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LIVE TMW - Bologna, Sabatini: "Mihajlovic qui è un'assicurazione sulla vita"

18.06.2019 14:56 di Dario Ronzulli  Twitter:    articolo letto 24936 volte

Dopo l'ufficializzazione di ieri, oggi Walter Sabatini incontra la stampa nella prima occasione pubblica da neo responsabile della supervisione e del coordinamento delle operazioni calcistiche di Bologna e Montreal Impact. Appuntamento alle 14 nella sala stampa del centro sportivo "Niccolò Galli" di Casteldebole. Segui la diretta su tuttomercatoweb.com

14.00 Inizia la conferenza stampa di Walter Sabatini; accanto a lui l'amministratore delegato del Bologna Claudio Fenucci

Fenucci: "Presentiamo insieme a Walter la nuova struttura di gestione del Bologna attraverso la Free 2 Be Holdings Inc., la società controllante di Bologna Fc 1909 e Montreal Impact. Tutto ciò nasce attraverso l'idea che il calcio del futuro ci chiama a nuove idee e nuove difficoltà. Sarà sempre più importante la partecipazione alle coppe europee visto che si va verso un sempre maggior peso anche dal punto di vista economico; il calcio nordamericano è sempre più in espansione e quindi avendo interesse in questi due continenti calcistici bisogna rispondere alle nuove esigenze. Riccardo Bigon avrà piena autonomia nel suo ruolo, interfacciandosi con Sabatini naturalmente. Per quanto ci riguarda i nostri obiettivi sono migliorare la competitività della squadra e lottare per posizioni diverse rispetto al consolidamento della categoria e per questo Saputo ha messo a disposizione risorse finanziare adeguate. Continueremo ad essere coordinati nella scelta dei processi. Con Sabatini ci conosciamo da tempo e non posso che avere fiducia in lui e nelle sue capacità".

Sabatini: "Qualcuno ha rilevato il fatto che ho messo la cravatta: per me è un giorno di festa. Io ho deciso di vivere la mia vita dentro una bolla di gioia e questa è la scelta migliore. Sono veramente orgoglioso e soddisfatto di essere qui. Saputo è stato molto generoso con me chiamandomi a lavorare qui. Chi mi definisce Guru è un amico ma è un personaggio che sconfina nell'esoterico, mentre io sono un epicureo inevitabile".

Che cosa l'ha convinta ad accettare Bologna dal punto di vista sportivo?
"La cavalcata del girone di ritorno è stata fantastica, tant'è che ho già detto a Mihajlovic che se noi riusciremo a trasformare l'eccezionale in normale saremo già a metà dell'opera".

Dove potrà mettere mano e in cosa potrà incidere maggiormente?
"Ho trovato un'organizzazione importante e una grande partecipazione di tutti. C'è una banca dati eccezionali che io stesso faccio fatica a seguire: ogni giocatore che ho sottoposto a Bigon in tempi rapidi ha avuto un riscontro dettagliato. Vuol dire che si è lavorato molto duro in questi anni. Sono tranquillo e soddisfatto di quello che ho trovato".

Come definirebbe questa sfida?
"Quella finale. È un po' melodrammatica, me ne rendo conto. Ma emotivamente è così: voglio ottenere grandi cose qui e subito".

Qual è la prima cosa che vorrebbe dare di sé stesso?
"Vorrei che chiunque parli con me si senta a proprio agio. Per esempio, ho la testa piena di cose e Bigon sta funzionando come un catalizzatore: anche per questo ho grande rispetto per lui. Io sono stato l'uomo più insultato del continente e so cosa significa vivere le cose quando vanno male: capisco bene quello che ha provato Bigon. Di Vaio lavorerà a stretto contatto con me".

Con quali speranze è venuto qui? Fra le offerte che ha ricevuto Totti c'è anche una del Bologna?
"Con Suning le cose sono andate male perché io ho avuto fretta di fare tutto subito. Ma l'idea di un network internazionale ce l'ho da tempo e qui credo si possa realizzare: c'è la volontà della proprietà e c'è anche la capacità. Vogliamo creare un percorso per cui i giocatori nascono nelle Accademie e poi vengono portati in Europa con il Bologna al vertice. Se i giocatori vengono portati in situazioni funzionali crescono più in fretta. Se riusciamo a creare mercati paralleli per migliorare la prima squadra avremo raggiunto l'obiettivo. A Totti non abbiamo fatto nessuna offerta".

Interviene Fenucci: "L'idea è che nel tempo, non al momento, si possano aggiungere altre partecipazioni o accordi specifici per creare una base più ampia per creare un percorso formativo per i calciatori".

Lei è una figura ingombrante. Cosa si aspetta che funzioni meglio con lei piuttosto che con Corvino?
"Io mi aspetto la mia bolla di gioia, la mia felicità che non può prescindere dai risultati. Metterò a disposizione del Bologna tutta la mia capacità lavorativa. Io sono pronto ad affrontare le cose in un'altra maniera".

Interviene Fenucci: "Noi abbiamo sempre rispettato la professionalità di chi ha lavorato nel Bologna. Nessuno ha imposto scelte tecniche. Poi ovviamente ci confrontiamo sia sui processi di acquisizione di calciatori che sulle dinamiche economiche-finanziarie. Questo non è diverso da quello che accade in tantissime altre società".

Ieri Totti ha detto che è importante avere il padrone di casa. Secondo lei il Bologna ha la struttura adeguata per ovviare alle assenze di Saputo?
"Invocare il padrone sul posto di lavoro è un luogo comune. Io penso che una società debba avere professionalità e sensibilità che non obblighino un presidente ad essere sempre presente".

Interviene Fenucci: "Se guardiamo il calcio nella sua globalità e la Premier League in particolare, ci sono tanti presidenti stranieri che non sono presenti in loco. Il calcio del futuro richiede sfide organizzative piuttosto che presenze presidenziali".

Da un punto di vista tecnico quanto conterà l'attuale staff tecnico nel progetto del network?
"Sarà determinante. Mihajlovic dà delle scariche di adrenalina ai giocatori e li ribalta. La sua permanenza a Bologna è un'assicurazione sulla vita per tutti noi. I giocatori che arriveranno verranno accompagnati verso il futuro e verso il successo da Sinisa. Arriveranno giocatori giovani e meno giovani, la rosa sarà integrata ma non stravolta, c'è già un impegno per fare le cose in una certa maniera"

Com'è la situazione di Orsolini?
"Vogliamo tenerlo. Domani scadono i termini del prestito poi lo rinegoziamo. Metteremo tutto a posto".

Quali sono le prime cose da fare sul mercato? Per esempio la situazione di Pulgar com'è?
"Ha segnato in Copa America, no? Chi lo marcava, il nostro, Tomiyasu? Ah non possiamo annunciarlo (rivolgendosi a Fenucci, ndr)? Ok, ok. Sulla clausola di Pulgar posso dire che è sempre un problema di numeri: giovedì incontriamo Mihajlovic che ci dirà chi vuole tenere. Sul mercato comunque non saremo tonti".

Da dove nasce il pallino per Bologna?
"Da sempre, dalla sua storia, dal Bologna che giocava come in Paradiso. Ho amato la città per motivi sinistri: da tifoso del Milan seguivo il Bologna degli anni Sessanta perché era la mia ancora di salvezza per battere l'Inter. Sono stato un mese a contatto con l'aldilà e ora voglio tutto e subito: risultati e giocare bene, sperando di trovare un calciatore che accenda fantasie e illusioni".

Com'è la situazione di Mattia Destro?
"Gli ho voluto un bene esagerato. L'abbiamo preso a 22 anni ed è stata un'operazione perfetta. Di quello che è successo a Bologna me ne vergogno perché ha perso slancio, cattiveria e fiducia. Certamente non lo butteremo via e lo gestiremo nel miglior modo possibile. Deciderà Mihajlovic, lui ha le chiavi di casa, ci fideremo delle sue valutazioni".

La scalata del Bologna è legata a doppio filo all'ingresso delle coppe europee?
"Chiederemo all'allenatore di lottare per ottenere qualcosa: è questo il nostro obiettivo primario. Dovremo avere una squadra che dovrà capire di lottare per avere qualcosa, senza badare ai pronostici dei giornali. Vorrei una rivoluzione culturale, nel senso che i calciatori devono rifiutarsi di accettare di essere ottavi o noni. In questo credo che il mister sia un ottimo interlocutore".

Il giocatore che può accendere fantasie che tipo sarà?
"Arriveranno giocatori di talento. Dipenderà dalla maturità del Bologna farli crescere al meglio".

La scelta del futuro centrale avviene in un simposio allargato?
"Abbiamo scoperto che Lyanco non si può tenere e qualunque scelta sarà al ribasso perché il brasiliano è fortissimo. Ma poi il calcio sorprende sempre".

Domanda per Fenucci: cosa vi ha convinto a fare un cambio di direzione come questo?
"Il progetto doveva avere una discontinuità. Ci siamo detti che dovevamo cercare una persona che potesse dare un impulso. L'unico profilo valido umanamente e professionalmente è quello di Sabatini".

Quante cessioni potranno esserci?
"Sulle uscite stiamo lavorando: dobbiamo parlare con tutti i procuratori. Certo che il tempo corre in fretta".

14:56 termina la conferenza stampa di Walter Sabatini


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