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LIVE TMW - Genoa, Preziosi risponde a Garrone: "Dichiarazioni inopportune"

12.06.2019 22:05 di Andrea Piras   articolo letto 14619 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

21.20 - Il presidente del Genoa Enrico Preziosi interverrà telefonicamente ai microfoni dell’emittente ligure Telenord nel corso della trasmissione “We Are Genoa”. Saranno diversi i temi che verranno trattati dal numero uno della formazione rossoblu.

21.37 - Inizia l'intervento del presidente rossoblu Enrico Preziosi su Telenord.

La risposta alle parole di Edoardo Garrone.
"Ho poco da dire. Nel senso che sono rimasto abbastanza sorpreso da dichiarazioni inopportune. Credo che sia una caduta di stile, ammesso che ne abbia mai avuto. Credo che questa volta l’abbia fatta fuori dal vaso. Ho cercato di chiamarlo più volte e a mandargli messaggi ma non mi ha risposto. Evidentemente il signor Garrone soffre di quella retrocessione arrivata dopo il gol di Boselli, la mia più grande gioia da quando sono presidente del Genoa. Da quando sono a Genova non ho mai parlato della Sampdoria e dei suoi affari. Non riesco a capire cosa gli sia passato per la testa, forse avrà voluto fare il piacione davanti a quaranta, cinquanta tifosi. Oppure voleva distrarre una contestazione e un annuncio di York Capital che aveva fatto saltare la trattativa. Inoltre parlando dei conti del Genoa ha detto ‘che io sappia’. Che io sappia che cosa?! Mi aspetto solamente che possa chiedere scusa a tutti i genoani e al sottoscritto. Vi ricordo pure che il gol di Boselli è stata la mia più grande soddisfazione calcistica, o comunque una delle più grandi. Riguardo alle sue esternazioni, vorrei invitarlo a occuparsi dei suoi affari perchè non credo che neanche un genovese, qualunque sia la sua fede, possa apprezzare un'esternazione di questo tipo. Deve farsi gli affari suoi e non si deve permettere più di parlare del Genoa".

Trattativa per la cessione del Genoa con lo York Capital?
"Intanto c'è una trattativa e c'è l'obbligo di non divulgare notizie fino ad una conclusione sia positiva che negativa. Noi chiediamo una manifestazione di interesse, la capacità e i fondi necessari, dopo di che ci si siede ad un tavolo. E' evidentemente che ora c’è una trattativa come altre in passato. Vediamo se ci sono i presupposti per portarla alla conclusione ma non servirebbe mai parlare di una trattativa fatta per far calmare i tifosi. Ai tifosi dico che noi siamo qui, stiamo facendo le cose seriamente per poter cedere la società. Quello che c'è lo stiamo valutando attentamente, stiamo facendo tutte le cose. Io spero che si possa essere una conclusione. La stessa Fiorentina è da marzo di un anno prima che c'era una trattativa e non si può pensare che una trattativa si concluda in dieci-quindici giorni. Spero possa andare in porto".

Ha detto che in caso di esito negativo rivelerà l'offerta.
"Io non faccio vedere nessuna offerta. Se la trattativa non dovesse andare in porto ci sarà un comunicato e chi vuole può avere accesso a quello che è stato un iter per la cessione della società. Si parla di fondi: probabilmente è un fondo quello di cui stiamo parlando. Si parla di calcio che è cambiato ma ricordatevi che un fondo vuole raddoppiare il valore di ciò che ha investito. Nessuno si aspetti che un fondo lavori con passione perchè non è il lavoro di un fondo".

C'è un piano B nel caso in cui la trattativa non dovesse andare in porto?
"Io non posso abbandonare. Mi dite qual è l'alternativa di un presidente che ha il 100% della società e che ha obblighi verso quella società. Non posso scappare. Quindi il piano B è già in natura, non si può fare qualcosa di diverso".

Ha ripreso Capozucca e ha preso Andreazzoli?
"Questo lo state dicendo voi. Io ho confermato Capozucca".

Anche se arrivasse un fondo le plusvalenze potrebbero essere l'unica strada percorribile?
"Questa è una domanda figlia di errori del passato. Potrebbe essere fatto cedendo anche uno o due pezzi all’anno senza stravolgere la squadra come sono stato costretto a fare in passato. Non credo come un club più antico d'Italia non debba pensare a far crescere il valore del club. Le possibilità sono due: o uno guadagna con le cessioni dei giocatori, il secondo è far crescere il valore del club con i risultati sportivi. Io credo di dare uno stop ad un certo tourbillon".

Rifarebbe, da imprenditore, la cessione di Piatek?
"Alla luce di ciò che è successo no. Io non pensavo che questo potesse portarci a quel tipo di risultato. La domanda non sta se lo rifarei. L'errore è stato quello di stravolgere con tre allenatori una squadra che non ha mai giocato bene. Secondo me l'errore è che a dieci giornate dalla fine avevamo 34 punti, non si capisce come mai in dieci partite non siamo riusciti a vincerne una. Evidentemente è successo qualcosa nell'ambiente che ha coinvolto i giocatori e non sono i tifosi. Ho solo detto che la squadra non giocava a calcio e che entrava in campo già sconfitta".

Si sente quest'anno la voglia di rivalsa?
"Io dico solo che promettere oggi mi rende poco credibile. Chi ha visto l'ultima partita ha capito che io non sapevo dove mi trovavo. Sabato e domenica sono stato vicino alla squadra, ho sofferto tantissimo e dentro la partita, ripeto, non sapevo dove mi trovavo. Una cosa del genere non vorrei più viverla. Credo che, a partire dall'allenatore, dovremo allestire una squadra che non faccia più soffrire. Queste sono cose che avrei potuto dire l'anno prima e non realizzate. Io farei a meno di promesse, fare pochi annunci e dimostrare con i fatti".

Ci può rivelare un colpo di mercato?
"No. Venerdì mi incontrerò con l'allenatore, partiremo con lui e cercheremo di costruire la squadra".

22.05 - Termina l'intervento telefonico a Telenord del presidente del Genoa Enrico Preziosi.


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