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FOCUS TMW - Juve, CR7 volano. Ma il modello non è sostenibile senza Exor

20.11.2019 16:15 di Andrea Losapio  Twitter:    articolo letto 33817 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Cristiano Ronaldo è stato un volano, ma per ora non basta. Perché la Juventus vola sì nei ricavi, arrivando a 621 milioni di euro, ma dall’altra parte c’è un problema di mantenimento, perché i 165 milioni di Ronaldo, tra acquisizione cartellino e spesa per il suo ingaggio, mandano in rosso la squadra bianconera, al di là di tante ottime plusvalenze come Audero, Mandragora o Sturaro. Il negativo è nella regione dei 40 milioni di euro, una cifra abbastanza vicina a quella dell’Inter. Molto bene lo stadio, 70 milioni di euro, ancora lontano però dalle grandi europee.

I DIRITTI TELEVISIVI - Una cifra importante arriva proprio dalle televisioni, che sforano i 206 milioni di euro. Insomma, nel 2018-19 se la Juventus non avesse preso niente dagli audiovisivi sarebbe comunque praticamente al pari dell’Inter, con i nerazzurri che potrebbero vantare 2 milioni in più (417 a 415). Questo per far capire la distanza fra due club che sono anni luce più avanti di tutti gli altri. Ma se la Juve monopolizza le vittorie ogni anno, l’Inter è in crescita. La variazione non è importante, ma dà il quadro per capire che influisce per un terzo rispetto alla produzione totale.

I COSTI - Sono cresciuti sia per il tesseramento di Ronaldo - con tutto quello che rappresenta - ma anche per i maggiori costi di gestione. Dai tesserati - gli stipendi, banalmente - ai vari accantonamenti per TFR ed eventuali sostituzioni di tecnici (come Allegri, appunto). Senza le eventuali plusvalenze - circa 157 milioni di euro - la perdita sarebbe stata ben più corposa dei 40 milioni poi dichiarati. Di fatto la Juve per ora non è un’azienda che si autofinanzia, bensì è soggetta al player trading proprio come quelle di metà classifica. Anche per mantenere un’egemonia di base.

AUMENTO DI CAPITALE - Nell’illustrare i vari risultati, Agnelli aveva già detto che ci sarebbe stato. Trecento milioni di euro che possono essere parificati - più per importo che per reali meccanismi - al bond che Suning ha utilizzato per rifinanziare il debito con Thohir. L’idea, secondo Agnelli, è quello di dare alla Juventus un modello di sviluppo sostenibile. Per sopravvivere con le proprie gambe però la Juve ha bisogno di vincere, avere ricavi, cedere calciatori. Sarà curioso capire la prossima stagione, perché se è vero che Joao Cancelo può coprire parte degli acquisti, che Spinazzola e Kean mettono una toppa, dall’altra la Juve si è caricata di spese che dovranno, in qualche modo, essere “parate”. Anche perché De Ligt è un investimento oneroso la metà di Ronaldo, ma pur sempre corposo. La Juve cannibalizza la A ma rischia di mangiarsi da sola. A meno che Exor non copra: d’altro canto non sono grandi cifre per chi controlla la Juve.


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