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Serie A

Chievo-Sampdoria 0-0, Pellissier saluta commosso. Tutto il resto è noia

19.05.2019 14:28 di Gaetano Mocciaro  Twitter:    articolo letto 12767 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Difficile immaginarsi emozioni in un ChievoVerona-Sampdoria di fine stagione, con due squadre che hanno cristallizzato la propria posizione in classifica e sotto la pioggia battente. E infatti la partita ne regala poche e ancor meno di reti: zero.

PELLISSIER E QUAGLIARELLA OPACHI Un pomeriggio utile per salutare Sergio Pellissier, alla sua ultima partita davanti al proprio pubblico e per permettere a Fabio Quagliarella di consolidare il primo posto nella classifica marcatori. Entrambi fin qui sono stati poco pericolosi, con il doriano che nel corso della gara si è fatto murare una conclusione da Cesar.

DUE SUSSULTI NEL PRIMO TEMPO Il primo: un gol annullato dal VAR a Léris. Il francese al 10' era stato bravo, lanciato in profondità, a liberarsi di due avversari prima di battere un Rafael all'esordio in questo campionato. Un fuorigioco millimetrico invalida la rete. Oltre il danno, per Léris, la beffa: il giocatore si fa male nei minuti di recupero ed è costretto al cambio. Il secondo: un'entrata pericolosa di Barba su Defrel che costa al difensore clivense il rosso diretto. Il giocatore ha l'attenuante del terreno bagnato che gli impedisce di controllare la scivolata.

PASILLO PER PELLISSIER Non migliora la ripresa, anzi. Il Chievo in inferiorità numerica pensa solamente a evitare la sconfitta nell'ultima gara in A davanti al proprio pubblico; la Sampdoria ha solo come obiettivo servire il più possibile Quagliarella. Ma il capocannoniere oggi ha le polveri bagnate, perde palloni, fatica a coordinarsi. L''occasione migliore che ha è su punizione con la palla che finisce a lato. Al 71' è il momento dei saluti per Sergio Pellissier: lo fa abbracciando proprio Quagliarella e poi i pubblico con l'onore del pasillo da parte di tutti i giocatori nel bel mezzo di una partita in svolgimento. Con lui, arrivato a Verona nel 2002, secondo anno in Serie A dei clivensi, si chiude un'era. E ricominciare senza di lui sarà dura. I restanti minuti di gara sono poco più che accademia


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