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Serie A

Inter, per il futuro tracciato un disegno preciso. Spalletti è sereno

20.04.2019 07:30 di Alessandro Rimi  Twitter:    articolo letto 9992 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Spalletti è sereno. Serissimo, concentratissimo, ma comunque tranquillo. Senti che pesa ogni parola e ne pronuncia tante. Parla dell’Inter che se è lì a «lottare insieme a chi negli ultimi anni è stato sempre sul podio del campionato, allora significa aver ridotto il gap», soprattutto con i club di riferimento come Napoli e Roma. Parla della stagione che non merita d’essere criticata laddove «quando ti giochi le qualificazioni, deve essere tutto a posto, o almeno nel 90% delle cose». Contro l’Eintracht, ad esempio, non è stato così e perciò l’eliminazione dall’Europa League «non crea alcun imbarazzo per le difficoltà che c’erano». Si esprime pure sulla Roma, sul suo passato, su quelle «stagioni vissute in maniera molto sentita che non dimenticherò mai». Resta vago in merito alla scelta del centravanti da schierare, anche perché Lautaro e Icardi «stanno bene tutti e due e meriterebbero entrambi di giocare». Così anche su Dzeko rispetto al quale si limita a un «chiedete ad Ausilio». A proposito di mercato (passato), Luciano, non perde occasione per difendere Nainggolan, acquisito «per salire velocemente il gradino e colmare il gap», sacrificando Zaniolo con l’attenuante della fretta, della pressione dell’ambiente, di un Paese nel quale «non c’è tempo per programmare con calma».

Ragiona, si ferma, osserva, spiega, conclude discorsi come al solito lunghi e frastagliati. Si prende tutto il tempo che serve, forte della sua posizione in classifica che racconta di un miglioramento evidente. Quello che la società, in fondo, gli ha chiesto dall’inizio e rammentato una volta rinnovato il contratto fino al 2021. E perciò perché non confermare un tecnico che ha reso più luminoso il sentiero nerazzurro? Perché non dare una squadra più forte e larga a un allenatore che, dati alla mano, ha rinsavito un ambiente neanche troppo tempo addietro moribondo? Stravolgere non serve, piuttosto l’Inter necessita di tre-quattro elementi capaci di innalzare il tasso tecnico-esperienziale, pur comunque rispettando i paletti di Nyon. Qui s’inseriscono l’ingaggio a zero di Godin, l’affondo per Danilo, la forte suggestione per Rakitic, il corteggiamento sempre più intenso a Pepé. Un disegno preciso che in Corso Vittorio Emanuele hanno già tracciato da un pezzo. In effetti un disegno che, a ben guardare, rende giusto un po’ più sereni.


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