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Roma, il "Rinascimento moderato" di Fonseca

13.10.2019 07:00 di Dario Marchetti    articolo letto 1462 volte
Roma, il "Rinascimento moderato" di Fonseca
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Nei giorni in cui non si sente altro che parlare della maglia verde della Nazionale è possibile affiancare il concetto di “Rinascimento” anche a molti club di Serie A che quest’anno hanno cominciato un nuovo percorso. Tra questi c’è sicuramente la Roma. Da Fonseca a Petrachi sono tutti d’accordo. “E’ un anno zero” e come nel ciclo azzurro (o verde) di Roberto Mancini, anche il tecnico portoghese sta cercando di sviluppare in modo più libero la sua idea di calcio, basata di aggressività e verticalizzazioni, ma senza dimenticare l’equilibrio tra i reparti.
TOTALE - La ristrutturazione giallorossa, però, non è solo nella gestione tecnica. E’ cambiato tutto dalla passata stagione. Dai fisioterapisti ai nutrizionisti, fino ad arrivare a qualche dirigente. Per alcuni magari è solo un ritorno all’antico. E’ il caso di Bruno Conti, nel 2016 allontano dalla guida del settore giovanile e ora tornato prepotentemente alla ribalta. D’altronde il Rinascimento romano non poteva esserci senza dei simboli e dopo gli addii di Totti e De Rossi, era fondamentale non perdere quel senso di appartenenza che da sempre contraddistingue il club. Con il contratto rinnovato di tre anni, Conti ora è tornato a collaborare a stretto contatto con le squadre giallorosse dall’U18 in giù. Obiettivo: trovare nuovi talenti da inserire a Trigoria visto che su De Rossi, Luca e Lorenzo Pellegrini, Politano, Aquilani, Romagnoli e molti altri in passato c’era la sua firma.
TREND - Poi chiaramente tocca a Fonseca dare l’ultimo giudizio e a differenza del ct azzurro è meno spregiudicato nel lanciare i giovani. Lo dimostra un dato abbastanza evidente: nelle prime 9 gare ufficiali non ha convocato alcun giocatore della Primavera. Le occasioni, visti i tantissimi infortuni, soprattutto nelle ultime uscite non sarebbero mancate. Il portoghese, però, ha preferito affidarsi a un “Rinascimento moderato”. L’età media della squadra, infatti, è di 26,5, tra le più basse in Serie A, ma poggia su calciatori giovani-esperti, vedi Zaniolo e Kluivert. Non c’è stato spazio neanche per Riccardi e Bouah, gli unici che hanno preso parte al ritiro estivo. Perché Fonseca non vuole bruciarli e bruciarsi anche se per i grandi cambiamenti c’è sempre bisogno di uno shock rispetto al passato. La Juventus ne sa qualcosa con Sarri in panchina dopo anni di Allegri.

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