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Editoriale

La Juve, la Champions, i soldi e il mercato. I programmi della Roma e la “nuova” recompra

18.04.2019 07:16 di Luca Marchetti   articolo letto 32105 volte
© foto di Federico De Luca

La mancata qualificazione alle semifinali per la Juventus non è semplicemente una sconfitta che fa male. Perché tradisce le aspettative dei tifosi della Juventus, prima ancora che le ambizioni della società a del suo presidente Agnelli. L’Ajax ha frantumato la Juventus, ha scoperto (o fatto riscoprire) la voglia di essere sfrontati di poter giocare con la testa libera. La Juventus aveva certamente nella Champions League un obiettivo stagionale: non averla raggiunta per essere usciti con l’Ajax nel doppio confronto ha il sapore di una beffa.
Soprattutto per il divario economico. Arrivare a CR7 è stato un grande colpo per la Juventus, senza dubbio. Un impegno economico e finanziario se volete anche rischioso, che doveva essere ripagato dai risultati. Perché avrebbero generato un volano positivo economico di non secondaria importanza. Non essersi qualificati alle semifinali ha fatto perdere alla Juventus tra i 16 e i 18 milioni di euro. Sarebbero stati 10 in più in caso di finale, altri 5 in caso di vittoria. Insomma potenzialmente i milioni di euro non guadagnati sono oltre 30. Senza considerare tutto l’indotto che si sarebbe generato con una squadra campione d’Europa nella cui rosa c’è la stella della Champions: CR7.
Ecco la Juve con il portoghese accresce il proprio volume d’affari, ma non al massimo del suo potenziale. E questo potrebbe essere un piccolo problema in più, visto che comunque il bilancio si sarebbe chiuso con un passivo. La sostenibilità di Ronaldo non è uno scherzo: tutto deve funzionare alla perfezione. Altrimenti quel segno meno sul bilancio che non piace affatto ad Agnelli e agli azionisti è molto difficile da togliere.
Ecco perché comunque la Juventus non si fermerà: si programma già la prossima stagione. Di sicuro con Allegri, confermato dopo la partita come condottiero dei bianconeri per le prossime stagioni. E i giocatori? E’ chiaro che molto dipenderà dalle strategie e dagli investimenti che la Juventus vorrà fare (determinati anche da possibili uscite) ma la rosa dei possibili candidati è ampia e di grande qualità. In difesa difficile che arrivi Varane (visto il Real ha intenzione di cederlo) o il giustiziere De Ligt (visto che il Barcellona ha praticamente raggiunto un accordo con Ajax, anche se manca ancora quello con il giocatore, ma nono sarà poi così complicato). Gli obiettivi più raggiungibili sono Ruben Dias del Benfica, classe 1997, gestito da Jorge Mendes o Kostas Manolas della Roma, sicuramente meno giovane, ma sicuramente più esperto e già più che rodato a certi livelli. Senza dimenticare (naturalmente) che i bianconeri hanno già le mani su Romero, anche lui giovanissimo, difensore centrale del Genoa.
A centrocampo sicuramente arriverà Ramsey a parametro zero, e al di là della suggestione Pogba (che intanto il Manchester United non vorrebbe lasciar andare, ma che se dovesse farlo troverebbe Florentino Perez, mandat da Zidane, pronto a comprarlo) il giocatore che interessa di più è Tanguy Ndombele del Lione. Giocatore cresciuto esponenzialmente, in grado di poter ricoprire più ruoli in mezzo al campo e tutti bene, con presenza fisica e ottima tecnica. E poi rimane un sogno: quello di Isco. Fino a poco fa non giocava: con Zidane è però tornato centrale nel progetto, ma se il Real dovesse prendere sia Hazard che Eriksen, magari potrebbe essere proprio lui a lasciargli spazio (ma in questo caso attenzione al prezzo e soprattutto al Manchester City).
In attacco il punto interrogativo più grande ruota intorno a Dybala. Cosa farà? Quanto vale? Dovesse esserci la necessità (o la volontà) di cambiare i due nomi più interessanti però sono già noti. Joao Felix, stella del Benfica, di cui si sta parlando da tempo (ha una clausola di rescissione da 120 milioni di euro) e Federico Chiesa, per il quale serve meno, ma la trattativa (vista anche la concorrenza) non è per questo più semplice. E qui molto potrebbe dipendere anche da Douglas Costa.
A Roma pure si comincia a lavorare concretamente per il futuro: Massara è tornato da Boston dopo due giorni con Pallotta e Baldini. La sua figura dopo questa “trasferta” sembra ancora più salda: sia che rimanga soltanto lui come direttore sportivo, sia che debba collaborare con consulenti esterni come Campos o con direttori sportivi come Petrachi. Il club ancora non ha deciso, anche se come detto le prime linee guida sono state già tracciate in questo vertice. Nel giro di pochi giorni comunque la Roma deciderà: per cominciare davvero a ragionare in maniera decisamente più concreta. Con un sogno da inseguire come allenatore per la prossima stagione: Maurizio Sarri. Con tutte le difficoltà del caso (visto che è sotto contratto con il Chelsea e che ha appena iniziato la sua avventura inglese) anche a livello di tempistiche. Di sicuro non sono da abbandonare le altre piste (Giampaolo e Gasperini) che tanto bene hanno fatto in questi ultimi anni rispettivamente con Samp e Atalanta.
L’altra piccola novità di giornata è legata alla recompra: è stata modificata. Il diritto di opzione può essere esercitato (o può essere esplicitata la rinuncia) solo ed esclusivamente nel primo giorno del periodo di trasferimenti estivo della seconda stagione sportiva successiva a quella nel corso della quale è avvenuta la cessione definitiva. Insomma se due società decidono di effettuare un’operazione con la recompra la prossima estate, potrà essere esercitata nel 2021. E così gli effetti contabili delle plusvalenze varranno soltanto a partire da quella data. Cosa cambia? La Figc voleva limitare l’utilizzo della recompra per generare una doppia plusvalenza. Allungando i tempi dell’iscrizione a bilancio, secondo le intenzioni federali, questo tipo di trasferimento sarà utilizzato con criterio


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