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Juve, restyling profondo… Ancelotti chiama Diego Costa! Milan, che polveriera…

Juve, restyling profondo… Ancelotti chiama Diego Costa! Milan, che polveriera…TUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 08 maggio 2019 06:00L'Angolo di Calcio2000
di Fabrizio Ponciroli

La stagione della Juventus, nonostante ci siano ancora degli impegni da affrontare (con dignità), è finita da un pezzo. Esattamente dal momento in cui l’Ajax ha estromesso i bianconeri dalla Champions League. Da quella nefasta serata in poi, tutti a pensare, tra le mura dei bianconeri, a come migliorare una rosa già fortissima e rilanciare un brand che ha bisogno di facce nuove per riaccendere l’entusiasmo popolare. Da più parti, si continua a “spingere” per un Allegri prossimo all’allontanamento dalla Continassa, così da ridare il benvenuto al vecchio amico Conte. Nel calciomercato, tutto è possibile ma, francamente, rivedere il BellAntonio in bianconero mi pare azzardato. L’ex tecnico della Juventus pretende pieni poteri. La Juventus, nella persona di Agnelli, non pare ben disposta a concedere carta bianca a nessun allenatore, neanche ad uno dello status di Conte. Quindi avanti con Allegri? Più che probabile ma con un profondo restyling della rosa. La lista dei possibili partenti è lunga. Chiaramente tutto è legato, in maniera indissolubile, alla ricezione di offerte economiche ritenute congrue ma, a livello teorico, di incedibili ce ne sono ben pochi nella rosa bianconera. Pjanic ha già fatto capire che potrebbe fare le valigie dinanzi ad una stimolante proposta. Alex Sandro. Cancelo e Douglas Costa sono considerati sacrificabili da tempo, meno chiara la posizione di Dybala. La Joya ha un fascino particolare e, soprattutto, è lampante la paura di vederlo sbocciare altrove (con conseguente incazzatura cosmica tra i vertici di Madama). Preso Ramsey, altri ne arriveranno ma solo quando verranno formalizzate cessioni eccellenti. Non è più tempo di investimenti alla CR7, ora bisogna autofinanziarsi. Meno acquisti impulsivi e più operazioni ragionate, questo l’imperativo estivo dei bianconeri. Un grande difensore, un grande centrocampista e poi si vede per l’attacco… Il piano è chiaro…
Non ha tanta voglia di ragionare Ancelotti. L’allenatore del Napoli si aspettava qualcosa di più dal suo primo anno partenopeo. Ora serve un’accelerata. Confermato Insigne (non so se sia in grado di essere l’uomo franchigia), serve un “duro”, uno che sappia scuotere la squadra nei momenti di crisi, uno che non abbia paura di diventare capopopolo. Uno alla Diego Costa. L’Atletico ha investito una montagna di soldi per rivestirlo di biancorosso lo scorso mese di gennaio (oltre 60 milioni di euro) ma i risultati sono stati scarsi, per non dire deludenti. Lui, bomber dal carattere complicato, desidera una sfida nuova. Lavorare con Ancelotti, abilissimo a gestire “i casi difficili”, potrebbe rilanciare le sue quotazioni, anche in chiave nazionale spagnola. Il problema? L’investimento per il cartellino e lo stipendio. Servirebbe qualche sacrificio (Milic e Allan) e un po’ di sana follia (e quella, con De Laurentiis, è garantita). Se il patron del Napoli decidesse di esagerare, Diego Costa potrebbe arrivare veramente…
C’è follia, ma non sana, a Milano, sponda rossonera. Milanello assomiglia ad un set di uno dei film che hanno reso celebre Sergio Leone. Ognuno è pronto, metaforicamente parlando, a sparare all’altro. Non ci sono in ballo “un pugno di dollari” ma molto di più. La dirigenza è scontenta dei giocatori, i giocatori (alcuni) non sono contenti della dirigenza e, in mezzo, c’è Gattuso, in attesa di giudizio finale. Solo la conquista del pass per la prossima Champions League potrebbe evitare una sparatoria in stile western… Da capire chi, in questa tremenda stagione rossonera, sia il buono… Per i ruoli di brutto e cattivo ce ne sono a iosa e tutti più che credibili… Forse, alla fine, il buono è proprio quel Gattuso che, in un Far West come è da tempo diventato Milanello, continua a lavorare a testa alta, pensando solo al bene comune e a quell’obiettivo, la Champions League, che salverebbe capre e cavoli. Non ci sono dubbi, il buono è Ringhio. Chi l’avrebbe mai detto?

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