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Primo dei perdenti o alternativa alla Juve? Inter, perché Conte sottovaluta il secondo posto

Primo dei perdenti o alternativa alla Juve? Inter, perché Conte sottovaluta il secondo postoTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
giovedì 23 luglio 2020 11:23Il corsivo
di Ivan Cardia

Preferisco essere primo in un piccolo villaggio che secondo a Roma. La frase ha oltre duemila anni e l'ha detta un certo Giulio Cesare, ma Antonio Conte probabilmente la sottoscriverebbe. Essere secondi, ha detto ieri sera l'allenatore dell'Inter, vuol dire soltanto essere i primi tra i perdenti. E non gli interessa affatto, nonostante dopo il sorpasso alla Lazio avesse parlato di "giusto riconoscimento" per le valutazioni fatte dalla critica sulla sua squadra. Al tempo del calcio ogni tre giorni, si sa, queste cambiano per forza di cose con grande velocità.

La sottile differenza. È quella che corre tra guidare le fila degli sconfitti e essere una sfidante credibile per i vincitori. In Italia, da nove anni a questa parte, c'è soltanto una squadra, se ci si deve fermare a chi trionfa: la Juventus, rinata dalle sue ceneri anche e soprattutto grazie a Conte, ha fatto col passare del tempo terra bruciata attorno a sé. È passata in un lampo dall'essere una squadra perdente tout court, perché due settimi posti di fila volevano dire questo, al vincere. Un salto in avanti repentino, ma non proprio scontato. E non sempre possibile.

Perché il secondo posto ha un peso. La Vecchia Signora, nel 2012, approfittò di un momento molto particolare e riempi un vuoto: il ciclo dell'Inter era finito, quello del Milan era agli sgoccioli come testimoniato dagli anni successivi. I nerazzurri di questo 2020 non hanno la stessa possibilità, perché i campioni d'Italia non sembrano affatto in crisi e, pur nelle difficoltà del rinnovamento, continuano a vincere e crescere. Anzi, il vuoto di oggi è proprio quello del secondo posto, nel ruolo di principale sfidante al trono. Per questo l'avvicinamento ha da essere per forza di cose graduale e per questo anche arrivare secondi ha/avrebbe/avrebbe avuto una sua importanza: proporsi come alternativa credibile allo stradominio bianconero, certificare un processo di crescita che è il presupposto ineludibile per (ri)affacciarsi al tavolo dei grandi. All'Inter, in fin dei conti, non capita da un decennio di essere la seconda della classe. Se vinci da nove anni di fila, arrivare secondi è una sconfitta, anche bruciante. Se nello stesso lasso di tempo al massimo sei arrivato quarto, è un passo in avanti.

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