo di categoria, il Brentford ne ha spesi addirittura quasi 6 per Ivan Toney, un attaccante preso dalla League One, la nostra C, dal Peterborough. Questo senza considerare ovviamente gli oltre 50 pagati dal Chelsea al Leicester per Ben Chilwell, i 26 dallo Sheffield al Liverpool per Rhian Brewster.

L'importanza dello scouting L'Italia, o almeno gran parte delle società italiane, sono indietro in questo capitolo. Non hanno ancora capito l'importanza dei dati e dell'analisi profonda di questi, che è alla base anche dei grandi successi per esempio di Paris Saint-Germain e Liverpool, ma anche del Manchester City e di tutte le grandi società britanniche. Non hanno ancora capito il valore di uno scouting profondo, radicato, e non solo frutto del caso e del rapporto. Analizzare il dato, scientifico, paragonarlo, andare in profondità, non significa obbligatoriamente scegliere il talento migliore ma diminuire il più possibile il rischio, sia tecnico che economico. La Juventus è la società più avanti in questo, il Milan però è un club che ha deciso di diventare moderno e di intraprendere una strada in questo senso. Per adesso in poche lo fanno, tra le grandi anche la Roma sembra aver deciso di sposare la linea del Moneyball e di optare più per i numeri che per un ds vecchio stampo, e per questo la scelta di un dg come Pinto dal Benfica.

I nuovi Pogba Non ci sarà più un Manchester United capace di prendere un nuovo Paul Pogba. Chiaro, ci sono società all'avanguardia come il Manchester City che, col suo City Football Group, ha già superato tutti i limiti della Brexit. Potrà dare minutaggio ai giocatori e prenderli con un club del suo gruppo, anche perché adesso ha società in Spagna, Francia, Belgio, oltre che negli USA e in mezzo mondo. Potrà farlo il Chelsea, che si appoggerà sempre all'Olanda e sembra che tanti altri club stiano provando a correre per organizzarsi in vista della prossima estate. Però al momento l'opportunità per il calcio italiano è gigantesca. L'Inghilterra non potrà più prendere calciatori con la 'training compensation', ovvero pagando una cifra base al club di appartenenza prima che il ragazzo firmi il primo contratto. La soglia d'età era 16 anni, adesso è 18 ma al contempo in questa finestra di mercato le società britanniche potranno prenderne solo 3 tra i 18 e i 21.

Deve essere il mercato dei giovani Sicché questa è più una speranza che una realtà, come quelle di cui sopra. Juventus e Milan si sono già messe in moto ma subito dopo le specifiche della riforma della Brexit, pare che tutte le società più organizzate in Italia e nel mondo si siano attivate. Questo deve essere un gennaio per un mercato diverso. Investire adesso, nei limiti della crisi e delle possibilità, per avere frutti dopo. Le società investano sui giovani, perché poi FA e Premier stanno già lavorando per provare ad aumentare (raddoppiare?) il numero degli 'Youth' acquistabili in una finestra, dunque da 3 a 6. Adesso è il momento. Deve essere il gennaio dove lo scouting dovrà fare gli straordinari, in questo mese, pur a distanza, pur senza la controprova di vedere questi ragazzi 'live'. Per questo, visto il margine d'errore che aumenta, chi si è già attrezzato in modo ragionato, coi dati, coi numeri, con l'analisi, per diminuire al massimo il rischio tecnico ed economico, potrà mettere a segno dei veri capolavori.

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