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ESCLUSIVA TMW - Giubilato: "Il mio ricordo di Carlo Delfini, un maestro"

13.03.2019 22:05 di Alessio Calfapietra   articolo letto 4080 volte
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com

Quasi duecento presenze tra i professionisti. Tante le maglie indossate, fra le quali spicca quella del Napoli che ha accompagnato in una celebre doppia promozione dalla serie C alla serie A. David Giubilato è tutto questo. Difensore mancino di grande presenza fisica, da inizio anno è il Direttore Sportivo del Santarcangelo, squadra che milita in serie D.
Ma la sua carriera sarebbe stata meno piena e soddisfacente se non avesse avuto una guida come Carlo Delfini, storico allenatore del settore giovanile della Lodigiani venuto a mancare in queste ore. La lista dei calciatori che ha allevato appare interminabile, spazia da Totti a Candreva, passando per Toni e tanti altri.

Ai microfoni di TMW, Giubilato esprime il suo cordoglio: "Persone come lui andrebbero clonate, visto che ce ne sono sempre meno. Ancora oggi porto avanti quello che mi ha insegnato alla Lodigiani, lui e Mastropietro (altro tecnico di grande peso, ndr) ti insegnavano come comportarti ed a diventare grande. Era sempre sorridente ed al servizio dei bambini, gli bastavano dieci minuti per capire se un giocatore fosse di prospettiva. Riusciva a scorgere il talento anche dove era più difficile notarlo. Uno come Totti balzerebbe agli occhi di chiunque, ma capire chi, senza essere un fenomeno, poteva comunque affermarsi come giocatore è tutto un altro discorso. Quando ho appreso la terribile notizia ero già a Bologna, mi dispiace tantissimo non esserci domani, mando un forte abbraccio alla famiglia".

Parliamo di te. Hai giocato in tante squadre, a quale sei più affezionato?
"Sicuramente la società alla quale sono rimasto più legato è il Napoli, indossarne i colori è stato un onore. Sono stato lì tre anni, e se oggi li vedo disputare la Champions League mi fa piacere perché ho preso parte a questa risalita. Gli insegnamenti di Delfini mi sono stati utili anche in quella mia avventura, me li tengo ben stretti".

A proposito di Napoli, quanto peserà l'assenza dei due centrali titolari a Salisburgo?
"Non credo sorgeranno troppi problemi, a meno non che non accadano cose stratosferiche. Ancelotti ha cambiato la mentalità in tal senso, a differenza di Sarri che schierava spesso gli stessi undici. Ancelotti rende tutti partecipi. Non ci saranno improvvisazioni ma scelte studiate e ponderate".

Una curiosità tattica. Da ex difensore, e' vero che la difesa a tre copre meglio di quella a quattro?
"In teoria sì, ma tutto dipende dal movimento dei terzini. Io stesso ho praticato questo schieramento a Napoli con Reja. Non esiste un pacchetto difensivo totalmente schierato a tre, spesso e volentieri diventano cinque con gli esterni bassi. Sulla carta tre difensori devono occupare meno campo rispetto a quanto ne devono coprire soltanto due".

La classifica dice che tra la Juventus e il Napoli c'è un distacco superiore al primo campionato post Calciopoli dove l'Inter vinse con ventidue punti di scarto. Cosa significa questo?
"La differenza rispetto allo scarto di allora la sta facendo Cristiano Ronaldo, e lo abbiamo visto molto bene ieri sera. In generale la Juventus rispetto alle altre squadre ha un altro tipo di mentalità e di struttura. Qualsiasi altra formazione ieri si sarebbe fatta prendere dall'ansia, i bianconeri hanno invece mostrato una mentalità che solo i grandi club europei possiedono. Loro stanno lavorando per arrivare al livello di Manchester City e Barcellona".

Da tifoso romanista, un commento sulla situazione giallorossa
"In questo caso c'è il problema opposto, comune a tanti altri club in Italia, se vuoi arrivare ad alti livelli devi infondere una certa mentalità. Leggevo le statistiche, nell'era Pallotta si sono avvicendati sette allenatori, c'è qualcosa che non va, non si possono vendere ogni volta giocatori di livello internazionale. Va bene mettere a posto il bilancio però ad inizio anno gli obbiettivi devono essere diversi. Quarto posto? E' durissima, ci sono Milan, Inter e Lazio che si giocano il piazzamento. Mi fa piacere la promozione di Massimo Tarantino, un ragazzo che ha lavorato tanto e se lo merita".

Per concludere, come sta procedendo la tua esperienza con il Santarcangelo?
"A parte il passo falso domenica ad Avezzano, la squadra sta andando benino, ora può respirare e puntare con più efficacia alla salvezza. Quello è l'obiettivo per cui lotteremo fino alla fine".


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