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ESCLUSIVA TMW - Alejnikov: "La Lokomotiv darà tutto per battere la Juve"

22.10.2019 11:00 di Marco Conterio  Twitter:    articolo letto 3389 volte
© foto di Valeria Abis/PhotoViews

Sergej Alejnikov arrivò alla Juventus nell'estate del 1989, dopo il piccolo Zar, Zavarov. Aveva giocato nove stagioni a casa sua, nella squadra dei suoi sogni, la Dinamo Mosca. Ha avuto maestri importanti anche in patria, Valerij Lobanovskij su tutti. La sua carriera è stata una montagna russa, "perché nella vita le cose capitano, spontanee". Ed è così che ha deciso di restare a vivere in Italia, dopo aver giocato al Lecce, al Corigliano Schiavonea, aver allenato il Pontedera e anche il Copertino. Si racconta a Tuttomercatoweb.com, partendo proprio dalle tende piazzate nel Sud Italia. "Certe scelte non le ho programmate, mio figlio è nato in Salento. Poi sono andati a scuola, poi l'Unione Sovietica non esisteva più e alla fine sono rimasto".

Un anno, trenta presenze alla Juventus, un'avventura anche da tecnico delle giovanili.
"Il ricordo più bello però è il primo incontro con Gaetano Scirea. La squadra era negli Stati Uniti, sono stato un mese con lui, appena arrivato, e ho conosciuto una persona di gran livello che purtroppo è scomparsa troppo presto".

Sportivamente, a Torino lei vince una Coppa italia e una Coppa Uefa.
"Calcisticamente la Coppa Uefa vinta contro la Fiorentina, in finale, è senza dubbio il ricordo migliore anche perché la Juve non vinceva da tempo".

Sarà con la tv russa a Torino per commentare la gara Champions tra Juve e Lokomotiv.
"Dopo la sosta adesso vedremo se i ragazzi della Lokomotiv saranno nelle giuste condizioni per affrontare la Juventus, però i bianconeri sono in forma e credo che sarà una gara tosta".

Alle soste ora tutti sono abituati ma lei, in Russia, ne ha sempre vissute di lunghe e durante la stagione sportiva.
"All'inizio c'è qualche problema, quando hai un certo ritmo sei abituato a tenerlo. La sosta non favorisce nessuno, qualcuno potrebbe soffrirla. Però la Lokomotiv è una squadra di professionisti ed è una gara di valore, devono essere pronti e lo saranno".

Ha iniziato a studiarla, dunque, la formazione di Joao Mario, Eder e Howedes?
"Questi giocatori, quando affrontano squadre come la Juventus, vogliono dimostrare tutte le loro capacità. Possono dare qualche problema alla formazione di Sarri, però possiamo parlare di tante cose poi quel che succede il giorno della gara cambia tutto".

Dai suoi tempi a oggi, tante premesse ma il calcio russo non è ancora arrivato al livello dei grandi campionati. Perché?
"Prima o poi andranno avanti, serve essere ottimisti. La Juventus ha vissuto periodi bui, poi è tornata. Adesso vogliono andare avanti, no? Lo stesso farà la Russia: arriverà, serve solo pazienza".

© Riproduzione riservata

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